Il figlio del re completa l’ascesa al potere. Il nuovo principe ereditario è un riformatore in economia ma soprattutto un falco in politica estera. Con lui lo scontro con l’Iran non potrà che aggravarsi

Il principe ereditario e uomo forte dell'Arabia saudita Mohammed bin Salman
Il principe ereditario e uomo forte dell’Arabia saudita Mohammed bin Salman

della redazione

Roma, 22 giugno 2017, Nena News – Qualcuno lo definisce un colpo di stato “morbido”, altri una “rivoluzione”. Quello che conta è che l’81enne Re Salman dell’Arabia Saudita, con un decreto al quale evidentemente lavorava da tempo,  ieri ha eliminato dalla successione diretta il 57enne Mohammed bin Nayef per sostituirlo con il figlio 31enne Mohammed bin Salman, ora nuovo principe ereditario.

Si è parlato di una decisione che vuole rinnovare e dare un tocco di gioventù alla monarchia sunnita retta da ottantenni e che ha visto alternarsi quattro re in poco più di quarant’anni. Il balzo generazionale è di 50 anni se si considera la differenza di età tra re Salman e suo figlio. Mohammed bin Salman inoltre è considerato un “riformatore” e l’ispiratore delle recenti novità nell’economia del Paese, primo esportatore al mondo di petrolio e troppo dipendente da questa risorsa. E’ stato lui a proporre di mettere sul mercato il 5% della compagnia petrolifera Aramco e la creazione di un fondo sovrano di 2mila miliardi di dollari, il più grande al mondo.

Ma ci sono anche altri importanti obiettivi dietro la decisione di re Salman. Mohammed bin Salman viene proiettato “ufficialmente” alla guida dell’Arabia saudita che di fatto già aveva da quando il padre è divenuto re. Era ministro della difesa e da ieri è anche vice primo ministro e la sua influenza in politica estera, già elevata, è destinata a crescere ulteriormente. Il neo principe ereditario è un falco e, secondo gli osservatori, è lui il principale artefice della linea di rinnovato scontro con l’Iran. Mohammed bin Salman sarebbe in questi giorni il più accanito ai vertici sauditi nel sostenere l’isolamento del Qatar accusato da Riyadh di “sostenere il terrorismo” e di non partecipare con determinazione al fronte arabo sunnita schierato contro Tehran. Proprio ieri l’Arabia Saudita e i suoi alleati del Golfo hanno elaborato una “lista di richieste” da presentare al Qatar per risolvere la crisi scoppiata all’inizio di questo mese. E non può essere dimenticato che dopo essere stato nominato vice principe ereditario il 29 aprile 2015, il giovane Mohammed è stato il principale fautore dell’intervento saudita in Yemen che difende come l’unica soluzione possibile alla ribellione degli sciiti Houthi nonostante le critiche continue che i centri per i diritti umani rivolgono a Riyadh per i tanti civili uccisi e feriti nei bombardamenti aerei.

Mohammed bin Salman ha anche rinsaldato i rapporti con gli Usa, stabilendo relazioni personali speciali con il presidente Donald Trump, e sarebbe stato lui a sollecitare l’acquisto per oltre cento miliardi di dollari di armi di produzione statunitense in modo da sancire la rinnovata alleanza con Washington.

Con lui, di fatto seduto sul trono assieme al padre, la politica estera dell’Arabia saudita non potrà che farsi più aggressiva. Lo scontro con l’Iran è perciò destinato ad aggravarsi e con esso il rischio di un nuovo conflitto in Medio Oriente. Nena News

 

 


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