Il presidente statunitense Donald Trump non ha decisamente preso bene il rifiuto, da parte del governo spagnolo, di concedere l’uso delle basi nella penisola iberica per lanciare attacchi contro l’Iran, che Pedro Sanchez ha nei giorni scorsi condannato.
Oggi il tycoon ha dichiarato che la Spagna è stata un “pessimo partner” per la NATO ed ha avvertito che nessuno può dirgli che non può utilizzare le sue basi: «Se volessimo potremmo usare le basi, potremmo semplicemente volare lì e usarle» ha tuonato, ricordando in qualsiasi momento che se vuole può imporre a chiunque dazi del 15%.
Nel corso di un incontro alla Casa Bianca con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente americano ha utilizzato parole dure: «Alcuni paesi europei, come la Spagna, si sono comportati in modo pessimo. Infatti, ho detto a Scott [il Segretario al Tesoro Bessent, ndr] di interrompere ogni relazione con la Spagna».
Trump ha anche ricordato che la Spagna «è l’unico paese della Nato a rifiutarsi di aumentare le spese militari al 5%. (…) Interromperemo ogni relazione commerciale con la Spagna, non vogliamo averci niente a che fare».
In realtà la Spagna negli ultimi due anni ha già raddoppiato la spesa militare, portandola dall’1 al 2% e suscitando le proteste dei movimenti sociali e delle forze di sinistra, che pure lo sostengono in Parlamento. Ma è comunque vero che Sanchez ha escluso una crescita in linea con le richieste di Trump e Rutte. Interrogato in merito, Merz ha affermato che sta cercando di “convincere” Madrid ad aumentare la spesa per la difesa almeno «al 3% o 3,5%» del suo Pil.
Le dichiarazioni di Trump giungono poche ore dopo che il Ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, durante una conferenza stampa al Palazzo della Moncloa dopo la riunione del Consiglio dei Ministri, aveva dichiarato che il governo «non si aspetta assolutamente alcuna conseguenza» nelle sue relazioni con gli Stati Uniti. Albares ha aggiunto di non aver ricevuto alcuna lamentela diplomatica ufficiale né di aver avuto colloqui con rappresentanti di Washington.
Albares ha ricordato che «il nostro impegno nei confronti dell’Alleanza Atlantica è indiscutibile», citando gli aiuti militari all’Ucraina, il dispiegamento di truppe spagnole negli Stati baltici, la partecipazione alle missioni NATO e alle missioni in Libano ed in Iraq. «Siamo un partner affidabile dell’Alleanza Atlantica» ha aggiunto il Ministro socialista spagnolo.

Ma nei giorni scorsi il governo spagnolo, riferendosi agli attacchi scatenati da Washington e Tel Aviv contro Teheran, ha condannato “le azioni unilaterali contrarie al diritto internazionale”, criticando la mancanza di una posizione unitaria da parte dei paesi aderenti all’Unione Europea.
«Respingiamo l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, che rappresenta un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Respingiamo anche le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria. Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente» ha dichiarato sabato scorso il primo ministro spagnolo.
In seguito Sanchez ha chiarito ancora il suo pensiero. «Si può essere contro un regime odioso e, allo stesso tempo, contro un intervento militare ingiustificato e pericoloso», ha spiegato, sottolineando che le azioni di Trump equivalgono a scatenare una guerra senza l’autorizzazione del Congresso degli Stati Uniti o del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Le dichiarazioni del premier spagnolo hanno suscitato la furia dell’inquilino della Casa Bianca, che si è rinvigorita quando Madrid ha negato all’aviazione statunitense l’utilizzo delle basi di Rota e Moròn – date in concessione all’esercito americano ma sotto sovranità spagnola – per far decollare i caccia verso il Medio Oriente, costringendo il Pentagono a spostare una quindicina di aerei cisterna – indispensabili per rifornire i caccia in volo – dal sud della Spagna ad altri paesi.
Ieri era stato il senatore repubblicano statunitense Lindsey Graham ad attaccare in maniera veemente la Spagna. «È in momenti come questi che si impara la vera natura dei propri alleati», ha scritto il senatore, affermando che la storia giudicherà la posizione della Spagna mentre il presidente degli Stati Uniti e altri leader «cercano di abbattere il regime più sanguinario dalla Seconda guerra mondiale». Pagine Esteri

















