Sono 121 le persone morte dall’inizio dell’anno nel tentativo di raggiungere le coste yemenite, ma in tanti perdono la vita senza che se ne sappia nulla. Il flusso dal Corno d’Africa è comunque diminuito, spostandosi verso la rotta del Mediterraneo
della redazione
Roma, 7 giugno 2014, Nena News – È stato il peggiore naufragio di quest’anno nella regione, secondo l’Alto commissariato Onu per il Rifugiati (Unhcr), quello in cui hanno perso la vita 62 persone -somali ed etiopi in maggioranza- al largo delle coste dello Yemen, Paese di approdo di migliaia di migranti in fuga da violenze e povertà nel Corno d’Africa.
L’incidente sarebbe accaduto la settimana scorsa e ha fatto salire a 121 il numero di persone morte dall’inizio dell’anno nel tentativo di raggiungere le coste yemenite, per poi proseguire verso gli altri, e più ricchi, Paesi della Penisola arabica o l’Europa. Un viaggio pericoloso, nelle mani di trafficanti di esseri umani, che negli ultimi cinque anni è stato intrapreso da circa mezzo milione di persone, ha detto Adrian Edwards, portavoce dell’Unhcr.
In maggioranza sono somali, etiopi ed eritrei a tentare la traversata del Mar Rosso o del Golfo di Aden su imbarcazioni sovraccariche, pagando trafficanti senza scrupoli. Sono centinaia le persone di cui non si ha notizia, che hanno perso la vita su queste tratte . Sempre secondo l’Unhcr, nei primi quattro mesi del 2014 sono sbarcati in Yemen 16.500 migranti, un numero inferiore di circa la metà a quello dell’anno scorso nello stesso periodo. Questa diminuzione dipende da un cambiamento delle rotte dovuto a diversi fattori, tra cui una stretta dell’Arabia Saudita sulle politiche migratorie. Riad dall’anno scorso ha iniziato una campagna di espulsioni di lavoratori irregolari, che ha costretto migliaia di migranti a lasciare il regno dopo anni di lavoro, rendendendolo una meta meno appetibile.
Inoltre, la Repubblica yemenita è teatro di scontri al Nord con i ribelli sciiti Huthi, che la scorsa settimana hanno fatto circa 120 morti prima che si raggiungesse una tregua, e di una forte instabilità nelle aree meridionali per la presenza di al Qaeda nella Penisola Araba (AQAP): i bombardamenti dei droni Usa e degli aerei da combattimento yemeniti hanno fatto decine di vittime nel sud del Paese, dove il governo centrale è molto debole e le ritorsioni dei qaedisti mietono vittime tra i soldati di Sana’a. Un’instabilità che scoraggia i migranti e in una certa misura ha spostato le rotte migratorie verso il Nord Africa e la Libia, Paese altrettanto instabile. Rotte che seguono in numero sempre maggiore i profughi siriani in fuga da tre anni di conflitto.
Nel Mediterraneo si incrociano le imbarcazioni sovraccariche di persone che tentano di raggiungere le coste europee: da gennaio circa 42.000 migranti sono stati intercettati nel Mar Mediterraneo e 25.650 di questi erano partito dalla Libia. Nena News





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