Pagine Esteri – Nel corso di uno scontro a fuoco, ieri a Gaza è rimasto ucciso Yasser Abu Shabab, il capo delle cosiddette “Forze Popolari”, una milizia palestinese finanziata e sostenuta da Israele in funzione anti Hamas. Dopo la diffusione della notizia della sua morte, a Gaza molti abitanti hanno festeggiato distribuendo dolciumi.

Nel comunicato diffuso dalla sua milizia si afferma che Abu Shabab è morto «sul campo», in uno scontro con una delle grandi famiglie palestinesi di Gaza e quindi non con Hamas.

Anche un portavoce dell’organizzazione palestinese ha negato il coinvolgimento di Hamas nella morte di Abu Shabab, al quale pure aveva chiesto di consegnare le armi.

Non è però ancora del tutto chiara la dinamica dei fatti. Alcune fonti affermano che sia stato ucciso a Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale, un’area attualmente sotto il completo controllo israeliano.

La milizia di Abu Shabab, che ha collaborato con Israele durante i due anni di guerra genocida contro Gaza, saccheggiando gli aiuti e uccidendo o rapendo civili palestinesi e combattenti di Hamas, ha affermato che continuerà a combattere.

Nel giovane capoclan il governo israeliano, così come anche il Mossad e lo Shin Bet, vedevano la possibilità di creare un nuovo equilibrio nella Striscia che escludesse Hamas. A giugno, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva ammesso di aver “attivato” a Gaza alcuni clan avversari di Hamas su consiglio di funzionari della sicurezza. “È solo una strategia positiva, che salva la vita dei soldati delle Forze di difesa Israeliane” aveva commentato il premier israeliano.- Pagine Esteri

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