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La tensione in Medio Oriente è precipitata nelle ultime ore dopo il grave atto di sabotaggio che ha colpito il giacimento di gas naturale di South Pars, cuore pulsante dell’economia energetica iraniana. Le autorità di Teheran, attribuendo la responsabilità dell’operazione a una coalizione di attori regionali e internazionali, hanno rotto gli indugi annunciando una ritorsione simmetrica che potrebbe scattare in tempi brevissimi.

Secondo fonti vicine ai vertici della difesa iraniana, l’ordine di attivazione per le unità missilistiche e i reparti droni sarebbe già stato diramato. Il governo ha esplicitamente minacciato di colpire le infrastrutture strategiche dei paesi limitrofi, considerati complici o basi di partenza per l’aggressione subita. Tra i target primari diffusi dai media legati al regime figurano i terminali petroliferi di Ras Tanura in Arabia Saudita, gli impianti di desalinizzazione degli Emirati Arabi Uniti e le piattaforme estrattive del Qatar.

Il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari ha dichiarato: “L’attacco israeliano alle strutture collegate al campo di South Pars dell’Iran, un’estensione del North Field del Qatar, è un passo pericoloso e irresponsabile in mezzo all’attuale escalation militare nella regione. Colpire le infrastrutture energetiche costituisce una minaccia alla sicurezza energetica globale, così come ai popoli della regione e al suo ambiente. Ribadiamo, come abbiamo ripetutamente sottolineato, la necessità di evitare di prendere di mira strutture vitali. Chiediamo a tutte le parti di esercitare moderazione, aderire al diritto internazionale e lavorare per la de-escalation in un modo che preservi la sicurezza e la stabilità della regione”. Anche il ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti ha condannato l’attacco.

Il portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) ha dichiarato che le infrastrutture energetiche, petrolifere e del carburante di chiunque abbia colpito gli impianti iraniani verranno incenerite alla prima occasione utile. “Si tratta di un avvertimento fermo e inequivocabile rivolto ai criminali che hanno colpito le infrastrutture del sud del Paese”, si legge nella nota ufficiale. Il comando militare ha poi rincarato la dose, definendo codardo l’esercito degli Stati Uniti e descrivendo il governo israeliano come un regime barbaro dedito all’infanticidio. La dichiarazione conclude con una minaccia diretta: “Dichiariamo all’esercito codardo e aggressivo dell’America criminale e al regime sionista barbaro e che uccide i bambini che dovrai gettare i tuoi soldati in acqua e gettare la tua dignità al vento”.

Il messaggio di Teheran è perentorio: se la sicurezza energetica dell’Iran viene compromessa, nessuno nella regione potrà più garantire il flusso di idrocarburi verso i mercati mondiali. La minaccia di un intervento militare entro le prossime ore ha già provocato un’ondata di panico sulle borse internazionali e l’immediato innalzamento dello stato di allerta in tutte le basi militari e nei siti industriali del Golfo. Gli osservatori internazionali temono che l’imminente rappresaglia possa trasformarsi in un conflitto aperto, capace di paralizzare le rotte marittime più critiche del pianeta. Pagine Esteri