Autore: redazione

TURCHIA. Boğaziçi non si arrende e resiste al controllo di Erdogan sull’Università

“Terrorismo” – termine flessibile, pratico e utilizzato di frequente nella Turchia di Erdogan – è stato usato ancora una volta per colpire gli studenti, i professori e i loro alleati nella lotta per un’università democratica. Erdogan aspira a una gioventù dotata di “fede nel cuore, Corano e computer in mano, scienza in testa e vocazione verso Dio”, contrapponendo quest’immagine ai giovani dissidenti curdi o ai giovani coinvolti nelle proteste contro il suo regime

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Nel Libano in crisi è in pericolo anche la libertà di espressione

Le pratiche di censura e oppressione trovano spazio anche nei social media, l’Ufficio per i crimini informatici del paese ha condotto 4.154 indagini per diffamazione tra il 1° gennaio 2015 e il 7 dicembre 2020. Le organizzazioni della società civile hanno raccolto dati sull’uso della legislazione che il governo ha adottato per punire giornalisti, attivisti e cittadini.

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