Nei giorni scorsi lo avevano denunciato fonti ufficiali siriane e russe. Queste affermazioni erano state ignorate dai media internazionali perché ritenute “propagandistiche”.
della redazione
Roma, 23 novembre 2016, Nena News – Anche l’Osservatorio Siriano per il monitoraggio dei Diritti Umani (Osmdu), legato all’opposizione anti Bashar Assad, conferma che i “ribelli” siriani impediscono a tante famiglie di lasciare Aleppo Est circondata dall’esercito governativo e soggetta a bombardamenti aerei. Nelle scorse settimane erano state fonti ufficiali siriane e russe a denunciare che i “ribelli” tengono in ostaggio la popolazione nella parte orientale di Aleppo allo scopo di usarla come scudo umano. Queste affermazioni però erano state ignorate dai media internazionali perché ritenute “propagandistiche”.
Un abitante di Aleppo, Hajj Mohammed al-Jasim, ha riferito all’agenzia di stampa statunitense Associated Press che alcuni membri della sua famiglia hanno provato a lasciare il quartiere di Bustan al-Basha per raggiungere i rioni a maggioranza curda di Sheikh Maqsoud. Tre gruppi “ribelli” però hanno sconsigliato di attraversare Bustan al-Basha durante il giorno e hanno suggerito di aspettare la sera. Tuttavia quando è sceso il buio, ha aggiunto al Jasim, “(i ribelli) hanno cominciato a sparare” per impedire il passaggio di una cinquantina di famiglie, inclusa la sua.
Secondo l’Osmdu almeno 100 famiglie di Aleppo Est sono in attesa di lasciare quella parte della città per raggiungere rioni meno coinvolti nei combattimenti e meno colpiti dai bombardamenti. Nei giorni scorsi fonti dell’opposizione siriana e le agenzie umanitarie hanno accusato Damasco di aver fatto decine di morti, anche civili, in una serie di raid aerei che avrebbero colpito alcuni ospedali da campo.
Da parte sua l’esercito governativo accusa i jihadisti “ribelli” di non distribuire ai civili i generi alimentari custoditi nei loro magazzini. Lo scorso 10 novembre le Nazioni Unite hanno denunciato che ad Aleppo Est sono state distribuite le ultime razioni di cibo e che la popolazione ora rischia la fame. Nena News







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