Pagine Esteri – L’occupazione militare israeliana si è estesa fino ad occupare circa 1.000 chilometri quadrati tra la Striscia di Gaza, il Libano meridionale e la Siria meridionale, superando sistematicamente i confini indicati nelle stesse mappe ufficiali dell’esercito. L’inchiesta, effettuata dal team investigativo di Al Jazeera, ha incrociato diverse fonti tecniche: mappe militari ufficialiimmagini satellitari ad alta risoluzione e calcoli spaziali tramite GIS (Geographic Information System). Aggiungendo i dati dati del progetto ACLED (Armed Conflict Location & Event Data) per tracciare le incursioni militari e la geolocalizzazione dei blocchi di cemento gialli posizionati sul terreno come demarcatori fisici.

Nella Striscia di Gaza, l’inchiesta ha analizzato la cosiddetta “Linea Gialla” definita dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025, che ufficialmente doveva delimitare un’area di circa 200 km quadrati. I dati satellitari e le prove sul campo hanno mostrato che questi marcatori sono stati spostati verso ovest, espandendo il controllo di centinaia di metri all’interno di quartieri densamente popolati come Shujayea e Tuffah, allargando l’occupazione ben oltre le aree ufficialmente dichiarate da Israele.

Un modello simile a quello utilizzato nel Libano meridionale, dove la zona militare dichiarata dopo l’accordo di aprile 2026 copriva inizialmente 570 km quadrati. Analizzando le immagini satellitari raccolte tra il 24 aprile e il 19 maggio 2026, il team di ricerca ha rinvenuto prove di demolizioni di edifici e interi villaggi, come Zawtar al-Sharqiyah, avvenute dopo l’entrata in vigore della tregua e in aree situate al di fuori della linea militare dichiarata. Le attività militari di occupazione hanno ignorato i limiti cartografici, trasformando zone teoricamente protette in aree di distruzione operativa.

In Siria meridionale la situazione è differente poiché non esistono mappe ufficiali che definiscano la portata del controllo militare, rendendo necessario ricostruire la mappa “dal basso”. L’indagine ha identificato una rete di posizioni militari permanenti stabilite oltre la “Linea Alpha” del 1974, che separa le alture del Golan occupate dal resto della Siria. Questi avamposti formano una striscia militare continua di circa 235 chilometri quadrati. Oltre a queste postazioni fisse, i dati ACLED hanno documentato oltre 800 incursioni in territorio siriano tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, con operazioni che sono penetrate fino a 63 km di profondità. Quelli che inizialmente erano avamposti militari israeliani, sono stati trasformati in zone operative occupate che si estendono ben oltre le infrastrutture permanenti.


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