Strade inondate, scuole chiuse, mancanza di gasolio e altri sfollati. Sulla Striscia questa volta si accaniscono le condizioni metereologiche e l’Unrwa lancia l’allarme. Problemi anche in Cisgiordania

Foto UNRWA
Foto UNRWA

della redazione

Roma, 28 novembre 2014, Nena News – Quattro giorni consecutivi di pioggia incessante e la Striscia di Gaza si trova ad affrontare anche un’alluvione. Ieri l’agenzia Onu per i profughi palestinesi Unrwa ha dichiarato lo stato di emergenza per le precipitazioni che stanno aggravando la già difficile situazione nell’enclave palestinese sotto l’assedio israeliano, martoriata da oltre 50 giorni di bombardamenti la scorsa estate, che hanno fatto oltre duemila morti e circa centomila sfollati.

Le strade sono inondate da una fanghiglia mista di acqua e rifiuti; a Gaza City sono state chiuse 63 scuole, altre 43 nella zona settentrionale della Striscia; il quartiere di Sheikh Radwan è stato evacuato; l’acqua è entrata in molte case e l’embargo israeliano ostacola i soccorsi. Le limitazioni all’ingresso di gasolio nella Striscia, infatti, impediscono l’impiego di autopompe per il drenaggio e di generatori per garantire i servizi sanitari di base. Inoltre, servono ripari per chi ha dovuto lasciare le proprie case. Nuovi sfollati che si aggiungono ai centomila provocati dall’offensiva israeliana, di cui trentamila si trovano ancora in rifugi di emergenza.

“L’alluvione sta esacerbando la già tragica situazione umanitaria di Gaza, causata dall’embargo e da un’offensiva militare che ha provocato una distruzione senza precedenti”, si legge sulla pagina Facebook dell’Unrwa.

Circa un anno fa la Striscia era stata messa in ginocchio da un’altra alluvione che aveva provocato lo sfollamento di circa 40mila persone. Anche in quell’occasione il problema maggiore era stato la mancanza di gasolio, il risultato di otto anni di embargo. L’impossibilità di far entrare materiale edile rallenta, se non impedisce, la ricostruzione e il ripristino delle strade e delle infrastrutture.

L’Unrwa ha provveduto a fornire 60.000 litri di gasolio per l’emergenza maltempo che sta investendo anche la Cisgiordania. Sebbene con conseguenze meno drammatiche, anche nei Territori occupati quattro giorni di pioggia stanno creando diverse difficoltà alla popolazione. Anche qui le infrastrutture sono fatiscenti e l’alluvione le ne sta mettendo a dura prova la tenuta. La situazione più difficile è a Qalqiliya, circondata dal muro di separazione costruito da Israele. Le piogge dovrebbero diminuire a partire da oggi ed è in un miglioramento delle condizioni climatiche che sperano i palestinesi per evitare che l’emergenza di aggravi. Nena News


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