Pagine Esteri – Il Consiglio federale della Confederazione Elvetica ha formalmente annunciato una proposta diretta a introdurre un aumento “temporaneo” di mezzo punto percentuale dell’aliquota IVA standard, il cui ricavato sarà interamente destinato al finanziamento del bilancio militare del Paese.
Con questa iniziativa, l’aliquota IVA standard passerà per dodici anni dall’attuale 8,1% all’8,6%. L’aumento non interesserà i beni di prima necessità come gli alimenti o i medicinali.
Inizialmente la proposta era di aumentare l’iva dello 0,8% per dieci anni, ma poi l’esecutivo della Confederazione l’ha modificata.
Lo stesso governo svizzero ha sottolineato che il gettito aggiuntivo sarà destinato esclusivamente alle spese per gli armamenti, mentre tutte le altre spese di natura militare continueranno a essere finanziate, come di consueto, dal bilancio federale generale.
Con questa controversa misura fiscale, il governo svizzero scaricherà direttamente sui contribuenti l’onere dei costi di riarmo, in costante aumento. Con la giustificazione ufficiale di «preparare l’esercito a scenari complessi come operazioni ibride e attacchi a distanza», il Consiglio federale giustifica un ulteriore dirottamento di risorse pubbliche verso costosi programmi di armamento.
Tra le voci più onerose e controverse figurano il finanziamento di un secondo sistema di difesa aerea a lungo raggio e la copertura degli extracosti relativi all’acquisizione del sistema missilistico statunitense Patriot.
Nonostante il diretto impatto economico che questo aumento delle tasse avrà sulle finanze dei cittadini, il governo svizzero ha difeso la sua proposta, insistendo sul fatto che «l’attuale instabilità geopolitica rende inevitabile questa massiccia iniezione di capitali» nel bilancio della Difesa, presentando l’aumento del carico fiscale come «l’unica alternativa praticabile per la sicurezza del Paese».
Il Consiglio Federale intende portare la spesa militare diretta all’1% del Pil entro il 2032, ma sta incontrando l’opposizione delle forze politiche di opposizione, in particolare socialisti, verdi e verdi liberali. – Pagine Esteri




