Lunedì 31 agosto, le comunità di San Miguel Xoxtla, Nealtican e Acuexcomac hanno organizzato una Carovana in Difesa dell’Acqua. Le osservatrici internazionali per i diritti umani presenti riferiscono di oltre 3.000 partecipanti e circa 100 veicoli tra auto, furgoni e rimorchi, oltre a biciclette e moto.

L’obiettivo: ricordare ai propri governanti che chi comanda è il popolo, e che il popolo esige acqua, perché l’acqua è vita. «L’acqua è un tesoro che vale più dell’oro» è uno degli slogan intonati lungo tutto il percorso della carovana.

La carovana ha denunciato la grave carenza idrica che le popolazioni indigene subiscono da anni, a causa dello sfruttamento massiccio delle falde acquifere da parte del SOAPAP (Sistema Operatore dei Servizi di Acqua Potabile e Fognature di Puebla) e della Concesiones Integrales S.A. de C.V., nota come Agua de Puebla.

Manifestazione in difesa dell’acqua, Messico agosto 2026 (Foto: Laura Buconi)

Trent’anni fa il SOAPAP ha redatto un accordo per la realizzazione di 9 pozzi profondi ad Acuexcomac e Nealtican, al fine di fornire acqua alla città di Puebla, che era a corto di risorse idriche, impegnandosi a sospendere il prelievo di acqua nel caso in cui i livelli dei pozzi locali fossero scesi. Le comunità denunciano che l’accordo è stato stipulato ricorrendo alla forza e all’estorsione ai danni di prigionieri politici. Con l’estrazione autorizzata di oltre 15 miliardi di litri d’acqua all’anno, le sorgenti si sono prosciugate, cosí come si è seccato il fiume che nasceva ad Acuexcomac accanto a un albero millenario di ahuehuete.

Le comunità sostengono che l’acqua non sia destinata ai quartieri poveri di Puebla, bensì alla zona più ricca della città, Lomas de Angelópolis, gestita dalla società immobiliare Grupo Proyecta, che ha costruito cascate e laghi artificiali, piscine e campi da golf, mentre la siccità si aggrava nei villaggi e l’ahuehuete agonizza.

Tuttavia, le autorità non hanno mai fermato il prelievo e le popolazioni denunciano che ogni volta che chiedono giustizia vengono criminalizzate e perseguite legalmente. In questo contesto, con la carovana la popolazione viene a ricordare che le concessioni rilasciate per lo sfruttamento delle proprie risorse stanno per scadere il prossimo 12 dicembre, e le comunità di Nealtican e Acuexcomac hanno presentato ricorso affinché la concessione non venga prorogata. Hanno ottenuto sospensioni giudiziali che ordinano il rispetto dell’accordo firmato nel 1994.

A San Miguel Xoxtla, lo scorso anno si sono svolte intense mobilitazioni per impedire alla società Agua de Puebla di prelevare ulteriore acqua attraverso lo scavo illegale di pozzi, il che ha portato a operazioni repressive da parte dell’esercito, della polizia e della Guardia Nazionale. Gli attivisti per la tutela dell’acqua Pascual Bermúdez e Renato Romero sono stati criminalizzati e oggi devono rispondere di accuse penali mosse dalla CAPUFE (Strade e ponti federali) per danni all’autostrada Città del Messico-Puebla pari a circa un milione di pesos (oltre 50 mila euro).

Manifestazione in difesa dell’acqua, Messico agosto 2026 (Foto: Laura Buconi)

I primi partecipanti si sono riuniti intorno alle 10 a San Miguel Xoxtla, una comunità che vive la stessa problematica idrica di Acuexcomac e Nealtican, così come al presidio situato di fronte alla mega discarica di Cholula, che due anni fa sono riusciti a far chiudere grazie allo sforzo collettivo.

Alcuni erano arrivati con le loro auto, altri con i loro furgoni, rimorchi o trattori: i mezzi con cui svolgono il loro lavoro quotidiano nei campi. Mentre si siedono a fare colazione, i compagni e le compagne conversano.

Si ascoltano frammenti di discorsi: «La situazione dell’acqua mi rattrista tantissimo. Non ne ho abbastanza per innaffiare il mio campo, non ha piovuto a sufficienza e la terra è tutta secca». «Prima in questa zona c’era acqua in abbondanza, ora a casa mia ne ho a disposizione solo due o tre volte alla settimana, per poche ore».

Un compagno di San Mateo Ozolco, un villaggio ai piedi del monte Iztaccíhuatl, i cui abitanti si oppongono al disboscamento della foresta del loro territorio da parte di un discendente dei proprietari terrieri spagnoli, propone: «Dobbiamo andare tutti lì affinché vediate con i vostri occhi la situazione del bosco, dobbiamo andare a piantare gli alberi che hanno abbattuto».

Manifestazione in difesa dell’acqua, Messico agosto 2026 (Foto: Laura Buconi)

Alle 11 sono tutti pronti a partire, ma prima la banda dà il via ufficiale alla carovana suonando canzoni, e alcune coppie la accompagnano ballando, tra risate e grida di resistenza.

Arrivati a Nealtican, a pochi chilometri di distanza, i cinquanta veicoli con cui era partita la carovana ne hanno trovati circa altrettanti ad attenderli: tutti si sono fermati, bloccando uno dei viali principali, e si sono radunati davanti al municipio per esigere di essere ascoltati dalla sindaca. Quest’ultima ha ignorato la richiesta, ma i partecipanti non si sono arresi e, accompagnati dalla banda, hanno percorso le strade principali del paese.

Quando il corteo riprende il cammino, la fila di veicoli sembra interminabile: il comizio finale si é tenuto ad Acuexcomac, presso l’ormai prosciugata sorgente del fiume El Batán, dove si trova l’albero di ahuehuete che conferisce identità alla comunità e funge da testimonianza viva e urgente del saccheggio dell’acqua.

A quel punto erano già le 3 del pomeriggio, e l’ahuehuete e la piazza principale di Acuexcomac erano gremiti di bambini, giovani, adulti e anziani. Tutti i villaggi avevano risposto all’appello per manifestare il proprio bisogno di acqua, terra e sovranità.

Il comizio si è concluso con un richiamo fondamentale: non sono i governanti a dover prendere le decisioni, ma il popolo. E questo 12 dicembre, il popolo metterà fine alle concessioni idriche delle grandi aziende e ai megaprogetti. Pagine Esteri


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