Autore: Francesco Dall'Aglio

BULGARIA. Bilancio, piazza e caduta (parte terza). Le dimissioni e l’euro come frattura

Ottenuta una proroga sulle sanzioni, il governo si schianta sulla legge di bilancio 2026. Aumenti indiretti, nuovo debito e assenza di misure anti-inflazione scatenano proteste trasversali che si saldano alle accuse di corruzione. L’11 dicembre l’esecutivo si dimette. La Bulgaria resta senza soluzioni politiche, a pochi giorni dall’ingresso nell’euro.

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Bulgaria, una crisi senza uscita (parte prima). Cinque anni di instabilità e il collasso della politica

Le dimissioni dell’11 dicembre non sono un incidente ma l’esito di una crisi che dura dal 2020. Proteste, corruzione, inflazione, ingresso nell’euro e scontro istituzionale si innestano su un sistema incapace di produrre governi stabili: sette elezioni in quattro anni, astensione oltre il 65%, coalizioni effimere.

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RUSSIA-UCRAINA. Il nuovo “piano Zelensky” e le responsabilità della NATO

Nonostante sia ormai tramontata l’idea che la risoluzione del conflitto possa essere solo militare, la via diplomatica è bloccata dagli interessi interni degli attori politici internazionali. Il presidente ucraino chiede un maggiore coinvolgimento della NATO ma è pronto ad assegnare agli alleati la piena responsabilità delle sorti della guerra

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