
RIEPILOGO
Secondo i primi Exit Poll il blocco d’opposizione, guidato dall’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, sarebbe in vantaggio di due-tre seggi (52-53), senza però raggiungere la maggioranza di 61 seggi.
Il blocco governativo uscente, guidato da Benyamin Netanyahu, guadagnerebbe invece 50 seggi.
Un risultato storico si profila invece per le liste arabe, che secondo gli exit poll potrebbero conquistare complessivamente tra 16 e 18 seggi, superando il precedente record di 15 deputati ottenuto dalla Lista comune nel 2020. Le proiezioni assegnano tra 9 e 11 seggi alla Lista comune e 7 a Ra’am, guidato da Mansour Abbas.
Un risultato che rafforza il peso parlamentare delle formazioni espressione dei palestinesi cittadini di Israele, proprio mentre nessuno dei due principali blocchi raggiunge la maggioranza necessaria per governare. I loro deputati potrebbero risultare determinanti, anche se Eisenkot e diversi suoi alleati hanno escluso, prima delle elezioni, un accordo di governo con i partiti arabi.
A sorpresa il Likud del premier uscente Netanyahu sarebbe il primo partito, contrariamente alle indicazioni dei sondaggi pre-elettorali.
Nonostante ciò Gadi Eisenkot, leader di Yashar, ha interpretato le proiezioni come una manifestazione di «totale sfiducia» nei confronti di Netanyahu e del «governo del 7 ottobre». Per Yair Golan, leader dei Democratici, gli elettori israeliani hanno invece «respinto» il governo uscente.
In ogni caso, se i numeri dovessero essere confermati, le elezioni non consegnerebbero una maggioranza. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha dichiarato che le celebrazioni dell’opposizione in seguito alla pubblicazione agli exit poll sono “premature”. “Il Likud è il più grande partito in Israele. È sempre bene imparare qualcosa dal passato”, ha scritto in un post social.
Secondo gli exit poll, il partito del ministro della sicurezza nazionale (Otzma Yehudit – Potere ebraico), il suprematista ebraico Itamar Ben Gvir, guadagnerebbe 6-7 seggi alla Knesset. Così come il partito del leader religioso Bezalel Smotrich (Sionismo religioso). Fuori dal parlamento l’ex capo di stato maggiore Ofer Winter, che ha corso alle elezioni nonostante i suoi alleati lo pregassero di confluire in uno degli altri schieramenti di maggioranza per non disperdere voti.
L’affluenza è arrivata al 77,7%. La più alta partecipazione dal 2001.
- N.B. Le forti differenze tra gli exit poll dei canali 11, 12 e 13 e quelli diffusi dalle emittenti 14 e 15 dipendono anche dai diversi metodi di rilevazione. Le prime tre reti hanno raccolto le dichiarazioni di voto degli elettori all’uscita di 60-70 seggi selezionati per rappresentare l’intero elettorato israeliano. Channel 14 e Channel 15 hanno invece utilizzato un campione di intervistati molto più ampio. Un numero maggiore di risposte, tuttavia, non garantisce necessariamente risultati più attendibili: la precisione di un sondaggio dipende soprattutto dalla rappresentatività del campione e dai criteri utilizzati per selezionarlo.
________
________
ORE 23.59
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha minacciato di non permettere ai partiti arabi di festeggiare il risultato storico annunciato dagli exit poll, che assegnano alla Lista comune e a Ra’am tra 16 e 18 seggi, contro i 10 della Knesset uscente.
«Vedo su alcuni schermi che gli arabi stanno festeggiando questa sera. E allora dico a voi e a loro: non permetteremo che festeggino», ha dichiarato ai sostenitori del suo partito, Sionismo religioso. Smotrich ha poi rivolto un avvertimento alle due formazioni: «Pensano di poter fermare la rivoluzione degli insediamenti in Giudea e Samaria [la Cisgiordania palestinese occupata], ma vi assicuro che non ci riusciranno», riferendosi all’espansione delle colonie israeliane in Palestina.
________
Ore 23.41
Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, leader dell’estrema destra di Otzma Yehudit (Potere ebraico), ha commentato gli exit poll auspicando la formazione di un governo composto interamente da partiti di destra. «Speriamo che questa serata diventi la migliore possibile, ma aspettiamo i risultati definitivi», ha dichiarato ai suoi sostenitori. «Pregate Dio affinché domani ci risvegliamo con buone notizie per il popolo di Israele. Con l’aiuto di Dio formeremo un governo interamente di destra».
________
Ore 23.06
Mansour Abbas, leader di Ra’am (Lista araba unita), ha aperto alla possibilità di sostenere un governo dell’opposizione per estromettere Benyamin Netanyahu. «Spero che i numeri ci consentano, insieme all’opposizione, di raggiungere i 61 seggi necessari per formare una maggioranza», ha dichiarato Abbas, ricordando di aver già condotto trattative sia con la destra guidata da Netanyahu sia con i suoi avversari. Nel 2021 il suo partito contribuì alla formazione del governo guidato da Naftali Bennett e Yair Lapid, che pose fine a dodici anni consecutivi di governo Netanyahu.
Ra’am di Mansour Abbas ha scelto di non aderire alla Lista comune per mantenere aperta la possibilità di entrare in una futura coalizione di governo e ha fortemente voluto al secondo posto della propria lista Yoav Segalovitz, ebreo israeliano ed ex viceministro della Sicurezza pubblica, nel tentativo di rafforzare la propria credibilità come possibile alleato dei partiti ebraici. The Jerusalem Post+2
________
Ore 23.01
Avigdor Lieberman, leader di Yisrael Beiteinu e parte del blocco di Eisenkot, ha invitato i deputati del Likud a ribellarsi a Benyamin Netanyahu e a sostenere la formazione di un governo guidato dall’opposizione. «Ce lo aspettiamo», ha dichiarato Lieberman, rivolgendo un appello esplicito agli esponenti del partito del premier uscente affinché rompano con la coalizione di destra e contribuiscano alla nascita di una maggioranza alternativa.
________
Ore 22.40
«Una lista grande e forte, che non potrà essere ignorata in nessuno scenario politico». Così Yousef Jabareen ha commentato gli exit poll che assegnano tra 16 e 18 seggi alla Lista comune (Joint List), alleanza elettorale che riunisce Hadash, formazione di sinistra arabo-ebraica, e i partiti arabi Ta’al e Balad. Jabareen ha ribadito che la coalizione intende rappresentare e difendere i palestinesi cittadini di Israele, denunciando la criminalità e la violenza nelle comunità arabe, le demolizioni di abitazioni e interi villaggi nel Naqab (Negev), il razzismo, la carenza di alloggi e di opportunità economiche e le continue aggressioni contro i giovani arabi. «Saremo una rete di sicurezza per la nostra comunità», ha assicurato, rivendicando un ruolo nelle future decisioni politiche.
________
Ore 22.26
Gli ultimi Exit poll – ordinati in base ai seggi ottenuti.
| Partito e schieramento | Kan 11 | Ch. 12 | Ch. 13 | Ch. 14 | Ch. 15 |
|---|---|---|---|---|---|
| Likud (Netanyahu) – Maggioranza | 25 | 24 | 25 | 30 | 27 |
| Yashar (Eisenkot) – Opposizione | 21 | 22 | 23 | 19 | 20 |
| Insieme (Bennett-Lapid) – Opposizione | 13 | 12 | 13 | 11 | 15 |
| Lista comune – Opposizione, lista araba | 11 | 11 | 11 | 10 | 9 |
| Democratici (Golan) – Opposizione | 10 | 10 | 9 | 9 | 9 |
| Shas – Maggioranza | 6 | 8 | 6 | 9 | 8 |
| Yisrael Beiteinu (Lieberman) – Opposizione | 8 | 8 | 7 | 4 | 5 |
| Ra’am (Mansour Abbas) – Opposizione, lista araba | 7 | 7 | 7 | 7 | 7 |
| Otzma Yehudit (Potere ebraico) – Maggioranza | 7 | 6 | 6 | 7 | 7 |
| Giudaismo unito nella Torah – Maggioranza | 6 | 6 | 7 | 7 | 7 |
| Sionismo religioso (Smotrich) – Maggioranza | 6 | 6 | 6 | 7 | 6 |
| Amcha Yisrael – Sotto la soglia | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Riservisti – Sotto la soglia | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| TOTALE MAGGIORANZA USCENTE | 50 | 50 | 50 | 60 | 55 |
| TOTALE BLOCCO ANTI-NETANYAHU | 52 | 52 | 52 | 43 | 49 |
| TOTALE LISTE ARABE | 18 | 18 | 18 | 17 | 16 |
| TOTALE KNESSET | 120 | 120 | 120 | 120 | 120 |
Exit poll del 27 ottobre 2026. Proiezioni, non risultati ufficiali. Partiti ordinati in base ai seggi attribuiti da Channel 12, non al numero effettivo di voti. La collocazione maggioranza/opposizione si riferisce al governo uscente. Le liste arabe sono conteggiate separatamente dal blocco anti-Netanyahu. Soglia per la maggioranza: 61 seggi su 120.
________
Ore 21.59
I canali 12 e 13 hanno aggiornato i loro exit poll: i democratici salgono a 10 seggi a spese di Yisrael Beiteinu
| Partito / blocco | Kan 11 | Ch. 12 | Ch. 13 | Ch. 14 |
|---|---|---|---|---|
| BLOCCO ANTI-NETANYAHU | ||||
| Yashar (Eisenkot) | 21 | 22 | 23 | 19 |
| Insieme (Bennett-Lapid) | 14 | 12 | 13 | 11 |
| Democratici (Golan) | 10 | 10 | 9 | 9 |
| Yisrael Beiteinu (Lieberman) | 8 | 8 | 7 | 4 |
| TOTALE BLOCCO | 53 | 52 | 52 | 43 |
| BLOCCO NETANYAHU | ||||
| Likud (Netanyahu) | 25 | 24 | 25 | 30 |
| Otzma Yehudit (Ben Gvir) | 7 | 6 | 6 | 7 |
| Shas | 6 | 6* | 6 | 9 |
| Giudaismo unito nella Torah | 6 | 6 | 7 | 7 |
| Sionismo religioso (Smotrich) | 6 | 6 | 6 | 7 |
| TOTALE BLOCCO | 50 | 48* | 50 | 60 |
| LISTE ARABE | ||||
| Lista comune | 10 | 11 | 11 | 10 |
| Ra’am (Mansour Abbas) | 7 | 7 | 7 | 7 |
| TOTALE LISTE ARABE | 17 | 18 | 18 | 17 |
| SOTTO LA SOGLIA ELETTORALE | ||||
| Amcha Yisrael (Winter) | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Riservisti | 0 | 0 | 0 | 0 |
| TOTALE SEGGI RIPORTATI | 120 | 118* | 120 | 120 |
Exit poll del 27 ottobre 2026. Channel 12 e Channel 13: proiezioni aggiornate. Kan 11 e Channel 14: prime proiezioni. Non sono risultati ufficiali dello scrutinio. Maggioranza parlamentare: 61 seggi su 120.
* I dati trascritti per Channel 12 sommano a 118 seggi: due seggi ancora da verificare. Il totale del blocco Netanyahu è calcolato sulla trascrizione disponibile.
________
Ore 21.40
Il sondaggio della rete pro-governativa Channel 14 dà numeri differenti, indicando ettendo i risultati come un pareggio, con 60 seggi per la coalizione e 60 seggi per l’opposizione. Il Likud emerge di gran lunga come il più grande partito, con 30 seggi.
________
Ore 21.30
Il secondo exit poll conferma il Likud, partito di Netanyahu, davanti a tutti gli altri. Ma il blocco della maggioranza uscente ottiene meni seggi di quello dell’opposizione.
Il Likud di Benyamin Netanyahu si conferma, a sorpresa, il primo partito israeliano. Quasi tutti i sondaggi, prima delle elezioni, lo davano dietro al partito del principale contendente, Gadi Eisenkot. La coalizione dell’estrema destra religiosa che sostiene il premier uscente non raggiunge però la maggioranza parlamentare.
| Partito / blocco | Kan 11 | Channel 12 | Channel 13 | Range |
|---|---|---|---|---|
| BLOCCO ANTI-NETANYAHU | ||||
| Yashar (Eisenkot) | 21 | 22 | 23 | 21–23 |
| Insieme (Bennett-Lapid) | 14 | 12 | 14 | 12–14 |
| Democratici (Golan) | 10 | 9 | 9 | 9–10 |
| Yisrael Beiteinu (Lieberman) | 8 | 9 | 7 | 7–9 |
| TOTALE BLOCCO | 53 | 52 | 53 | 52–53 |
| BLOCCO NETANYAHU | ||||
| Likud (Netanyahu) | 25 | 24 | 25 | 24–25 |
| Otzma Yehudit (Ben Gvir) | 7 | 6 | 6 | 6–7 |
| Shas (Deri) | 6 | 8 | 6 | 6–8 |
| Giudaismo unito nella Torah | 6 | 6 | 7 | 6–7 |
| Sionismo religioso (Smotrich) | 6 | 6 | 6 | 6 |
| TOTALE BLOCCO | 50 | 50 | 50 | 50 |
| LISTE ARABE | ||||
| Lista comune | 10 | 11 | 10 | 10–11 |
| Ra’am (Mansour Abbas) | 7 | 7 | 7 | 7 |
| TOTALE LISTE ARABE | 17 | 18 | 17 | 17–18 |
| SOTTO LA SOGLIA ELETTORALE | ||||
| Amcha Yisrael (Winter) | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Riservisti – Partito economico | 0 | 0 | 0 | 0 |
| TOTALE KNESSET | 120 | 120 | 120 | 120 |
Fonti: exit poll Kan 11, Channel 12 e Channel 13 del 27 ottobre 2026. I numeri sono proiezioni e non risultati ufficiali dello scrutinio. Maggioranza parlamentare: 61 seggi su 120.
I primi exit poll diffusi dalle televisioni israeliane alla chiusura delle urne assegnano al suo blocco 50 seggi, contro i 52-53 conquistati dal campo dell’opposizione, guidato di fatto da Gadi Eisenkot. Quest’ultimo, nonostante il vantaggio, è ancora lontano dai 61 deputati necessari per formare un governo. Le formazioni palestinesi, Ra’am e Lista comune, conquistano complessivamente tra 17 e 18 seggi, un risultato che potrebbe renderle determinanti per gli equilibri parlamentari. Le prime proiezioni lasciano dunque aperta la possibilità di uno stallo, scenario che consentirebbe a Netanyahu di rimanere alla guida del governo uscente durante le trattative per la formazione di una nuova maggioranza.
Le prime proiezioni diffuse dalle televisioni israeliane alla chiusura dei seggi indicano che né il blocco di Benyamin Netanyahu né quello guidato da Gadi Eisenkot raggiungono la maggioranza di 61 deputati alla Knesset.
Il risultato preliminare apre la possibilità di lunghe trattative per la formazione del governo. Secondo Reuters, lo stallo potrebbe favorire Netanyahu, consentendogli di rimanere alla guida dell’esecutivo con funzioni provvisorie mentre i partiti cercano una coalizione.
Le conseguenze per Gaza. L’eventuale prolungamento del governo Netanyahu potrebbe complicare la negoziazione sull’attuazione del piano statunitense, già rinviata in attesa delle elezioni. Restano sospesi l’ingresso dell’amministrazione tecnocratica palestinese, la formazione della nuova polizia, il dispiegamento della forza internazionale e l’avvio della ricostruzione.
Blocchi contrapposti ma una maggioranza ancora da trovare – Il punto sui blocchi
Le elezioni israeliane si sono trasformate in un referendum sul futuro politico di Benyamin Netanyahu, al potere da quasi due decenni e alla guida del blocco dell’estrema destra religiosa, composto dal Likud, dai partiti dei ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich e dalle formazioni ultraortodosse Shas e Giudaismo unito nella Torah. A contendergli la guida del prossimo governo è l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, leader di Yashar, che guida di fatto il campo del cambiamento, nel quale si collocano anche i Democratici di Yair Golan, Insieme degli ex premier Naftali Bennett e Yair Lapid e Israele è la nostra casa di Avigdor Lieberman.
La partita, tuttavia, non riguarda soltanto il primato tra Yashar e Likud. Con una Knesset di 120 deputati e una maggioranza fissata a 61 seggi, anche un vantaggio consistente dell’opposizione potrebbe non bastare a formare un governo. Le formazioni che si oppongono a Netanyahu sono divise sulla leadership e sull’eventualità di un accordo con i partiti espressione dei palestinesi cittadini di Israele, Raam di Mansour Abbas e Lista unita, che potrebbero risultare decisivi. Il premier uscente, al contrario, può contare sul sostegno dei suoi alleati e punta a impedire la formazione di una maggioranza alternativa, conservando la carica anche in caso di stallo parlamentare.
A pesare sul voto sono stati anche il fallimento della sicurezza israeliana il 7 ottobre 2023, la mancata istituzione di una commissione d’inchiesta statale e l’esenzione dal servizio militare per i giovani ultraortodossi. Sono le prime elezioni dopo oltre tre anni di guerra, durante i quali Israele ha devastato la Striscia di Gaza e allargato le operazioni militari al Libano e all’Iran. La distruzione di Gaza e le condizioni di milioni di palestinesi sotto occupazione sono tuttavia rimaste sostanzialmente fuori dalla campagna elettorale, dominata dalla contrapposizione tra Netanyahu ed Eisenkot, entrambi contrari alla nascita di uno Stato palestinese.



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.