di Nello del Gatto – 

Pagine Esteri, 8 luglio 2022 – Nei secoli l’aggressione sessuale nei confronti delle donne native americane è stato uno strumento di sopraffazione e colonizzazione, un modo per dimostrare il potere degli invasori nei confronti delle popolazioni locali. Ancora oggi, un buco legislativo nella giurisprudenza americana impedisce di perseguire i non nativi colpevoli di violenze nei confronti delle donne native americane.



Secondo dati del Dipartimento di Giustizia, una donna nativa su tre viene violentata nel corso della sua vita, mentre altre fonti riferiscono che molte donne native sono troppo demoralizzate per denunciare lo stupro.

Più dell’80 per cento dei crimini sessuali nelle riserve sono commessi da uomini non indiani, che sono immuni da procedimenti giudiziari da parte dei tribunali tribali, mentre i pubblici ministeri federali rifiutano di perseguire il 67% dei casi di abusi.

Sullo stesso tema: Violenza contro le donne indigene, il genocidio dei nativi continua da 500 anni

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Nello del Gatto è corrispondente estero, autore e conduttore per Radio 3 Rai. Dopo aver lavorato come giornalista di nera e giudiziaria si è dedicato agli esteri, occupandosi di diritti civili. Ha trascorsi sei anni in India come corrispondente dell’ANSA e successivamente a Shanghai con lo stesso ruolo. Dal 2019 è a Gerusalemme.

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