Kisanak e Anli (Hdp) sono accusati di sostegno ad organizzazione terroristica, il Pkk. Prosegue la guerra di Ankara contro le amministrazioni kurde, dopo aver devastato vite e territorio

Gultan Kisanak e Firat Anli
Gultan Kisanak e Firat Anli

AGGIORNAMENTO ore 12.15 – MANIFESTAZIONI NEL SUD-EST, INTERNET BLOCCATO

Dopo l’arresto dei due co-sindaci di Diyarbakir, in centinaia sono scesi in piazza nel sud-est turco: scontri con la polizia sono esplosi nella città a maggioranza kurda, i manifestanti sono stati aggrediti con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua mentre tentavano di marciare verso la sede del comune. Il governatorato di Diyarbakir ha avvertito che ogni protesta sarà considerata illegale: dal 15 agosto ogni sit-in è stato vietato in città. Intanto in molti denunciano la sospensione di internet in Bakur, il Kurdistan turco.

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della redazione

Roma, 26 ottobre 2016, Nena News – La battaglia senza quartiere che il governo turco aveva promesso alle amministrazioni locali kurde ha raggiunto un nuovo apice: ieri notte le autorità di Ankara hanno arrestato i co-sindaci di Diyarbakir, Amed in kurdo, considerato il capoluogo del Kurdistan turco. Gultan Kisanak e Firat Anli sono in questo momento in stato di fermo nell’ambito – dice il procuratore – di un’indagine su presunti legami dei due con gruppi terroristici.

Ovvero il Pkk, contro il quale il presidente Erdogan ha scatenato un anno e mezzo fa una nuova guerra. Un conflitto al momento “giusto”: con un paese squassato dagli attentati terroristici dell’Isis, prima sostenuto e poi ribellatosi, il turismo in picchiata, la crisi aperta con la Russia, l’economia a pezzi, Ankara ha trovato nel solito nemico del nazionalismo turco il miglior mezzo per compattare il paese.

Da luglio 2015 ad oggi il Bakur, il Kurdistan turco, è stato devastato: oltre 100mila sfollati, decine di centinaia di morti civili, interi quartieri e città rase al suolo. E ora, dopo la campagna militare, Erdogan si lancia contro i comuni e in particolare contro l’Hdp, il Partito Democratico dei Popoli, fazione di sinistra pro-kurda ad oggi sola opposizione al regime.

La sede del comune di Diyarbakir, perquisita ieri sera (Fonte: Twitter)
La sede del comune di Diyarbakir, perquisita ieri sera (Fonte: Twitter)

Già 28 comuni sono stati commissariati (e i sindaci democraticamente eletti rimossi) e già decine di membri dell’Hdp, sostenitori e amministratori locali arrestati. Ma ieri è toccato a due simboli del partito per l’importanza che Diyarbakir ha per il movimento kurdo. Nello specifico Kisanak e Anli sono accusati di aver tenuto discorsi pubblici a favore del Partito Kurdo dei Lavoratori, di aver utilizzato automobili del comune per trasportare i cadaveri di combattenti uccisi o di manifestanti.

Nella notte le loro case sono state perquisite, mentre la polizia creava un cordone intorno alla città per impedire sul nascere eventuali proteste di piazza. La Kisanak, 55 anni e primo sindaco donna della città, è stata arrestata mentre tornava da Ankara dove si era recata per testimoniare di fronte ad una commissione parlamentare di inchiesta sul fallito golpe del 15 luglio. Anli, suo co-sindaco secondo la procedura prevista dall’Hdp (un uomo e una donna nelle amministrazioni e le cooperative, misura applicata anche nella kurdo-siriana Rojava), è stato portato via da casa sua. I due erano stati eletti nel 2014 con il 55% delle preferenze.

Così Erdogan prosegue la sua battaglia contro la lotta di liberazione kurda. Negli ultimi tempi il governo di Ankara ha provato a cambiare la propria narrativa: la battaglia – dicono – non è contro la popolazione kurda, ma contro il Pkk. Lo stesso movimento che nel 2013 accettò di abbandonare le armi e avviare un reale processo di pace. Tutto fallito nel luglio 2015 e la ripresa violentissima e brutale della guerra, che passa anche per la partecipazione politica: “Il governo Akp di Erdogan continua ad abusare della volontà del popolo – si legge nel comunicato dell’Hdp, emesso dopo gli arresti – Attaccando la volontà politica del popolo kurdo lo Stato punta a liquidare ogni opposizione democratica del paese. L’arresto di Gultan Kisanak e Firat Anli è un’aperta dichiarazione di guerra contro le politiche democratiche”. Nena News


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