di Marco Santopadre*

Pagine Esteri, 22 dicembre 2021 – La possibile vittoria, che poi non si è concretizzata, di José Antonio Kast, al ballottaggio delle elezioni presidenziali cilene, ha suscitato notevoli preoccupazioni in America Latina e non solo. Alla fine il nostalgico di Pinochet si è fermato al 44%, conseguendo comunque un successo che la dice lunga sull’espansione dell’estrema destra nel continente.
A quest’espansione sembra fortemente interessata una forza politica spagnola, Vox, che con le nuove realtà della galassia nera sudamericana sembra avere molti tratti in comune.
Quando nel 2019 il partito neofranchista spagnolo, nato nel 2013 da una scissione del Partido Popular, entrò per la prima volta al Congresso dei Deputati di Madrid col 10%, il leader del Partido Republicano de Chile, José Antonio Kast, volò a Madrid per incontrare i vertici di Vox.
Entrambe la formazioni si richiamano ad un universo valoriale autoritario, eredità delle dittature di Pinochet e di Franco, hanno programmi economici turboliberisti e sono ultraconservatrici sui diritti sociali e civili. Non è un caso che i due partiti, protagonisti di un vero e proprio boom elettorale, siano interessati alla creazione di uno spazio di coordinamento delle forze di estrema destra a livello internazionale. In gioco ci sono legittimazione, finanziamenti e opportunità politiche.



L’internazionale nera
Negli ultimi due anni i leader di Vox hanno percorso in lungo e in largo l’America Latina. In particolare l’eurodeputato Hermann Tertsch e il parlamentare Víctor González hanno presenziato alla cerimonia per l’insediamento del nuovo presidente dell’Ecuador Guillermo Lasso, per poi spostarsi in Perù in concomitanza del ballottaggio perso da Keiko Fukimori con il socialista Pedro Castillo, approfittando per incontrare le direzioni di tre formazioni del campo reazionario come Fuerza Popular, Avanza País e Renovación Popular. In seguito, gli emissari di Vox sono stati ricevuti dall’ex presidente della Colombia Álvaro Uribe e da alcuni leader del Partido Conservador, per poi riunirsi con alcuni membri dell’opposizione di destra venezuelana.
Le missioni ufficiali in America Latina dell’estrema destra spagnola erano iniziate nel 2019, quando il segretario del partito, Javier Ortega, incontrò in Argentina vari esponenti della scena ultraconservatrice, in particolare i leader della coalizione “La Libertad Avanza”.
A gennaio del 2020, invece, i rappresentanti di Vox erano in Bolivia per sostenere la presidente Jeanine Áñez, protagonista del golpe contro il legittimo governo del Movimento al Socialismo e arrestata poi per sedizione e terrorismo.
Dopo alcuni mesi, Santiago Abascal volò a Città del Messico per partecipare ad una conferenza antiabortista insieme ad alcuni esponenti del Partido Acción Nacional (PAN) e del Partido Revolucionario Institucional (PRI).
Il festival “Viva 21”, organizzato a Madrid il 9 e 10 ottobre 2021, invece, ha fornito a Vox l’occasione per riunire i vari referenti internazionali – sia europei sia latinoamericani – attorno allo stesso tavolo, compresa l’italiana Giorgia Meloni. Al centro dell’iniziativa, afferma il sito del partito, la necessità di «frenare l’egemonia della sinistra nei campi della cultura, dell’istruzione e dello Stato per difendere la libertà e la vita».

Alcuni dei firmatari della Carta di Madrid

La Carta di Madrid
Allo scopo di capitalizzare ed amplificare le relazioni intessute soprattutto a partire dal 2019, Vox ha proposto ai propri partner di aderire al cosiddetto “Foro de Madrid”, un’alleanza transcontinentale che aspira a eguagliare, in quanto a forza e autorevolezza, il “Foro di San Paolo” e il “Gruppo di Puebla”, per contrastare i partiti e i movimenti progressisti attivi in America Latina.
La proposta è stata lanciata nel 2020 con la pubblicazione della “Carta de Madrid”, un documento improntato all’anticomunismo firmato poi da numerosi leader e rappresentanti dell’ultradestra. Tra questi ci sono Rafael López Aliaga, ex candidato alla presidenza del Perù; María Corina Machado, leader delle frange più violente dell’opposizione venezuelana; Antonio Ledesma, ex sindaco di Caracas e tra gli organizzatori del golpe contro Hugo Chavez nel 2002; Arturo Murillo, ex ministro del governo golpista della Bolivia; José Antonio Kast, fondatore del Partito Repubblicano del Cile; Keiko Fujimori, figlia del dittatore peruviano Alberto arrestato per corruzione, sequestro e omicidio. All’iniziativa ha aderito entusiasticamente anche Eduardo Bolsonaro, deputato brasiliano del Partido Social Liberal e figlio del presidente Jair. Anche 18 parlamentari del PRI e del PAN aderirono al manifesto, salvo poi rimangiarsi la firma dopo le proteste del PP spagnolo, referente storico dei partiti conservatori messicani. Nella lista della nuova rete nera internazionale figura l’economista anarco-liberista Javier Milei, negazionista del Covid e del cambiamento climatico e fervente antiabortista, protagonista del boom della destra in Argentina alle elezioni di novembre.

Anche l’ex presidente colombiano Andrés Pastrana, che pure è presidente dell’Internazionale Democratica di Centro, ha partecipato al festival “Viva 21”, al quale ha presenziato anche il senatore texano del Partito Repubblicano Ted Cruz.
La partecipazione di Cruz all’iniziativa dell’estrema destra ibero-latinoamericana non è stata occasionale. L’iniziativa ha avuto infatti l’imprimatur dell’ex inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, e del suo ex consigliere e ideologo dell’estrema destra internazionale Steve Bannon, che ha avuto un ruolo chiave nella vittoria di Jair Bolsonaro e che sta lavorando attivamente con la famiglia del presidente brasiliano in vista delle elezioni del 2022.
La connessione pubblica tra Vox e la Casa Bianca ci fu nel 2019, quando il responsabile delle relazioni internazionali del partito spagnolo, Espinosa de los Monteros, partecipò alla “Conservative Political Action Conference” (CPAC) organizzata negli Stati Uniti alla presenza di Donald Trump e del suo vice Mike Pence. Nel 2020, poi, de los Monteros e Abascal tornarono negli USA per incontrare i responsabili di alcuni “think tank” della destra locale e per partecipare all’edizione di quell’anno della CPAC.

Una lotta per l’egemonia
Forte del 15% ottenuto alle seconde elezioni del 2019 e dell’ascesa elettorale di molti dei movimenti latinoamericani “fratelli”, il Foro di Madrid ha deciso di tenere riunioni annuali e di dotarsi di una struttura di coordinamento permanente. Da qualche tempo Vox offre la possibilità di iscriversi anche a cittadini residenti in America Latina che incita a formare gruppi di sostegno, politico ed economico, dall’estero.
Il partito spagnolo ha dato vita alla Fondazione “Disenso”, una sorta di think tank ultraconservatore, diretto dall’eurodeputato Hermann Tertsch il quale, in alcune interviste concesse a media spagnoli, ha spiegato che l’organismo «mira a rafforzare le alleanze con i democratici che lottano contro il narcocomunismo in paesi come il Perù e la Bolivia» accusando Cuba di essere «la testa del serpente». La Fondazione, che riceve sovvenzioni pubbliche in base al numero di voti e seggi ottenuti alle elezioni da Vox, recentemente ha lanciato un’iniziativa denominata “Giovani Leader dell’Iberosfera”, con l’obiettivo di reclutare militanti dai 25 ai 35 anni.
Vox intende la ramificazione dei suoi tentacoli in America Latina non solo come un’occasione per crescere in legittimazione, ma anche per contendere al Partito Popolare l’egemonia sull’estrema destra nel Cono Sur e rilanciare la tradizionale ideologia colonialista e imperialista degli ambienti reazionari spagnoli, sublimata durante il regime di Francisco Franco.

L’Iberosfera
Allo scopo, il partito neofranchista ha coniato un termine apposito – Iberosfera – che cerca di soppiantare, rilanciandone però il significato, quello di Iberoamérica, sorto alla fine del XIX secolo per definire i paesi precedentemente sottomessi al dominio coloniale di Spagna e Portogallo.
La nuova dizione, afferma Vox, dovrebbe definire «una comunità di nazioni libere e sovrane che condividono una radicata eredità culturale e possono contare su un grande potenziale economico e geopolitico». Ovviamente, toccherebbe all’ex potenza coloniale e all’interno di essa alla forza politica che ne incarna i “valori eterni e immortali”, il destino di guidare questo polo internazionale restituendo a Madrid «il suo ruolo di pietra angolare su entrambe le sponde dell’Atlantico».
Da questo punto di vista, la Carta di Madrid – scrive Tertsch – intende «mobilitare le nazioni di questo immenso spazio linguistico, storico, culturale e valoriale comune per organizzare una difesa comune della vita che vale la pensa di essere vissuta» contro l’ideologia «egualitaria, ecologico-climatica, femminista, abortista, delle lobby LGBT e del multiculturalismo» difesa dall’attuale governo spagnolo ma anche dalle «forze totalitarie dell’America». Il riferimento a Cuba, al Venezuela e ad un generico “pericolo comunista” è implicito ma assai evidente.

Eduardo Bolsonaro e Santiago Abascal alla CPAC 2020

Il programma
Oltre all’anticomunismo e allo sciovinismo, un altro tratto comune alle forze politiche dell’estrema destra iberoamerica che si stanno federando, pure diverse su molti fronti, è sicuramente una visione improntata ad un cristianesimo fondamentalista, ostile ad ogni concessione, in termini di diritti civili, nei confronti delle donne e della comunità LGBT. Le rivendicazioni di nuovi diritti vengono bollate come caratteristiche di una “ideologia gender” che le rispettive lobby starebbero imponendo senza che il Vaticano, e in particolare l’attuale pontefice, oppongano una adeguata resistenza. L’opposizione alla cosiddetta “ideologia gender” nasconde in realtà una visione patriarcale, omofoba, tradizionalista e misogina. Il neofondamentalismo cristiano che accomuna le varie forze politiche che si stanno mettendo in rete non solo è centrale nel loro nucleo ideologico, ma permette anche di mobilitare ampi settori popolari non solo in Spagna, ma anche in America Latina, dove le sette evangeliche e quelle cattoliche reazionarie acquistano forza e potere. Non è un segreto che a favorire la vittoria di Bolsonaro in Brasile, ad esempio, sia stata la mobilitazione delle sette pentecostali e neopentecostali.
Molti dei partiti coinvolti nell’iniziativa di Vox, invece, sul fronte delle proposte economiche si differenziano dalla tradizione corporativista e statalista dell’estrema destra storica, in linea però con le politiche turboliberiste e classiste implementate da alcuni regimi sudamericani dei decenni scorsi, in particolare da quello di Pinochet. Così come Vox, molte formazioni di ultradestra dell’America Latina propagandano un individualismo sfrenato, una ostilità nei confronti dello stato e delle istituzioni come strumenti di livellamento delle diseguaglianze, l’odio nei confronti dei poveri, e agitano la parola d’ordine della “rivolta fiscale”.

Cile, scampato pericolo?
La vittoria del candidato di sinistra Gabriel Boric sembra per ora aver allontanato l’estrema destra cilena dalle leve del potere, dopo la lunga e cupa stagione del nostalgico Sebastián Piñera. La vittoria di Kast avrebbe sicuramente accelerato e facilitato il consolidamento delle destre reazionarie in tutto il continente.
Ma l’affermazione della destra autoritaria nel paese, al di là delle diverse sigle, è allarmante. La prospettiva di un governo spagnolo, dopo le prossime elezioni, che coinvolga anche Vox al fianco del PP, potrebbe sicuramente rappresentare un volano per le realtà coinvolte nella rete nera intessuta nel frattempo sulle due sponde dell’Atlantico. Pagine Esteri

 

* Marco Santopadre, giornalista, già direttore di Radio Città Aperta di Roma, è un analista dell’area del Mediterraneo, del Medio oriente e del Nord Africa. Collabora con il Manifesto, Catarsi e Berria. Scrive tra le altre cose di Spagna e movimenti di liberazione nazionale.

 

FONTI E LINK DI APPROFONDIMENTO

https://www.pagina12.com.ar/375830-la-derecha-dura-espanola-descubrio-america

https://www.worldpoliticsreview.com/articles/30186/vox-spain-s-far-right-seek-ties-with-latin-america

https://jacobinlat.com/2021/12/17/de-kast-a-vox-la-iberoesfera-de-la-extrema-derecha/

https://brasil.elpais.com/internacional/2021-12-11/com-visita-ao-brasil-direita-espanhola-leva-sua-batalha-para-a-america-latina.html

https://fundaciondisenso.org/carta-de-madrid/

 

 

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