La denuncia della figlia della donna simbolo del movimento delle Madri del Sabato, che dal 1995 chiede giustizia per centinaia di desaparecidos degli anni ’80 e ’90. L’ultimo sabato i poliziotti hanno aggredito i manifestanti, cento gli arrestati

Emine Ocak, le immagini didue arresti. A destra quello dello scorso sabato
Emine Ocak, le immagini didue arresti. A destra quello dello scorso sabato

della redazione

Roma, 27 agosto 2018, Nena News – Emine Ocak ha 82 anni. È tra i volti più noti e la fondatrice del sit-in che da 700 sabati si ritrova in piazza Galatasaray a Istanbul per chiedere conto dei figli rapiti dallo Stato turco e scomparsi, tra gli anni Ottanta e Novanta. Il volto di Emine è tornato sulle pagine dei giornali di tutto il mondo: la sua foto mentre veniva trascinata via dalla polizia, sabato scorso, è il simbolo di una nuova ondata repressiva del movimento.

Il figlio Hasan scomparve 23 anni fa, fu ritrovato lo stesso anno, il 1995: il suo cadavere era pieno di segni di brutali torture e segnò l’inizio del movimento per i desaparecidos. La figlia, Maside, anche lei arrestata sabato durante l’attacco della polizia ha raccontato all’agenzia Anf cosa è successo nelle ore di detenzione: “Quando siamo arrivati in piazza Galatasaray la polizia ha ufficialmente dichiarato che le nostre attività erano vietate. Lo hanno detto a voce, senza note scritte. Abbiamo provato a incontrare il governatore di Istanbul”.

Nessun incontro, i poliziotti hanno aggredito i manifestanti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Emine è stata picchiata e portata via: “Il trattamento a cui siamo stati soggetti sabato è di una violenza senza precedenti”, aggiunge Maside. Cento gli arrestati, per lo più madri dei ragazzi scomparsi, ma anche fratelli e sorelle. Il sit-in, le Madri del Sabato che ricorda le madri di Plaza de Mayo in Argentina, si tiene ogni sabato dal 1995, nel pieno della campagna di sparizioni forzate che riguardò soprattutto il sud est a maggioranza curda, attraversato dal conflitto tra il Pkk e Ankara e segnato da anni di stato di emergenza e campagne militari.

Lividi sul corpo di Emine Pcak dopo l'arresto
Lividi sul corpo di Emine Pcak dopo l’arresto

Secondo Human Rights Watch, si contano almeno 500 casi di scomparse, per il movimento sono molti di più, quasi 800 solo tra il 1992 e il 1996. Sabato, dopo anni di sit-in, il governatore di Istanbul ha vietato il ritrovo, a cui si sono presentati per protesta anche membri dell’Hdp e i repubblicani del Chp. Anche loro sono stati aggrediti, insieme ai giornalisti presenti, tra cui il direttore del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, Faruk Eren, che manifestava per suo fratello, Hayrettin.

Da anni i manifestanti si ritrovano per chiedere verità e giustizia con in mano le foto dei parenti scomparsi. Lo hanno fatto ininterrottamente dal 1995 al 1999, quando i continui arresti li costrinsero a sospendere l’evento per dieci anni. Hanno ripreso nel 2009 e da allora non si sono mai fermati. Chiedono giustizia, di riavere indietro i corpi dei loro cari e l’apertura degli archivi di Stato. Nena News


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