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AGGIORNAMENTO ORE 21.26

Il Ministero della Sanità Palestinese informa che il numero dei morti a Gaza è salito a 900.

Al confine tra Israele e il Libano si sono registrati durante la giornata scambi di razzi tra Hezbollah e i militari israeliani. Non pare ci siano stati feriti né vittime.

Il Segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, è atteso per giovedì Israele. Il suo viaggio ha lo scopo di “portare solidarietà” a Israele e verificare “gli ulteriori che gli Stati Uniti potranno consegnargli”.

L’Unione Europea decide, a maggioranza dei leader dei Paesi che ne fanno parte, di non sospendere gli aiuti economici ai palestinesi. Dopo l’Austria ieri, anche la Svezia e la Danimarca hanno deciso di sospendere gli aiuti.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha commentato negativamente l’invio, da parte degli Stati Uniti, della portaerei che dovrà rimanere nella regione a sostegno di Israele.


AGGIORNAMENTO ORE 17.00

830 MORTI PALESTINESI

Sale rapidamente il bilancio di palestinesi uccisi dai bombardamenti aerei israeliani sulla Striscia di Gaza. Le vittime ora sono 830, i feriti 4250. Le immagini che giungono da Gaza, inaccessibile al momento per la stampa estera, mostrano interi rioni ridotti in macerie.

Ondate di razzi sono partite da Gaza negli ultimi minuti. Presa di mira massicciamente Ashqelon ma decine di razzi sono stati indirizzati verso numerose località del sud di Israele. Sirene di allarme anche nella Galilea nel nord dove sono caduti razzi sparati dal Libano, pare da gruppi palestinesi.


AGGIORNAMENTO ORE 16.20

Secondo The Times of Israel, il Ministro israeliano della sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, sta acquistando 10.000 pistole da distribuire ai coloni e agli israeliani residenti nelle città abitate anche da cittadini arabi.

Razzi da Gaza vengono esplosi verso la città di Ashkelon. Alcune ore fa Hamas ha esortato i cittadini israeliani che vi risiedono ad andar via prima delle ore 17.00 (le 16:00 in Italia).


AGGIORNAMENTO ORE 15

Un bombardamento israeliano ha ucciso il ministro dell’Economia del governo di Hamas, Jawad Abu Shamalah. I raid aerei hanno colpito il quartiere di Al Furqan di Gaza City per 100 volte nel giro di pochi minuti. Fonti locali riferiscono di altre vittime.


AGGIORNAMENTO ORE 14.20

Il ministero della sanità a Gaza ha comunicato che sono 765 i palestinesi uccisi nei raid aerei israeliani, 4000 i feriti.


AGGIORNAMENTO ORE 11.21

L’Egitto ha annunciato la chiusura del valico di Rafah, che consente il passaggio da Gaza. I 2 milioni e 300mila palestinesi residenti a Gaza sono ufficialmente chiusi e bloccati dentro la Striscia, sotto le bombe israeliane.

La motivazione ufficiale delle autorità egiziane è che gli attacchi di Israele a Gaza rendono la zona del valico poco sicura, sia per i civili che per i dipendenti. L’Egitto ha fatto sapere, in aggiunta, che le guardie lungo il confine sono in stato di allerta, per fermare qualsiasi tentativo di “infiltrazione”.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiede l’apertura di un immediato corridoio umanitario a Gaza. Il portavoce dell’OMS, Tarik Jasarevic, in una conferenza stampa a Ginevra ha dichiarato che i bombardamenti hanno colpito le strutture sanitarie e che le scorte di farmaci sono già esaurite.


di Eliana Riva – 

Pagine Esteri, 10 ottobre 2023. Da quando, sabato 7 ottobre, Hamas ha attaccato Israele mentre festeggiava lo Yom Kippur, cogliendolo di sorpresa esattamente come accaduto 50 anni fa con l’iniziativa militare di Egitto e Siria, il numero di morti e le notizie di distruzione non hanno fatto che aumentare e rincorrersi.

Dopo lo sgomento iniziale, le notizie del massacro del deserto del Negev, dove sono stati uccisi e fatti prigionieri centinaia di ragazzi e ragazze che partecipavano a un festival di musica techno, hanno cominciato a diffondersi. Hamas ha preso il controllo di diverse località israeliane nei pressi del confine con la Striscia di Gaza e prima di ingaggiare violenti scontri a fuoco con i militari israeliani, ha fatto molte vittime tra i civili. Sono 900 gli israeliani uccisi. Più di 100 gli ostaggi portati all’interno della Striscia. Solo ieri sono stati scoperti i cadaveri di un centinaio di persone all’interno di un piccolo Kibbutz.

La risposta israeliana è stata un crescendo di violenza. Mentre i militari combattevano con gli uomini di Hamas per riprendere il controllo delle località vicine alla Striscia, aerei, elicotteri e droni hanno cominciato a bombardare Gaza. Le bombe e i missili hanno colpito in maniera indiscriminata palazzi civili, strutture governative, scuole e moschee. Più di 700 palestinesi sono morti. Tra di loro almeno 140 bambini. Sei giornalisti risultano tra le vittime, 2 sono ancora dispersi.

Decine di migliaia di soldati israeliani sono stati inviati ai confini con Gaza e i riservisti sono stati richiamati, pronti per una guerra che non si è per nulla certi rimarrà circoscritta al territorio della Palestina storica.


GLI EVENTI DEL PRIMO GIORNO
GLI EVENTI DEL SECONDO GIORNO 
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Infatti, durante uno scambio a fuoco tra l’esercito e alcuni combattenti che sarebbero entrati dal Libano in supporto ai gruppi armati palestinesi, Israele ha lanciato un attacco all’interno del territorio libanese, uccidendo 4 membri di Hezbollah e ferendo alcuni membri dell’esercito regolare.

Il Ministro dell’Educazione libanese, Abbas Halabi, ha ordinato per oggi, martedì, la sospensione delle lezioni nelle scuole pubbliche e private. Alcuni video mostrano decine di ambulanze che da Beirut si sarebbero mosse verso il sud, dove si sono preparati anche centinaia di uomini di Hezbollah.

Ieri il Ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha imposto l’assedio totale di Gaza, con l’ordine di tagliare l’elettricità e di non far entrare cibo né acqua né gas. “Siamo di fronte a degli animali umani e ci comportiamo di conseguenza”, ha detto. Ma a Gaza vivono 2 milioni e 300 mila persone, con una densità abitativa impressionante: la popolazione è sotto assedio dal 2007, è un’enclave chiusa in cui è difficile entrare e complicato uscire, perché le autorità israeliane controllano gli accessi. Non solo quelli delle persone ma anche di generi alimentari, di acqua, di materiale per la ricostruzione dopo i tutt’altro che rari bombardamenti. Migliaia di persone si sono rifugiate in 83 scuole dell’UNRWA, gli sfollati sono 180.000 secondo l’agenzia ONU che si occupa dei rifugiati palestinesi, ma il numero continua a crescere vertiginosamente. Come quello dei morti: ieri è stato bombardato il mercato del popoloso campo profughi di Jabalia, causando una strage di civili: 50 le vittime. Intere famiglie stanno morendo sotto le macerie delle proprie abitazioni, come quella di Abu Quta: 19 membri, tra cui bambini, sono stati ritrovati cadaveri. Al momento la situazione umanitaria all’interno della Striscia è disperata: gli ospedali non hanno medicine, mancano medici e macchinari. L’ospedale di Beit Hanoun, nella Striscia, ha dovuto sospendere le attività a causa della mancanza di carburante.. La centrale di Gaza consente solo una percentuale minima del fabbisogno della popolazione e la distruzione di centri di comunicazione e centrali tecniche impedisce spesso l’utilizzo dei cellulari. Manca l’acqua potabile. I cadaveri sono ammassati dinanzi agli ospedali. Il complesso universitario è stato bombardato.

 

 

Ma questa volta è diversa dalle altre: l’attacco a Gaza è “senza precedenti”, come ha dichiarato lo stesso primo ministro Benjamin Netanyahu, aggiungendo che i bombardamenti sono “solo cominciati” e che la risposta di Israele all’attacco di Hamas “cambierà il Medio Oriente”.

Secondo alcune fonti giornalistiche nelle località a sud di Israele si contano i cadaveri di circa 1.500 combattenti di Hamas e della Islamic Jihad, morti durante i combattimenti con l’esercito israeliano.

La condanna internazionale, quella occidentale perlomeno è giunta presto per Hamas e la sua violenza. Ma le reazioni sono state e sono tuttora diverse per le centinaia di morti civili a Gaza. Gli Stati Uniti di Joe Biden hanno affermato con forza e più volte ripetuto il totale e indiscusso sostegno a Netanyahu, non solo morale ma anche e soprattutto militare. Gli USA, infatti, incendiano ulteriormente gli animi dell’intera regione annunciando, ieri, l’invio di armi, mezzi e munizioni a Israele. “Il governo israeliano ha chiesto un’assistenza militare specifica aggiunta” ha dichiarato il Segretario di Stato Antony Blinken. Un passo che va nella direzione esattamente opposto al processo di normalizzazione intrapreso nella regione.

Ieri ha preso parola anche il presidente russo Vladimir Putin, condannando la violenza di entrambe le parti: “sia contro gli ebrei che contro i palestinesi di Israele e quelli dei Territori Occupati”. Putin si è detto “estremamente preoccupato” che la violenza possa degenerare in un conflitto più ampio in Medio Oriente e insieme al suo Ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha criticato l’approccio degli Stati Uniti e dell’Occidente che hanno “ignorato la necessità di uno Stato palestinese indipendente” e che condannano semplicemente gli attacchi di Hamas senza pensare alla causa dell’instabilità, che è l’occupazione della Palestina.

Il governo austriaco ha fatto sapere che sospenderà gli aiuti economici destinati ai palestinesi (circa 20 milioni di dollari). La Germania ci sta pensando e l’Unione Europea si dimostra divisa e confusa: dopo la decisione dell’Austria l’EU ha ieri dichiarato di essere pronta allo stesso passo, salvo poi fare marcia indietro. “Nessun pagamento era previsto, dunque non ci sarà una sospensione”, è stata la nota emessa. I fondi risultano ora “in revisione”. Ma la questione rimane aperta e divide l’Unione: gli Stati membri non sarebbero stati consultati e alcuni leader europei, tra i primi quello spagnolo, pongono dubbi sulla legittimità di una decisione unilaterale.