Pagine Esteri – L’entità del sostegno all’Ucraina, l’aumento delle spese militari, il rafforzamento del ruolo europeo a fronte della diminuzione della presenza militare statunitense nel Vecchio Continente, l’incognita rappresentata dalle intenzioni di Donald Trump. Sono questi alcuni dei temi principali che dominano il vertice dell’Alleanza Atlantica ad Ankara.
Ieri il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è tornato a chiedere più sostegno agli alleati: «È di fondamentale importanza che il mondo, in primo luogo gli Stati Uniti e i nostri partner europei, esca dal vertice con decisioni forti a sostegno della nostra difesa aerea» ha scritto su X, chiedendo nuovi sistemi Patriot e missili intercettori.

L’appello di Zelensky ha ricevuto l’immediato sostegno della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, secondo la quale «l’Ucraina ha urgente bisogno di ulteriori sistemi di difesa aerea».

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha invece insistito con i membri dell’alleanza affinché varino «piani chiari, concreti e credibili» per raggiungere gli obiettivi di spesa concordati per sostenere l’Ucraina e per finanziare adeguatamente la Nato. «Devono fare tutti la loro parte» ha detto Rutte, sottolineando che gli europei e il Canada stanno già investendo in media il 4% del Pil in difesa e sicurezza e che è necessario giungere presto almeno al 5%. Secondo il nuovo segretario dell’Alleanza Atlantica, «non era sostenibile che gli Stati Uniti sostenessero quasi da soli la difesa europea».
La Germania intende spingere per promuovere una Nato “più europea” in grado di arginare le intemperanze e il parziale disimpegno di Washington, tentando di promuovere un ruolo più centrale per Berlino. La Germania sostiene inoltre l’iniziativa ‘Ukraine Pledge‘, che punta a garantire almeno 70 miliardi di euro l’anno di aiuti militari a Kiev sia nel 2026 sia nel 2027.

Alle continue reprimende di Trump nei confronti dei partner europei sulle spese militari ha replicato invece la Spagna con il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, secondo il quale Madrid “mantiene gli impegni assunti”. L’esponente socialista ha difeso però anche la scelta di Madrid di non arrivare al 5% del Pil. 

Da parte sua il presidente statunitense, che ad Ankara dovrebbe incontrare Zelensky, ha avuto una lunga conversazione con il presidente russo al termine della quale ha dichiarato che «Putin vuole finire la guerra e anche l’Ucraina vuole finirla».

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, padrone di casa, punta infine a sfruttare il vertice per recuperare un ruolo maggiormente strategico di Ankara all’interno della Nato.  – Pagine Esteri


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