Pagine Esteri, 1 febbraio 2024. Nonostante gli sforzi del presidente Luiz Inácio Lula da Silva e i tentativi del suo governo, i minatori d’oro stanno tornando nella riserva indigena di Yanomami, portando morte e distruzione.

L’Aeronautica militare ha fatto sapere di aver sparato colpi di mitragliatrici contro un aereo non identificato che sorvolava l’aerea nonostante la no Fly zone imposta dal governo.

La stessa aeronautica è stata molto criticata per non aver fatto abbastanza, in questi mesi, per evitare che i minatori d’oro entrassero illegalmente nella riserva. Le organizzazioni ambientaliste hanno anzi presentato un documento che accusa apertamente le forze armate di star sabotando i tentativi di protezione dell’area cominciati un anno fa.

Lo scorso anno un’operazione governativa è riuscita a cacciare circa 20.000 minatori dalla riserva indigena delle dimensioni del Portogallo. La presenza dei minatori e dei loro mezzi di estrazione è una delle cause principali della crisi umanitaria che mette a rischio la popolazione indigena, che muore per le malattie, la fame e la violenza.

In un video diffuso dalle forze armate brasiliane, si vede l’aereo, un Cessna 182 monomotore, costretto ad un atterraggio di emergenza a seguito dei colpi di avvertimento partiti dalle mitragliatrici dell’esercito.

Il pilota è riuscito a far atterrare il mezzo ed è poi fuggito nella foresta. La polizia federale non è riuscita a rintracciarlo ma ha sequestrato il velivolo.

Le organizzazioni internazionali denunciano che la grave crisi umanitaria del popolo Yamomai continua a peggiorare, nonostante i tentativi del governo.

 

 

Dal comunicato stampa di Survival International:

Gli esperti denunciano che una grave crisi sanitaria sta devastando il popolo Yanomami, nel nord dell’Amazzonia brasiliana, a un anno dalla massiccia operazione governativa che doveva liberare il territorio Yanomami dai cercatori d’oro illegali.

I dati diffusi dal servizio sanitario ufficiale nell’area mostrano che:

  • Nel 2023, l’incidenza della malaria è aumentata del 61%, con almeno 25.000 casi.
  • Anche il tasso di influenza è aumentato in modo drammatico, passando da 3.203 casi nel 2022 a 20.524 nel 2023 (un incremento del 640%)
  • 308 indigeni sono morti (gennaio – novembre 2023), e la maggior parte erano bambini sotto i 5 anni.

La Corte Inter-Americana per i Diritti Umani ha pubblicato di recente una schiacciante risoluzioneche mostra quanto la situazione nel territorio Yanomami si sia deteriorata:

  • I servizi sanitari nell’area funzionano a malapena. Nove avamposti sanitari, che avrebbero dovuto essere riaperti, sono ancora chiusi.
  • C’è poca disponibilità di acqua potabile.
  •  Sono ancora attivi molti siti minerari illegali.
  • “Persiste una situazione estremamente grave e urgente, che sta arrecando danni irreparabili alla vita e alla salute dei popoli indigeni.”
  • “Nel Territorio Indigeno Yanomami permangono ancora gruppi di minatori armati che appartengono a bande criminali organizzate, che distribuiscono armi alla popolazione indigena e cercano di controllarla.”

Foto e video recenti provenienti dal territorio mostrano una malnutrizione drammatica tra bambini e adulti yanomami, ma anche cercatori d’oro illegali che agiscono nell’area nell’impunità.

 

Una pista di atterraggio illegale costruita dai cercatori d’oro appena all’interno del confine venezuelano, nel cuore del Territorio Yanomami. Sono visibili nove aerei leggeri. © Globo TV

 

In un episodio particolarmente scioccante ripreso in video, si vedono tre giovani bambini yanomami legati e tenuti prigionieri dai cercatori d’oro.

“Il governo non è riuscito a risolvere la situazione nemmeno con il decreto d’emergenza,” ha detto Dario Kopenawa Yanomami, vice-presidente dell’Associazione Yanomami Hutukara. “I minatori sono ancora nella terra yanomami. E oggi le attività minerarie sono più distruttive di quanto non lo fossero negli anni ’80 e ’90. Oggi a cercare l’oro nel territorio Yanomami ci sono bande criminali, il crimine organizzato, il PCC (Primo Commando Capitale) e il Commando Vermelho (Commando Rosso). È una situazione molto, molto grave e gli Yanomami sono estremamente vulnerabili. I bambini continuano a morire di malaria e polmonite, per parassiti e tubercolosi. Gli Yanomami e la loro terra continuano a soffrire una crisi umanitaria. E noi continueremo a lottare e a criticare i governi federale e statali.”

“Nonostante le promesse fatte dal Presidente Lula al momento del lancio dell’operazione per sfrattare i cercatori d’oro, un anno fa, la situazione attuale nel Territorio Yanomami è catastrofica” ha commentato Fiona Watson, Direttrice del Dipartimento Ricerca e Advocacy di Survival International.

“I minatori stanno ritornando nell’area, e i vecchi siti di estrazione vengono ripristinati” ha detto Watson.

“Le forze armate, che sono coinvolte nell’operazione per sfrattare i minatori, si muovono lentamente. Molti avamposti e servizi sanitari cruciali, che sarebbero essenziali, non funzionano.”

“La situazione per le migliaia di Yanomami che vivono oltreconfine, sul lato venezuelano, è tragica, e non riceve praticamente alcuna attenzione mediatica. I cercatori d’oro stanno operando in nuove aree del Venezuela con il supporto dei militari venezuelani. Al momento è in corso un’epidemia di malaria, e molti Yanomami sono morti.”

“Particolarmente preoccupante è la situazione degli Yanomami incontattati – sappiamo che i cercatori d’oro stanno ancora operando a pochi chilometri dalle loro comunità”.

“Se questa situazione dovesse continuare, moriranno centinaia di altri Yanomami e la loro terra diventerà inabitabile. È assolutamente cruciale che le nuove misure appena annunciate dal Presidente Lula vengano attuate immediatamente nell’ambito di un’operazione prolungata e completa per sfrattare i minatori in modo definitivo e per fornire l’assistenza sanitaria urgente necessaria. Inoltre, è essenziale che queste attività vengano poi mantenute nel tempo – altrimenti questa tragedia si ripeterà ancora e ancora, fino a quando gli Yanomami non saranno stati decimati. È ora che tutti coloro che guadagnano dall’estrazione illegale dell’oro rispondano dei loro crimini”.