Pagine Esteri – Un durissimo scontro tra due diverse fazioni dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia avrebbero provocato la morte di 27 guerriglieri nella parte centrale del paese.

La vera e propria battaglia si sarebbe verificata ieri nella zona rurale del comune di El Retorno, nella regione amazzonica di Guaviare, 300 km a sud-est della capitale Bogotà.

A scontrarsi sarebbero state una fazione delle FARC guidata dall’uomo più ricercato del paese, Nestor Gregorio Vera, noto con il nome di guerra Ivan Mordisco, e un’altra guidata da Alexander Diaz Mendoza, alias Calarca Cordoba.

Entrambi i gruppi facevano parte del cosiddetto “Stato Maggiore Centrale”, che ha rifiutato di aderire ad un accordo tra la guerriglia e il governo che nel 2016 ha portato alla smobilitazione del più forte e antico movimento armato marxista di tutto il continente e alla reintegrazione nella società colombiana di quasi 13 mila combattenti.

I due gruppi però si sono separati nell’aprile 2024 a causa di controversie interne.
Secondo una fonte dell’esercito di Bogotà e una del gruppo di Diaz, le vittime appartenevano tutte alla fazione guidata da Vera.

La fazione guidata da Diaz è attualmente impegnata in colloqui di pace con il presidente di sinistra del paese Gustavo Petro, mentre il gruppo di Vera continua a lanciare attacchi contro civili e forze di sicurezza dopo che il governo ha sospeso un cessate il fuoco bilaterale.

A quattro mesi dalle elezioni e con l’opposizione di destra che lo accusa di essere debole, recentemente Petro ha aumentato la pressione militare sui gruppi ribelli rafforzando il dispiegamento dell’esercito nelle zone di frontiera con il Venezuela.

A novembre, le forze governative hanno organizzato un attacco in cui sono morti 19 membri del gruppo guidato da Mordisco (nella foto), che Petro ha paragonato al defunto narcotrafficante Pablo Escobar.

Nei giorni scorsi, inoltre, in concomitanza con il blitz a Caracas che ha condotto al rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro, la tensione è fortemente aumentata tra Bogotà e Washington e Donald Trump ha confessato di aver rinunciato in extremis ad un’azione militare contro la Colombia, accusata di sostenere il narcotraffico. La scorsa settimana però i due leader hanno avuto una lunga conversazione telefonica durante la quale avrebbero concordato di rafforzare la cooperazione nella lotta la narcotraffico e per ora la tensione sembra essere diminuita. – Pagine Esteri