Pagine Esteri (foto wikimedia commons) – Dieci anni dopo i britannici ci ripensano: la Brexit fu un errore, meglio stare nell’Ue. Lo dice un sondaggio svolto dall’European Council on Foreign Relations.

Due terzi dei britannici (66%) ritengono che la Brexit sia stata “negativa” per il Regno Unito e abbia peggiorato quasi tutte le questioni a cui tengono, tra cui il costo della vita, la crescita economica, le opportunità per i giovani, il commercio e la gestione dell’immigrazione.

Tre quarti dell’elettorato britannico vogliono ora legami più stretti con l’Ue. Due terzi ritengono che la Brexit abbia avuto un impatto negativo sul costo della vita; una posizione che ora alimenta la domanda di legami economici più stretti con l’UE (46% degli intervistati a favore, contro il 13% contrario) e trova sostegno persino tra gli elettori di Reform UK con un margine del 49% contro il 20%.

Il 63% dei britannici – inclusi molti elettori di Reform UK e gli ex sostenitori del “Leave” nel 2016 – accetterebbe ora il ritorno della libera circolazione in cambio di un rapporto commerciale più stretto con l’UE.

L’opposizione alla partecipazione del Regno Unito a un esercito europeo è scomparsa, sullo sfondo di alleanze geopolitiche in evoluzione. I britannici scelgono l’Europa rispetto agli Stati Uniti come partner di sicurezza preferito. Solo il 18% dei britannici considera ora gli Usa un alleato, mentre la maggioranza vede i vicini continentali, tra cui Francia, Germania, Polonia e Spagna, come partner con valori condivisi. Il 58% è perciò favorevole a relazioni di difesa più stretti con l’Europa (contro il 19% per gli USA), mentre il 47% si rivolgerebbe all’UE per sostegno in caso di crisi, contro solo il 10% che si rivolgerebbe a Washington.

Commentando i risultati del sondaggio, Mark Leonard, co-fondatore e direttore del European Council on Foreign Relations, ha dichiarato: “Dieci anni fa, la Brexit era il veicolo insurrezionale di una nazione che rifiutava lo status quo. Tuttavia, un decennio dopo, i britannici si rendono conto che le loro speranze di una vita migliore fuori dall’Ue non si sono realizzate e che la Brexit sta minando la capacità del Regno Unito di gestire le questioni a cui gli elettori tengono di più. Questi dati mostrano che la grande maggioranza dei cittadini è aperta a una relazione più stretta. Piuttosto che combattere di nuovo le battaglie del 2016, il governo deve spingere per una nuova relazione con l’Europa che risponda direttamente alle preoccupazioni quotidiane dei cittadini riguardo al costo della vita, alla migrazione e alla sicurezza”. Pagine Esteri


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