Pagine Esteri (foto fermo immagine da YouTube) – Le Nazioni Unite tornano ad accusare Israele di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania. A sostenerlo è l’ultimo rapporto della Commissione indipendente d’inchiesta istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu, un documento che concentra l’attenzione soprattutto sulle conseguenze della guerra e dell’occupazione sui bambini palestinesi.
Secondo gli investigatori, il deliberato bersagliamento dei minori palestinesi rappresenta uno degli elementi più significativi emersi dall’inchiesta. La Commissione afferma che uccisioni e ferimenti di bambini sono proseguiti anche dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza, nell’ottobre del 2025, e sostiene che le violazioni commesse durante il conflitto continuino a produrre effetti devastanti sulla vita di centinaia di migliaia di minori.

Le conclusioni del nuovo rapporto si inseriscono in un filone investigativo già avviato nei mesi precedenti. Nel settembre dello scorso anno la stessa Commissione aveva pubblicato uno studio giuridico nel quale concludeva che le strategie militari adottate da Israele a Gaza erano orientate a provocare la morte di un numero elevato di palestinesi e a compromettere la capacità di riproduzione della popolazione della Striscia. Anche allora gli esperti avevano parlato di genocidio. Il nuovo dossier approfondisce in particolare l’impatto delle operazioni militari sull’infanzia palestinese, descrivendo quella che definisce una distruzione sistematica delle condizioni necessarie alla crescita e allo sviluppo dei bambini.
L’indagine prende in esame le denunce relative all’uso della tortura, di trattamenti inumani e degradanti e di violenze sessuali e di genere contro minori palestinesi, soprattutto durante arresti di massa e periodi di detenzione. Gli investigatori hanno inoltre analizzato gli effetti degli attacchi contro ospedali, cliniche e altre strutture essenziali per l’assistenza all’infanzia, evidenziando le conseguenze sulla salute delle madri e dei neonati.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla distruzione del sistema educativo. Il rapporto descrive gli attacchi contro le scuole e sottolinea come la perdita di strutture educative e assistenziali abbia lasciato migliaia di bambini privi di protezione, sostegno e istruzione. Secondo la Commissione, l’interruzione prolungata delle attività scolastiche avrà effetti duraturi sulla formazione di un’intera generazione.

Gli esperti delle Nazioni Unite mettono inoltre in relazione l’aumento della mortalità infantile con le condizioni di vita imposte alla popolazione di Gaza durante e dopo il conflitto. Mancanza di cure mediche adeguate, malnutrizione, carenza di acqua potabile e servizi sanitari insufficienti avrebbero compromesso in modo grave la salute dei minori. A questi danni si aggiungono quelli psicologici: traumi, stress cronico, perdita di familiari e disabilità permanenti che continueranno a segnare la vita di molti bambini anche negli anni futuri.
Per il presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar, le conseguenze subite dall’infanzia palestinese non potranno essere cancellate rapidamente. “Anche se le bombe e le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno semplicemente dall’oggi al domani”, ha dichiarato. “La distruzione della loro salute, della loro istruzione e del loro sviluppo è irreversibile”. La Commissione chiede quindi a Israele di cessare immediatamente tutte le violazioni che colpiscono i minori palestinesi e di adottare misure concrete per garantire la protezione dei civili.
Israele ha respinto il rapporto, definendolo un documento propagandistico e privo di credibilità. In una nota diffusa dalla propria rappresentanza presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha accusato la Commissione di “ignorare le violenze commesse da Hamas il 7 ottobre 2023” e di “perseguire un approccio ostile nei confronti dello Stato israeliano”.





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