Estratto dal libro di Davide Rossi e dedicato a Vittorio Arrigoni.

(Foto: Reuters))
(Foto: Reuters)

Habibo, wen inta?
In ritiro spirituale sul monte degli ulivi?

Vik

 

Gaza carne di terra

Come diceva lui citando quell’altro
non ai morti ma ai feriti
di questa (fatta rifatta vista rivista e ripetuta)
orrenda strage
dedico
liriche feroci e voci.
Chi sa intendere
distenda
un velo sui corpi
e li rispetti come si vuol
dal dì che nozze tribunali ed are
e poi taccia
e volti in su la sua vergogna
l’occhio, se capace d’esser pietoso di sé
come d’altrui non fu
come si vuol dalla eterna
umana dignità
senza  demiurgo che plasmi
senza altri che menti
senza che qualcuno possa blaterare: correo!
di ciò che invece è detto e fatto umano
e che ci rivolta e ci fa restare umano
ogni volta con le stesse lacrime
e diversi occhi
le stesse grida
da dispari sbocchi
la stessa morte coadiuvata dagli stessi numeri primi.

sssssssssssshhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

{silenzio – muro – non c’è più niente da consolare
mi dicono da Gaza, niente foto basta spettatori!
noi ci siamo abituati è vita nostra
occhi bocche orecchie siamo
cuciti insieme stretti,
di ciò che Palestina resta
se non questo languor di risacca,
mediterraneo eco di coscienza
niente di scritto di descritto
tutto detto ridetto malripetuto e mai riconosciuto;
cali il silenzio cali il sipario
(ma chi lo vuole il riconoscimento altrui per AFFERMARE sé stessi?) :
no, mi dicono, no sussurrano al telefono
di là dai muri d’ogni sorta tra bomba e bomba
con voce forte fremente,
che mi fa sanguinare il timpano senza sosta:
i nostri figli si strappano i capelli con far cortese,
si grattano la fronte con le unghiette,
ridono a crepapelle tra gl’incubi notturni,
non mangiano più: non si nutrono capisci? }

(E ANCOR SI AFFERMANO come voi faceste, penso io)
(e ancora ci saranno come voi ci siete, DEGNI dico io)

Un solo ciglio, il peso di uno solo basta a scardinare la bilancia:
non violenza ma
inumana disumana a-umana e tutti i possibili privativi (im)pensabili dell’umano:
BRUTALITA’.
(E ci si vada a veder Genet se ancor non si capisce!)
Il boato notturno dei carichi e riscarichi di piombo
soavemente biblico e   – sotto specie umana –   finemente inconcepibile
i cieli trafficati sopra

questa Striscia

che ancora si fa carne; carne di terra.
Che non vuole.

E nel suo no si afferma.

 

 


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