della redazione
Con un ritardo di circa due ore rispetto all’orario previsto (7.30 italiane) è entrato in vigore a Gaza il cessate il fuoco tra Israele e Hamas concordato a Doha nei giorni scorsi. Nelle prossime ore saranno liberati tre ostaggi israeliani e successivamente 95 prigionieri politici palestinesi.
In questo momento i palestinesi di Gaza, colpiti duramente da 15 mesi di pesanti bombardamenti israeliani, sono in strada a festeggiare la fine dei raid. Ma Gaza è stata quasi interamente distrutta e ha pagato l’offensiva israeliana, scattata dopo l’attacco di Hamas nel 7 ottobre 2023, con 48 mila morti accertati e altre migliaia di vittime sotto le macerie degli edifici distrutti.
Questa mattina Israele, in reazione alla mancata consegna nei tempi previsti dei nomi degli ostaggi che verranno liberati, ha continuato i bombardamenti aerei uccidendo, secondo fonti palestinesi, altre 13 persone.
Hamas da parte sua fa sapere di essere in attesa di una lista di detenuti palestinesi che saranno rilasciati oggi da Israele. “L’occupazione deve consegnarci i nomi di 90 prigionieri appartenenti alle categorie donne e minori che devono essere rilasciati il primo giorno del cessate il fuoco”, afferma il movimento islamico aggiungendo che l’accordo prevede il rilascio di 30 prigionieri palestinesi in cambio di un ostaggio civile. Sono tre donne Romi Gonen, Emily Damari e Doron Steinbrecher che verranno liberate nelle prossime ore.
La felicità della gente di Gaza è incontenibile. Migliaia di sfollati stanno tornano alle loro case. Viaggiano su camion, auto e carretti o vanno a piedi tra le macerie in particolare nella parte settentrionale della Striscia.
L’Unrwa (Onu) comunica che 4mila camion carichi di aiuti umanitari sono pronti a entrare a Gaza, la metà trasporta cibo e farina.
Intanto il ministro di ultradestra Bezalel Smotrich esorta Israele ad “occupare Gaza e creare un governo militare temporaneo perché non c’è altro modo per sconfiggere Hamas”. “Rovescerò l’esecutivo se non tornerà a combattere per prendere l’intera Striscia e a governarla”, ha minacciato. L’altro ministro ultrazionalista Itamar Ben Gvir ha annunciato la sua uscita dal governo in reazione all’avvio del cessate il fuoco.