Categoria: Cultura

LIBRI. L’amore tra Subhi e Shams racconta la storia di Giaffa

La scrittrice Suad Amiry parla del suo libro, “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea”. “Racconto di Suhbi e Shams prima del 1948 ma anche di un caffè di Giaffa dove si discuteva di temi che erano più o meno quelli di oggi: l’appoggio che gli israeliani di quel tempo ricevevano ricorda da vicino la situazione internazionale attuale. E i leader palestinesi che invece erano spaccati su tutto, come oggi.

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CULTURA. Palestina: Suad Amiry, una “scrittrice per caso”.

PODCAST La più nota oggi delle scrittrici palestinesi, Suad Amiry si sente soprattutto un’architetta. E non solo perché ha studiato architettura all’American University di Beirut e all’Università del Michigan. E nemmeno perché dal 1981 insegna architettura all’università cisgiordana di Bir Zeit e dirige a Ramallah il Riwaq Center, per la conservazione di quello che rimane dell’architettura palestinese. Suad Amiry nella sua vita ha scritto saggi e romanzi nei quali ha raccontato, con grazia, tristezza e molto sarcasmo, di migliaia di case che, a cominciare dal 1948, i palestinesi furono costretti ad abbandonare in fretta e furia e che poi sono passate nelle mani degli israeliani. La ascoltiamo in questo podcast curato da Guido Piccoli

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LIBRI. “Frankenstein a Baghdad”. L’Iraq assume le sembianze spaventose di un mostro

Di Ahmed Saadawi, è un romanzo dalle tinte magiche e macabre e al tempo stesso fedelissimo alla storia recente dell’Iraq. E’ la storia di un personaggio orribile che inizia a macchiarsi di una misteriosa serie di omicidi e a seminare il terrore in una Baghdad occupata dalle truppe della coalizione americana, tra il 2005 e il 2006.

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L’Iraq dei poeti – Come uccelli migratori, parte quarta

Dopo il 2003 molti iracheni tornarono a casa. Tra questi, anche tanti dei “poeti migratori” che nel corso dei trent’anni precedenti avevano trasferito i loro versi in Inghilterra, Francia, Italia, o nei Paesi Scandinavi. La fine dell’esilio, però, per loro non corrispose a ritrovare il proprio Paese devastato dalla guerra e sotto l’occupazione delle truppe americane.

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