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Le 28 famiglie palestinesi a rischio espulsione rifiutano la proposta dei giudici israeliani di rinunciare ai loro diritti di proprietari a favore dei coloni e di diventare “inquilini protetti” per 15 anni.

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di Michele Giorgio – 

Pagine Esteri, 2 novembre 2021 – La Corte Suprema israeliana ha confiscato i terreni di 4 famiglie palestinesi per “uso pubblico”: ci costruiranno un hotel, un parcheggio e un parco. La Legge internazionale vieta la confisca delle terre nei Territori palestinesi Occupati ma Israele applica la sua legge sull’intera Gerusalemme. È attesa per oggi, intanto, la risposta ufficiale delle famiglie palestinesi di Sheikh Jarrah alla proposta israeliana: potrebbero continuare a vivere nelle proprie abitazioni per 15 anni, pagando un affitto alla società dei coloni israeliani, che ne diverrebbe da subito, comunque, la proprietaria.  L’orientamento pare sia quello di respingere la proposta: si tratta di terreni che le Nazioni Unite e le autorità giordane avevano affidato negli anni ’50 ai palestinesi. Mentre è permesso da una legge, agli israeliani, di reclamare le proprietà dei terreni posseduti prima del 1948, lo stesso non è consentito ai palestinesi.