È l’unico gruppo ebraico ad essere stato inserito nella lista di movimenti e organizzazioni che “si iscrivono e/o promuovono ideologie estremiste e odiose”, stilata dall’Anti-Defamation League (ADL). La sezione statunitense del movimento Betar, l’associazione di estrema destra che si rifà a ideologie violente e profondamente anti-islamiche, ha iniziato settimane fa a identificare e schedare i cittadini non statunitensi che partecipano alle manifestazioni pro-palestinesi o alle veglie in ricordo delle vittime di Gaza. Nomi e cognomi, volti fotografati e identificati grazie all’intelligenza artificiale, vengono consegnati all’Immigrazione, con la richiesta di arrestarli ed espellerli dagli Stati Uniti. La pratica è diventata abituale già prima dell’ordine esecutivo firmato dal presidente Trump alla fine di gennaio, che consente la deportazione degli stranieri, compresi gli studenti, “che sostengono le organizzazioni terroristiche”.
La Betar US è estremamente attiva sui social e sui gruppi WhatsApp di genitori, insegnanti e allievi delle università e degli istituti scolastici statunitensi. Attraverso messaggi inoltrati centinaia di volte, l’organizzazione chiede a studenti ebrei di segnalare compagni, colleghi, docenti che “sostengono Hamas”. Che, tradotto, indica chiunque manifesti contro le azioni di Israele a Gaza o si dichiari contrario al genocidio e alla pulizia etnica.
Ross Glick, direttore esecutivo di Betar US, ha dichiarato al Times of Israel di aver stilato liste con decine di nomi di cittadini non statunitensi, soprattutto canadesi, inglesi e provenienti da diversi Paesi arabi, che hanno partecipato a manifestazioni contro Israele. Il gruppo ha utilizzato “software di riconoscimento facciale e database di relazioni per identificare gli studenti stranieri che appaiono nei video” all’interno delle più importanti università americane: Columbia University, l’Università della Pennsylvania, l’Università del Michigan e l’Università della California, Los Angeles (UCLA).
Ross Glick, direttore esecutivo Betar US
Il 29 Gennaio il gruppo ha invitato i suoi membri a presentarsi a Zuccotti Park, dove si stava tenendo una veglia pacifica in ricordo della bambina palestinese di sei anni, Hind Rajab, uccisa un anno prima insieme alla sua famiglia e ai soccorritori dall’esercito israeliano a Gaza. I sostenitori ebraici hanno intonato cori inneggianti la deportazione dei manifestanti, accusati di essere tutti jihadisti. Hanno poi dichiarato sui social di aver identificato con il riconoscimento facciale e segnalato alle autorità governative, un dimostrante che aveva osato far notare che si trattava solo di una veglia per una bambina uccisa.
💪🏻💪🏻🇮🇱🇮🇱🇺🇸🇺🇸 get out of our country jihadis. https://t.co/8yA2PigjCk
— Betar US (@Betar_USA) January 30, 2025
L’Anti-Defamation League è una organizzazione internazionale ebraica con lo scopo di denunciare l’antisemitismo e l’estremismo. Tra le centinaia di associazioni, gruppi e organizzazioni presenti nella lista dei “movimenti d’odio”, Betar US è l’unico ebraico e sionista. L’ADF lo descrive come un gruppo “apertamente islamofobo, che molesta i musulmani online e di persona” e che ha dichiarato di voler lavorare con i Proud Boys, un’associazione di estrema destra con una storia di antisemitismo e islamofobia.
Betar US è il ramo statunitense dell’organizzazione giovanile sionista mondiale Betar, fondata nel 1923 dal rabbino Vladimir Ze’ev Jabotinsky. Leader del Movimento revisionista, già dagli inizi con una connotazione tipicamente di destra, era impegnato nella costituzione di forze paramilitari ebraiche (Haganah e altre), cosa che gli costò, nel 1920, una condanna a 15 anni di lavori forzati da parte delle autorità mandatarie della Gran Bretagna. Pena poi sospesa.
Jabotinsky organizzò il movimento giovanile del partito Revisionista, il Betar appunto, caratterizzandolo con modi, espressioni, abbigliamento, motti e strutture di tipo militarista e fascista: si diceva un ammiratore di Mussolini e tentò più volte di ottenere l’appoggio di Roma, senza mai riuscirci. Scriveva che “non ci sono giustizia, né legge, né Dio in cielo, ma una sola legge che tutto sovrasta e decide: la colonizzazione” [1]. Jabotinsky, a differenza della maggior parte dei sionisti socialisti, riteneva che la resistenza e quindi la reazione araba alla colonizzazione ebraica fosse legittima, e che il nazionalismo della sua popolazione fosse del tutto rispettabile e comprensibile: era proprio per questo che l’unico modo, secondo lui, di conquistare il Paese doveva essere con l’utilizzo della forza. I revisionisti continuarono a sognare di incorporare la Transgiordania nello stato d’Israele fino agli anni ’60, il loro motto era «il Giordano ha due sponde, una nostra e l’altra anche» [2].
Beit US riprende slogan e principi kahanisti secondo cui tutti gli ebrei devono essere armati (“Ogni ebreo, un .22”) e utilizzare, per dovere, la violenza contro i “nemici”. David Kahane, anch’egli appartenente al movimento giovanile fondato da Jabotinsky, è nato a Brooklin nel 1932 e nel 1968 ha fondato la Jewish Defense League (JDL), con lo scopo di reclutare giovani pronti a proteggere gli ebrei con qualsiasi mezzo necessario. La JDL utilizzò attacchi violenti contro simboli, anche culturali, dell’Unione Sovietica, motivo per cui venne messa sotto osservazione speciale da parte dei settori antiterrorismo dell’FBI. Kahane, poi emigrato in Israele, venne arrestato nel 1980 per aver pianificato un attentato nella Spianata delle moschee a Gerusalemme.
Meir Kahane tiene una conferenza stampa a Gerusalemme nel 1984, l’anno in cui è diventato un legislatore israeliano. (Foto: Haaretz, Credito: Daniel Rosenblum)
Il quotidiano israeliano Haaretz descrive la visione kahanista come “quella che vede la violenza e la vendetta come imperativi religiosi ebraici, e Israele come non degno di esistere a meno che non cacci i non ebrei dal suo mezzo e i suoi ebrei si impegnino a vivere vite osservanti della Torah […] Kahane vedeva la creazione di Israele come una forma di vendetta da parte di Dio contro i Gentili (i non ebrei nda)”.
This is the Middle East not the middle west. pic.twitter.com/Y4JcZ7ir9j
— Betar US (@Betar_USA) February 24, 2025
Il partito Kach, fondato da Meir Kahane nel 1971, venne sciolto sotto il governo di Yitzhak Rabin, dopo il massacro di Hebron del 1994, quando un discepolo di Kahane uccise 29 fedeli musulmani. Il partito che si ritiene abbia raccolto la sua eredità è Otzma Yehudit (Potere ebraico), guidato dall’ex ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, giudicato lui stesso erede ideologico di Kahane. Li unisce non solo la volontà dichiarata di espellere i palestinesi, di cancellare i luoghi sacri per l’islam, di utilizzare la forza e le armi contro chiunque venga definito “nemico” ma anche la profonda convinzione che tutto ciò sia volontà di dio. “Un pugno ebraico di fronte a un mondo gentile stupito: questo è Kiddush Hashem (santificare il nome di dio)”, scriveva Kahane. “Dominio ebraico sui luoghi santi cristiani mentre la Chiesa che ha succhiato il nostro sangue vomita la sua rabbia e frustrazione. Questo è Kiddush Hashem. […] Leggere editoriali arrabbiati sulle aggressioni e le violazioni ebraiche piuttosto che elogi fioriti sulle vittime ebree morte. Questo è Kiddush Hashem”. Non sono in pochi, in Israele e altrove, a ritenere che Kahane abbia dichiarato senza timore di scandalo, ciò che una larga fetta della leadership politica israeliana persegue da decenni con la pratica quotidiana in Palestina.
________
[1] Anita Shapira, Land and Power: The Zionist Resort to Forse, 1881-1948, Am Oved, Tel Aviv, 1992 p. 225
[3] Cfr. Morris, Vittime, cit. p. 132