Categoria: Europa

BULGARIA. Bilancio, piazza e caduta (parte terza). Le dimissioni e l’euro come frattura

Ottenuta una proroga sulle sanzioni, il governo si schianta sulla legge di bilancio 2026. Aumenti indiretti, nuovo debito e assenza di misure anti-inflazione scatenano proteste trasversali che si saldano alle accuse di corruzione. L’11 dicembre l’esecutivo si dimette. La Bulgaria resta senza soluzioni politiche, a pochi giorni dall’ingresso nell’euro.

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BULGARIA. Burgas sotto assedio (parte seconda). Lukoil, sanzioni e sovranità limitata

Le sanzioni statunitensi contro Lukoil colpiscono il cuore energetico della Bulgaria. La raffineria di Burgas, che garantisce l’80% del carburante nazionale, diventa una leva geopolitica. Tra vendite fallite, pressioni di Washington e improvvisazione governativa, il rischio di crisi energetica espone la fragilità dello Stato.

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Bulgaria, una crisi senza uscita (parte prima). Cinque anni di instabilità e il collasso della politica

Le dimissioni dell’11 dicembre non sono un incidente ma l’esito di una crisi che dura dal 2020. Proteste, corruzione, inflazione, ingresso nell’euro e scontro istituzionale si innestano su un sistema incapace di produrre governi stabili: sette elezioni in quattro anni, astensione oltre il 65%, coalizioni effimere.

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