Pagine Esteri – Almeno venti persone sarebbero rimaste uccise a causa dei bombardamenti aerei condotti dalla coalizione sunnita a guida saudita contro obiettivi del “Consiglio di transizione del Sud” nella provincia di Ad Dali, nel sud-ovest dello Yemen.
Le informazioni sulle vittime sono state fornite da una fonte del governo provinciale ai media russi, precisando che gli attacchi hanno interessato convogli e mezzi militari in movimento. Nel bilancio delle vittime, è stato riferito, figurano anche civili, comprese donne e bambini.

Riadh ha dato una versione diversa degli eventi. Il portavoce della coalizione Turki al Maliki ha affermato che le forze saudite, in coordinamento con il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale (e di fatto strumento degli interessi sauditi) avrebbero condotto “diverse operazioni preventive e mirate” per impedire azioni militari che avrebbero potuto far degenerare ulteriormente la situazione sul terreno. Secondo al Maliki, l’operazione militare è stata lanciata dopo la mobilitazione notturna di forze armate legate al leader del Cts, Aidarous al Zubaidi, dotate di veicoli blindati e armamenti pesanti, in movimento da campi militari verso Ad Dali.

Il “Consiglio di transizione del Sud” si è formato nel 2017 e mantiene proprie formazioni armate e un controllo significativo su aree strategiche del sud, in particolare ad Aden, pur facendo formalmente parte dell’assetto politico sostenuto dalla coalizione a guida saudita.

Nell’ultimo mese, le forze del Cts sostenute dagli Emirati Arabi Uniti hanno assunto “manu militari” il controllo delle province di Hadramaut (ricca di petrolio) e al Mahra, minacciando la secessione dello Yemen meridionale (che fino al 1990 costituiva uno stato indipendente) e scatenando la dura reazione dell’Arabia Saudita.

Secondo quanto riferito da fonti della coalizione araba, il leader del Consiglio di transizione del Sud, Aidarous al Zubaidi, avrebbe lasciato Aden dirigendosi verso una località non nota. Successivamente, il Consiglio presidenziale yemenita ne ha annunciato la destituzione dai propri ranghi e il deferimento alla magistratura, accusandolo di aver minato l’unità e la stabilità del Paese.

Nei giorni scorsi l’Arabia Saudita e il governo yemenita avevano imposto un ultimatum alle forze militari degli Emirati, che dopo poche ore hanno annunciato il loro abbandono del paese. – Pagine Esteri