AGGIORNAMENTI

Ore 11.08
Alireza Arafi è stato nominato membro del Consiglio direttivo dell’Iran, un organismo incaricato di svolgere il ruolo di leader supremo fino a quando l’Assemblea degli esperti non eleggerà un nuovo leader in sostituzione di Ali Khamenei, ucciso ieri, ha riferito l’agenzia di stampa ISNA. Arafi, membro religioso del Consiglio dei Guardiani, farà parte del Consiglio direttivo temporaneo insieme al presidente Masoud Pezeshkian e al giudice capo Gholamhossein Mohseni Ejei.

Ore 11.00
I caccia dell’Aeronautica militare del Regno Unito volano nei cieli del Medio Oriente in funzione difensiva, per abbattere missili o droni diretti verso alleati come Qatar e Cipro. Lo ha detto il ministro della Difesa britannico, John Healey, all’emittente “Sky News”. Interrogato se Londra possa passare a operazioni offensive, Healey ha risposto ribadendo quanto detto già ieri dal primo ministro, il laburista Keir Starmer: “Non abbiamo preso parte agli attacchi”. Healey ha dichiarato inoltre che due missili sono sarebbero stati lanciati dall’Iran in direzione di Cipro, dove sono di stanza migliaia di soldati britannici, pur spiegando che il lancio non mirava alle basi britanniche.

Ore 10.45
E’ salito a 9 il bilancio delle vittime a Karachi dove una folla di centinaia di persone ha cercato di assaltare il consolato statunitense dopo la notizia dell’uccisione della Guida suprema iraniana Ali Khamenei.

ORE 10.20
È salito a 160 morti e 95 feriti il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico che ieri mattina ha colpito una scuola femminile nella città meridionale iraniana di Minab. La stragrande maggioranza delle vittime sono studentesse che avevano dai 7 ai 14 anni.

ORE 10
I media iraniani riferiscono che Ahmad Vahidi è stato nominato nuovo comandante del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica dopo l’uccisione di Mohammad Pakpur.
Intanto i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver abbattuto, nel sud dell’Iran, un drone MQ9 statunitense da ricognizione e attacco.

ORE 9.45
Migliaia di iraniani si sono radunati nella piazza della Rivoluzione a Teheran per rendere onore ad Ali Khamenei ucciso da Israele e Stati Uniti. Sventolano bandiere e alzano cartelli con le foto della Guida Suprema. Molte migliaia di persone sono scese in piazza anche a Isfahan. A livello nazionale, le autorità hanno decretato 40 giorni di lutto e una settimana di sospensione del lavoro.

ORE 9.30
La base aerea statunitense di Harir, nel nord dell’Iraq, è stata colpita due volte in poche ore.
Due persone sono invece rimaste ferite a Dubai a causa della caduta di alcuni detriti di droni, ha riferito l’ufficio stampa del principale emirato degli Emirati Arabi Uniti. Sempre a Dubai, questa mattina presto alcuni residenti hanno segnalato dense colonne di fumo nero levarsi nell’area del porto di Jebel Al, già colpita durante precedenti attacchi notturni. Secondo le autorità, detriti provenienti da un’intercettazione aerea sopra il quartiere di Business Bay hanno provocato un incendio in uno degli ormeggi del principale scalo commerciale della città.
Forti esplosioni sono state avvertite questa mattina anche a Doha, capitale del Qatar, e a Manama, capitale del Bahrein.
Secondo l’agenzia di stampa AFP, i residenti della zona orientale di Riyadh (Arabia Saudita) hanno dichiarato di aver udito diversi forti scoppi e di aver visto del fumo levarsi.
Nelle scorse ore l’Iran ha annunciato la sua intenzione di continuare a colpire le 27 basi militari statunitensi presenti in tutto il Medio Oriente, e i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato una sesta ondata di attacchi in risposta all’uccisione di Khamenei.

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Pagine Esteri – Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran,  è stato ucciso dall’aviazione israeliana nel suo ufficio nelle prime ore di ieri, hanno riferito i media statali iraniani confermando nella notte le notizie sulla sua morte circolate in precedenza. A causa degli attacchi contro il complesso residenziale dell’ayatollah a Teheran sarebbero stati uccisi anche la figlia, un nipote, la nuora e il genero di Khamenei.
I media iraniani hanno anche confermato che Ali Shamkhani, un consigliere senior di Khamenei, è stato ucciso negli attacchi di ieri, così come il capo di stato maggiore delle forze armate Abdolrahim Musawi e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh.

L’Iran convocherà oggi un Consiglio direttivo temporaneo, ha comunicato Ali Larjiani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Larijani ha avvertito che i “gruppi secessionisti” subiranno una dura risposta se tenteranno un’azione e ha accusato Israele e gli Stati Uniti di voler “saccheggiare e disintegrare” l’Iran.

Rispondendo alla promessa della Guardia Rivoluzionaria iraniana di vendicare l’uccisione di Khamenei, Donald Trump ha minacciato di colpire l’Iran ancora più forte, “con una forza mai vista prima”. “L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto non sia mai stato colpito prima”, ha detto Trump in un post su Truth Social. “COMUNQUE, È MEGLIO CHE NON LO FACCIANO, PERCHÉ SE LO FACESSERO, LI COLPIREMO CON UNA FORZA MAI VISTA PRIMA!”, ha aggiunto.

Per tutta la notte e anche questa mattina, Israele ha continuato a bombardare l’Iran dove, oltre ad aver decapitato la leadership politica, religiosa e militare, ha ucciso oltre 200 persone tra cui decine di studentesse in una scuola nel  sud del Paese. Da parte loro gli americani affermano di aver colpito 900 obiettivi.

L’Iran ha lanciato numerosi missili balistici e droni verso Israele in queste ultime ore. Quasi tutti sono stati intercettati, ma alcuni hanno superato le difese aeree e si sono abbattuti su Tel Aviv. Una donna è stata uccisa e decine di altre persone sono rimaste ferite in seguito all’impatto di un missile su un palazzo. Si tratta della prima vittima israeliana. Lo scorso giugno, i lanci di missili dall’Iran fecero 30 morti e decine di feriti in Israele.

Teheran continua a prendere di mira le basi americane nel Golfo, in particolare in Bahrain e Qatar. Colpita anche Dubai. Missili e droni hanno centrato posizioni americane in Iraq, il porto commerciale di Duqm, in Oman e una petroliera al largo delle coste di questo paese.

La tensione è in rapido aumento in altri paesi a maggioranza musulmana. Sei manifestanti sono stati uccisi oggi mentre tentavano di assaltare il consolato statunitense a Karachi, in Pakistan, in risposta all’uccisione di Ali Khamenei.