AGGIORNAMENTO  14 OTTOBRE ORE 14
CECCHINI SPARANO SU MANIFESTANTI AMAL E HEZBOLLAH: UCCISE 6 PERSONE
È salito a 6 uccisi, tra cui una donna, e 60 feriti il bilancio di scontri a fuoco a Beirut. L’epicentro delle violenze è la rotonda Tayyoune, nella parte meridionale della capitale e a circa un chilometro dal Palazzo di giustizia. Qui era programmato un sit-in del partito sciita Amal contro l’inchiesta in corso sull’esplosione del porto di Beirut il 4 agosto 2020, nel quale sono rimaste uccise 219 persone. Amal e l’altro movimento sciita, Hezbollah, accusano il procuratore Tarek Bitar di essere apertamente schierato contro di loro nella conduzione delle indagini e degli interrogatori dei sospetti responsabili dell’esplosione dello scorso anno. Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, qualche giorno fa ha chiesto la rimozione di Bitar.
Le due formazioni sciite affermano che «cecchini» non meglio identificati hanno aperto il fuoco per primi contro i manifestanti e denunciano «l’aggressione» da parte di «gruppi armati organizzati». I franchi tiratori, secondo Hezbollah e Amal, «erano appostati sui palazzi di fronte» sugli edifici del quartiere di Ayn Remmane, nota roccaforte dei partiti cristiani maroniti, rivali dei due movimenti sciiti, arroccati invece nell’antistante quartiere di Shiyah.

 

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Pagine Esteri, 13 ottobre 2021 – Intervista da Beirut alla giornalista francese Marine Vlahovic, sulla situazione in Libano: sempre grave l’emergenza carburante e aumentano le ore senza elettricità. L’energia prodotta dai generatori autonomi costa tantissimo e i prezzi dei generi alimentari sono alle stelle.

 

 

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