Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, in seguito alle dichiarazioni da lei rilasciate durante una conferenza tenutasi qualche giorno fa.

Barreau ha dichiarato al parlamento francese che il suo Paese “condanna fermamente le dichiarazioni oltraggiose e riprovevoli rilasciate dalla signora Francesca Albanese”, considerando che esse “non prendono di mira il governo israeliano, le cui politiche possono essere criticate, bensì Israele come popolo e come nazione, il che è del tutto inaccettabile”.

Le dichiarazioni del ministro francese sono arrivate dopo un video intervento di Albanese durante un forum tenutosi sabato scorso, in cui ha affermato: “Invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo lo ha armato, gli ha fornito giustificazioni politiche, gli ha fornito protezione politica e lo ha sostenuto economicamente e finanziariamente. Noi, che non disponiamo di enormi capitali, algoritmi o armi, ora ci rendiamo conto che noi, come umanità, abbiamo un nemico comune”.

In un’intervista con France 24, registrata prima della dichiarazione di Barrow, Albanese ha negato le accuse contro di lei, definendole “completamente false” e una “manipolazione” delle sue parole. Ha dichiarato: “Non ho mai detto che Israele sia il nemico comune dell’umanità”. “Sfido chiunque a trovare il punto in cui mi si accusa di aver detto che Israele è nemico dell’umanità. Non l’ho mai detto”. Martedì ha pubblicato su X il video del suo discorso completo all’Al Jazeera Forum, in cui ha scritto che “il nemico comune dell’umanità è IL SISTEMA che ha reso possibile il genocidio in Palestina”.

Albanese, giurista e avvocato italiano per i diritti umani, ha accusato esplicitamente Israele di aver commesso un genocidio contro i palestinesi di Gaza. Durante la guerra, Albanese ha inviato una serie di lettere esortando altri paesi a imporre sanzioni a Israele per porre fine alla sua devastante offensiva.

Ha inoltre espresso un forte sostegno ai mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale contro funzionari israeliani, tra cui Netanyahu, con l’accusa di crimini di guerra. Ha inoltre pubblicato un rapporto che elenca diverse importanti aziende americane che sostengono “l’occupazione israeliana e la guerra contro Gaza”.