Pagine Esteri – Le forze militari israeliane hanno creato in segreto almeno due avamposti nel deserto occidentale dell’Iraq, utilizzandoli per mesi a sostegno delle loro operazioni contro l’Iran e per realizzare operazioni speciali.

A scriverlo nei giorni scorsi è stato il “New York Times”, in un lungo articolo che ricostruisce anche diversi scontri tra i soldati israeliani e la popolazione locale.

I militari dispiegati presso uno dei due avamposti, nella regione che circonda al Nukhaib, sarebbero stati responsabili dell’uccisione di un pastore di 29 anni, che lo scorso tre marzo si sarebbe imbattuto nella struttura di ritorno da un viaggio in città. Testimoni di un accampamento di beduini che hanno assistito alla scena hanno raccontato al quotidiano statunitense di avere visto la vettura di Awad al Shammari inseguita da un elicottero, dal quale avrebbero sparato ripetutamente, uccidendolo.

Alcuni funzionari iracheni e regionali hanno aggiunto che il pastore avrebbe precedentemente contattato il comando militare locale prima dell’attacco, informandolo di avere visto soldati, elicotteri e diverse tende nella zona.

La base militare clandestina comprendeva una pista d’atterraggio per i caccia e gli elicotteri e ospitava squadre delle forze speciali israeliane utilizzabili per eventuali operazioni sotto copertura, oltre che squadre di ricerca e soccorso per recuperare eventuali piloti che fossero stati abbattuti.

Quando l’esercito iracheno ha iniziato le ricerche allo scopo di trovare la base israeliana, le forze di Tel Aviv hanno dato il via a una serie di bombardamenti per evitare che i militari di Baghdad, sostenuti da un certo numero di mezzi corazzati, si avvicinassero alla loro installazione, uccidendo un soldato iracheno e ferendone altri due.

Lo scontro di marzo fu però descritto dall’esercito iracheno come il risultato di un’operazione di forze speciali statunitensi che sarebbero sbarcate in territorio iracheno utilizzando degli elicotteri. Il rappresentante di Baghdad presentò anche una denuncia formale all’Onu contro gli Stati Uniti.

Solo in seguito fonti irachene hanno precisato che si trattava invece di un avamposto israeliano, utilizzato per sostenere le operazioni militari contro l’Iran, e che nel deserto occidentale – che copre circa il 25% della superficie del paese – ci sarebbe stata un’altra struttura di questo tipo.

La base scoperta da al Shammari, secondo fonti della sicurezza regionale, sarebbe stata utilizzata durante l’aggressione militare di 12 giorni lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, nel giugno del 2025. Le stesse fonti hanno precisato che le forze israeliane avrebbero iniziato a costruire le basi già alla fine del 2024.

Un altro articolo, pubblicato dal Wall Street Journal afferma che alcuni esperti di intelligence fatta con fonti aperte (OSINT) ipotizzano che la base in questione fosse stata creata in pieno deserto, circa 180 km a sud-ovest della città di Karbala. Dopo essere stata individuata dagli iracheni, la base è stata smobilitata.

Le informazioni raccolte dal “New York Times” indicano che almeno una delle due basi sarebbe stata nota alle autorità statunitensi dal giugno del 2025, e forse anche da prima.

«Si tratta di un affronto alla sovranità dell’Iraq, al suo governo e alle sue forze di sicurezza, oltre che alla dignità dei nostri cittadini», ha affermato Waad al Kadu, un parlamentare di Baghdad che ha partecipato a un briefing classificato sull’esistenza delle basi, facendo riferimento alla possibilità che Washington abbia tenuto nascosta al governo iracheno l’esistenza di avamposti stranieri sul territorio nazionale.

Le fonti non hanno precisato se il governo iracheno fosse al corrente già dall’inizio dell’esistenza delle due basi. Il maggiore generale Ali al Hamdani, comandante delle Forze dell’Eufrate occidentale delle Forze armate irachene, ha dichiarato che l’Esercito sospettava dell’esistenza di una presenza militare israeliana nel deserto già settimane prima dell’incidente.

Comunque l’episodio conferma che l’Iraq, da tempo intrappolato in un braccio di ferro tra Washington e Teheran, rimane incapace di esercitare il pieno controllo sul proprio territorio.

Secondo Teheran quelle nel deserto iracheno non erano le uniche basi segrete realizzate da Israele nei paesi che circondano l’Iran. Secondo i pasdaran, infatti, Tel Aviv ne avrebbe realizzate alcune in Azerbaigian – “rivelate” dal ritrovamento di alcuni serbatoi per caccia nel Mar Caspio – e nel territorio del Kurdistan iracheno, in entrambi questi casi godendo del sostegno dei governi locali. – Pagine Esteri


Scopri di più da Pagine Esteri

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Trending

Scopri di più da Pagine Esteri

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere