Il gruppo Al Shabaab rivendica l’attentato al compound presidenziale. Ancora incerto il numero delle vittime. Uccisi alcuni miliziani, altri fatti prigionieri.

 

(Foto: Omar Faruk/Reuters)
(Foto: Omar Faruk/Reuters)

 

di Rita Plantera

Cape Town, 21 febbraio 2014, Nena News – È ancora incerto il numero delle vittime dopo che stamattina un’autobomba è esplosa nel compound del palazzo presidenziale di Mogadiscio, noto come Villa Somalia. All’attacco suicida avvenuto nei pressi della sede del governo nazionale sono seguiti pesanti combattimenti tra gli attentatori e i peacekeeper delle forze africane e scontri all’interno della residenza del generale dell’esercito somalo Dahir Aden Indha Qarshe, proprio alle porte del palazzo.

Secondo quanto twittato dal rappresentante speciale dell’Onu in Somalia Nick Kay, è sopravvissuto all’attacco il presidente Hassan Sheikh Mohamud, già sfuggito a un tentativo di assassinio da parte di tre attentatori suicidi nel settembre del 2012 mentre stava tenendo una conferenza stampa in un hotel alla presenza del ministro degli Esteri del Kenya in visita in Somalia. Si sarebbero salvati anche gli altri leader politici del Paese, stando a quanto riferito dal Ministro della Sicurezza Abdi Karim Hussein, mentre alcuni miliziani sono stati uccisi e altri fatti prigionieri.

L’attentato è stato rivendicato dal gruppo islamista Al Shabaab attraverso il portavoce militare Sheikh Abdul Aziz Abu Musab: “I nostri commando hanno attaccato il cosiddetto palazzo presidenziale al fine di uccidere o arrestare coloro che si trovano all’interno. Nessun luogo è sicuro per il governo apostata. L’aeroporto, il cosiddetto palazzo presidenziale e qualunque altro luogo in Somalia può essere attaccato come abbiamo in programma di fare”.

L’attacco di oggi è l’ultimo di una serie di attentati suicidi, rivendicati da Al Shabaab, che nelle ultime settimane ha colpito Mogadiscio. Il più recente, appena una settimana fa quando un’altra autobomba era stata fatta esplodere alle porte dell’aeroporto internazionale della città, uno dei posti più fortificati e meglio sorvegliati (spesso paragonato alla Green Zone di Baghdad), con diverse recinzioni di sicurezza e posti di blocco a salvaguardia della sede dell’ambasciata britannica di recente costruzione e del grande compound delle Nazioni Unite. Nena News

 


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