Shahd Abusalama ha iniziato a scrivere il suo diario elettronico durante l’operazione Piombo Fuso contro Gaza. Un racconto quotidiano diventato la narrazione dell’esistenza sotto assedio di un intero popolo

di Cristina Micalusi
Roma, 4 luglio 2014, Nena News – Palestine From My Eyes non è un semplice diario di una giovane palestinese, è la quotidianità insopportabile ed inimmaginabile di un popolo, quello palestinese, costretto a vivere in questa bruta realtà.
È anzitutto un blog di resistenza, per noi occidentali che poco o nulla sappiamo della vita dura di Gaza, quasi sempre sotto assedio. L’autrice, Shahd Abusalama, nata nel 1991 nel campo profughi di Jabalia, comincia a scrivere un blog in lingua inglese quando aveva 17 anni, durante l’operazione Piombo Fuso, l’ennesimo massacro compiuto dall’esercito israeliano tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, per testimoniare al mondo fuori da quella prigione a cielo aperto, come si possa vivere sotto continui bombardamenti, soprusi e sanzioni. La giovane scrittrice, attraverso questo blog, racconta anche la storia della sua famiglia di rifugiati, uguale a migliaia di famiglie palestinesi.
La nonna di Shahd viveva nel villaggio di Beit Jirja, distrutto nel 1948, anno della nascita dello stato d’Israele e della conseguente diaspora palestinese. Alla nipote racconta “l’infanzia pacifica nei verdi campi di limoni e di ulivi” e dice: ” Non è mai stata una sola Nakba”. La pulizia etnica, i massacri e la volontà da parte dello stato “democratico” di Israele di cacciare i palestinesi dalla propria terra, non sono mai finiti.
E poi ci sono i racconti sui prigionieri politici e l’impegno di Abusalama a descrivere la loro causa, a cominciare dallo stesso padre dell’autrice, liberato dopo 15 anni in seguito ad uno scambio di prigionieri. E ancora l’odissea dei palestinesi per muoversi, anche solo per compiere brevi tragitti: check point, code, vessazioni, quasi impossibile lasciare Gaza.
Shahd Abusalama rispecchia il coraggio e l’amore verso la sua terra; come tutte le donne palestinesi. Louay Odeh o Hana Shalabi, che non si sono piegate alla prigione. Hana Shalabi, per esempio, ha partecipato ad uno sciopero della fame di 43 giorni contro la detenzione amministrativa; carcerazione che si può rinnovare all’infinito, senza motivazione e senza alcun processo, per mesi e mesi. Hana, che è stato incarcerata dopo l’assedio alla Chiesa della Natività nel 2002, è stata rilasciata in uno scambio di prigionieri ma con il vincolo della deportazione a Gaza per tre anni.
Un capitolo del testo, Abusalama lo dedica all’amico Vik. Ricorda l’impegno di Vittorio Arrigoni, il cooperante ucciso a Gaza, ma anche l’impegno della giovane Rachael Corrie. “Rischiano come noi-scrive la blogger- se si oppongono alla violenza dell’occupazione, Israele non fa differenza. Rachael è stata travolta da un carro armato mentre cercava di impedire la distruzione di una casa palestinese”.
Le poesie di Mahmoud Darwish scandiscono i temi del volume, spronano ad aprire gli occhi. “Mentre torni a casa, la tua casa, pensa agli altri. Non dimenticare di chi vive nelle tende” dice un verso di “Pensa agli altri”. Nelle parole di Shahd c’è anche la voglia di rinnovamento della leadership palestinese e per una maggior fermezza di posizioni nel conflitto, soprattutto per quanto concerne la questione del diritto al ritorno dei profughi. Per questo Abu Mazen viene criticato aspramente. “Per la prima volta dal 2007, l’unità ritrovata tra Hamas e ANP sembra portare frutti concreti, col nostro voto noi giovani palestinesi vogliamo dire che non accetteremo ulteriori concessioni”.
Chissà se gli occhi di questa giovane palestinese stanno piangendo, in queste ultime ore, per la morte di vite innocenti o sono solo disgustati a vedere l’ennesimo massacro perpetrato ai danni dei suoi fratelli, ormai stanchi e delusi dello spettacolo truce e barbaro. Sicuramente gli occhi di Shahd Abusalama saranno lì a testimoniare ciò che la maggior parte di noi non vede. O non vuole vedere! Nena News
*Shahd Abusalama è nata nel 1991 nel campo profughi di Jabalia nella striscia di Gaza, Palestina. Originaria del villaggio di Beit Jirja dove i suoi nonni subirono la pulizia etnica nel 1948. Cura dal 2010 il blog Palestine From My Eyes e collabora al sito di approfondimento Electronic Intifada. È anche una disegnatrice partecipando con i suoi disegni a mostre nazionale ed internazionali.
Titolo: Palestine from my eyes. Una blogger a Gaza
Autrice: Shahd Abusalama
Editore: Lo Russo
Anno: 2013





Devi effettuare l'accesso per postare un commento.