“Fatah e Hamas si sono accordati sulla nomina di Hamdallah come primo ministro del governo transitorio di unità, che vedrà la luce molto presto”, ha riferito una fonte giornalistica vicina ad Hamas. Hamdallah, ha aggiunto la fonte, guiderà un esecutivo formato da 15 ministri tecnici, non affiliati ad alcun partito. Si attende la conferma ufficiale
della redazione
Ramallah, 23 maggio 2014, Nena News – Rami Hamdallah, premier attuale del governo dell’Autorità nazionale palestinese, sarà a capo anche dell’esecutivo transitorio di consenso nazionale che dovrebbe essere annunciato nei prossimi giorni, sulla base dell’accordo di riconciliazione che i due principali movimenti politici palestinesi, Fatah e Hamas, hanno firmato lo scorso 23 aprile a Gaza. Lo affermano varie fonti sia a Gaza che in Cisgiordania ma la conferma ufficiale non è ancora giunta.
“Fatah e Hamas si sono accordati sulla nomina di Hamdallah come primo ministro del governo transitorio di unità, che vedrà la luce molto presto”, ha riferito una fonte giornalistica vicina ad Hamas. Hamdallah, ha aggiunto la fonte, guiderà un esecutivo formato da 15 ministri tecnici, non affiliati ad alcun partito.
Azzam al-Ahmad, a capo della delegazione di Fatah nei negoziati con Hamas, sarà domenica a Gaza per ulteriori colloqui con il movimento islamico sui nomi dei ministri. Il nuovo governo avrà l’incarico di preparare elezioni in tutti i territori palestinesi, quindi sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania.
Negli ultimi giorni i leader palestinesi hanno lanciato messaggi “rassicuranti” ai governi occidentali che, schierandosi con Israele, avevano definito preoccupante un’alleanza di governo Fatah-Hamas. Il presidente Abu Mazen in particolare avrebbe garantito che gli Stati Uniti, che mediano tra israeliani e palestinesi, che il nuovo esecutivo rispetterà le tre condizioni per il via libera internazionale a qualsiasi governo palestinese: fine della lotta armata, riconoscimento di Israele e accettazione degli accordi firmati in passato.
Il governo Netanyahu da parte sua esclude categoricamente di poter collaborare con un esecutivo palestinese con al suo interno Hamas, che non riconosce l’esistenza di Israele. In un’intervista all’agenzia Bloomberg, Netanyahu ha ribadito che Israele potrebbe fare passi “unilaterali” alla luce del fallimento nei negoziati con i palestinese. ”L’idea che siano ora necessari passi unilaterali è sempre più sostenuta in Israele dal centrosinistra fino al centrodestra…Non non vogliamo uno Stato (unico) binazionale, ma non vogliamo nemmeno uno Stato palestino-iraniano nella nostra porta accanto”. Tuttavia, ha chiarito il primo ministro, Israele non ripeterà la politica condotta nel 2005 dal premier scomparso Ariel Sharon con il ritiro unilaterale di coloni e soldati dalla Striscia di Gaza. Nena News





