L’Organizzazione per la libertà delle donne in Iraq (Oldi) ha annunciato l’assassinio della sua presidente, Yanar Mohammed, ieri a Baghdad in un agguato armato.

“Con grande tristezza e dolore e con uno shock che le parole non possono descrivere, l’Organizzazione per la libertà delle donne in Iraq per la scomparsa della sua presidente e cara compagna Yanar Mohammed, assassinata questa mattina, lunedì 2 marzo 2026, a Baghdad”, ha scritto l’organizzazione.  “Alle 9:00 del mattino – riferisce – due uomini armati in motocicletta hanno aperto il fuoco su di lei davanti a casa sua, ferendola gravemente. Nonostante il trasporto in ospedale e i tentativi di salvarle la vita, è morta per le ferite riportate”.

Quindi continua ricordando che “Yenar Mohammed ha dedicato la sua vita alla difesa delle donne vittime di abusi e delle sopravvissute alla violenza e alla tratta, e ha contribuito alla creazione e alla gestione di case rifugio che hanno ospitato centinaia di donne in fuga da oppressione e sfruttamento. Era una voce femminista schietta e intransigente, e una posizione ferma contro ogni forma di violenza e discriminazione, e non si è tirata indietro nonostante le ripetute minacce e le campagne di incitamento”.

Aggiunge: “Noi dell’Organizzazione per la libertà delle donne in Iraq condanniamo con la massima fermezza questo vile crimine terroristico e lo consideriamo un attacco diretto alla lotta femminista e ai valori di libertà e uguaglianza. Chiediamo che le autorità competenti rivelino immediatamente i responsabili e i loro mandanti, garantiscano che siano ritenuti responsabili secondo la legge e pongano fine all’impunità che minaccia le donne impegnate nella difesa dei diritti umani in Iraq”.

La dichiarazione conclude scrivendo che: “La scomparsa di Yinar Mohammed è una grande perdita per il movimento femminista, ma la sua eredità di lotta rimarrà viva in ogni donna che ha ripreso la vita grazie al suo sostegno e in ogni posizione che rifiuta la violenza e la discriminazione. Le promettiamo che le case rifugio rimarranno aperte e che la voce dell’organizzazione continuerà a essere forte in difesa delle donne e del loro diritto a una vita dignitosa e sicura”.