Questa mattina, nel cuore di Roma, la comunità drusa siriana in Italia è scesa in piazza per denunciare i massacri di civili e le gravi violazioni dei diritti umani avvenute nel sud della Siria a partire da metà luglio. L’iniziativa si è tenuta alle ore 10 in piazza Vittorio, con lo slogan “Libertà, dignità, esistenza”.

Gli attivisti accusano le forze governative siriane e milizie lealiste di aver commesso atrocità contro la popolazione civile della regione di Sweida, teatro dal 13 al 19 luglio di violenti scontri armati. Centinaia di drusi – tra cui donne, anziani e bambini – sono stati uccisi o giustiziati sommariamente. “Il sangue della nostra gente non è a buon mercato, e la loro voce non sarà mai soffocata”, si legge nel documento.

La manifestazione punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni italiane e internazionali su una crisi che continua anche oltre la strage di luglio. Nonostante la fine degli scontri, denunciano gli organizzatori, le violazioni contro i civili drusi di Sweida e dintorni non si sono fermate e vengono documentate da attivisti e avvocati siriani attraverso diverse piattaforme.

La comunità drusa siriana in Italia chiede protezione internazionale immediata, il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione e soprattutto l’apertura di indagini indipendenti sui crimini commessi, con il perseguimento dei responsabili. “Chiediamo alla comunità internazionale – affermano – di garantire il diritto dei drusi a vivere in sicurezza, libertà e dignità, come sancito da tutte le convenzioni internazionali”. Pagine Esteri