Nel libro di Shams Nadir, “I Portici del Mare”, il poeta tunisino crea storie fantastiche che portano alla memoria personaggi, eventi e luoghi leggendari.

 

IPORTICI

 

di Cristina Micalusi

Roma, 14 novembre 2014, Nena News – Il libro di Shams Nadir ( letteralmente “Sole degli antipodi”, pseudonimo di Mohammed Aziza) è un libro che si legge affascinati perché vi si riconosce parte del patrimonio condiviso dell’umanità, perché racconta storie che proprio a quell’umanità appartengono. Solo in un secondo momento ci si accorge che qualche personaggio di Shams Nadir è musulmano, che qualcuno di essi è arabo. Ma questi arabi, questi musulmani richiamano alla mente memorie e immagini di vicende umane che trascendono i confini tra culture, società, etnie e religioni. Queste immagini potrebbero nascere in qualunque parte del mondo poiché appartengono a tutti.

“L’infinito guardiano della memoria del mondo, la più grande biblioteca dei ricordi sommersi è il mare”. Così scrive il poeta brasiliano di origine araba Jamila Mansour Haddad nella presentazione al testo originale. Ed è proprio dal mare che l’autore crea le sue storie fantastiche. Storie popolate da marinai e delfini, creature terribili e geniali, esseri diabolici e donne mistiche. Storie che portano alla memoria protagonisti ed eventi di un passato leggendario, personaggi indelebili nell’immaginario della storia gloriosa arabo-musulmana o nella memoria storica di noi europei.

Questo testo potrebbe ricalcare lo schema molto apprezzato delle Mille e Una Notte; i racconti sono abilmente costruiti ad incastro, una storia dentro l’altra in un susseguirsi di concatenazioni. Da questo punto di vista, troviamo la tipica tecnica di narrativa araba, molto apprezzata dagli autori arabi, è quella del ciclo dei tre racconti che ha dato origine al titolo del volume: le misteriose arcate uscite dal mare; in cui viene attirato l’archiviata-narratore che a sua volta attirerà il lettore attraverso i fatti degli ultimi tre racconti.

Due di questi “La Scatola delle Meraviglie” e “L’Anno dei Prodigi” sono legati dal l’avere lo stesso protagonista, il saggio investigatore Abulkassim, forse il personaggio con cui si ha più familiarità e con il quale è più facile identificarsi. Questo funzionario del califfo è uomo dalle mille risorse: combatte il maligno, riesce a risolvere i misteri più indecifrabili ed è uomo umile, capace di rinunciare al prestigio che potrebbe ottenere svelando tali misteri, conservando il segreto in nome di una vera giustizia.

In tutta l’opera c’è un filo conduttore, quello del rigenerarsi della vita, della continua metamorfosi, dalla morte alla vita, in una catena senza fine. Nel primo racconto, “Il Nuovo Mondo”, le acque dove amazzoni guerriere hanno adagiato il corpo, in una quercia da sughero, di Antonio Malafante, sono le stesse acque in cui troveremo l’indiana Gopi. E la morte viene accolta con animo sereno di chi sa che essa è il coronamento di una vita pienamente vissuta.

Nato a Tunisi nel 1940, Shams Nadir pseudonimo di Mohammed Aziza, poeta e scrittore, vive e lavora attualmente a Parigi. I racconti raccolti in “I Portici del Mare” fanno parte della trilogia dal titolo “Gli Stati del Mare”. Nena News

Titolo: I Portici del Mare

Titolo originale: Les Portiques de la Mer

Autore: Shams Nadir

Anno: 1992

Edizioni: Sellerio Palermo


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