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PODCAST. Su Hasakah il marchio dell’Isis: morti, feriti e ostaggi

Intervista a Davide Grasso, ricercatore, scrittore ed ex combattente italiano tra i ranghi curdi contro lo Stato Islamico. L’idea dell’Isis, ci dice, non è mai scomparsa, esiste in molti punti del pianeta anche se di recente i jihadisti sono tornati con insistenza a colpire in Siria e in Iraq, i territori dove sono più forti. Resta insoluto il problema dei miliziani stranieri dello Stato Islamico detenuti dalle Sdf e che nessun paese vuole riprendersi, a cominciare da quelli europei.

PODCAST. Su Hasakah il marchio dell’Isis: morti, feriti e ostaggi

PODCAST. Su Hasakah il marchio dell’Isis: morti, feriti e ostaggi

della redazione Pagine Esteri, 26 gennaio 2022 - L'assalto alla prigione di Hasakah, operato dall'Isis lo scorso 20 gennaio, è stato improvviso ma pianificato e coordinato: numerosi miliziani hanno occupato molti edifici nel centro abitato e per giorni ci sono stati combattimenti. Sono intervenute le forze speciali e gli Stati Uniti hanno bombardato la zona. Non ci sono ancora numeri accertati ma ci sono state decine tra morti e i feriti. Nella prigione di Hasakah sono detenuti molti affiliati allo Stato Islamico, tra cui minori reclutati dall'Isis. Negli ultimi mesi del 2021 vi erano già stati due tentativi di attacco al carcere, considerato  dall'Isis un obiettivo strategico. Ascolta l'intervista a Davide Grasso, ricercatore, scrittore e ex combattente nei ranghi della resistenza curda contro l'Isis. Davide Grasso è autore di "Il Fiore del deserto" (Edizioni Agenzia X) dedicato alle rivoluzioni delle donne e delle comuni tra l'Iraq e la Siria del nord; di "Havalen, perché sono...

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