Dopo la giornata di ieri con 42 uccisi, nella notte Israele ha colpito la Striscia oltre 100 volte. Duecento le vittime da lunedì scorso, ci sono anche due medici. Blackout nell’enclave palestinese. Gli Usa bloccano ancora la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza. Domani sciopero generale dei palestinesi cittadini israeliani

AGGIORNAMENTI:
ore 19.30 – Israele colpisce strutture sanitarie a Gaza. Muore israeliano ferito durante le proteste a Led
Una giornata dura per le strutture mediche della Striscia di Gaza, già in enorme difficoltà di fronte ai migliaia di feriti provocati dall’offensiva israeliana. L’aviazione ha distrutto la clinica Remal ospitata in un palazzo di sei piani, provocando due morti 103 feriti e lo stop delle attività di monitoraggio della pandemia che si svolgevano nel suo laboratorio. La clinica si trova vicino a una scuola e a un orfanotrofio. Secondo testimoni, la zona in cui sorgeva la Remal è anche sede di vari uffici di organizzazioni non governative.
E se ieri a essere seriamente danneggiata era stata la clinica di Medici Senza Frontiere, oggi è stata colpita dai raid aerei la sede della Qatar Red Crescent Society, nel palazzo Al Shawa. Secondo il ministero della Salute, oltre a mille case palestinesi, sono state danneggiate o distrutte 36 tra scuole e cliniche. Stimati in 18 milioni di dollari i danni a infrastrutture e strade. Intanto in Israele è morto un uomo ferito durante le proteste di Led della scorsa settimana: Yigal Yehoshua, di 56 anni. Era rimasto ferito dai sassi lanciati contro alcune macchine da palestinesi.
ore 15 – Israele: no a corridoi umanitari. Jihad: ucciso un nostro comandante. Biden vende 735 milioni di dollari in missili a Tel Aviv
La denuncia è di pochi minuti fa: secondo il direttore dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, Unrwa, Matthias Schmale, Israele non ha autorizzato l’apertura di corridoio umanitari per i feriti a Gaza, migliaia di persone che gli ospedali già al collasso non riescono a seguire. Schmale denuncia anche raid aerei a poca distanza dalle strutture di Unrwa, le cui scuole sono già state aperte alle famiglie sfollate dai bombardamenti (41mila persone in 50 scuole), una realtà nota: anche nel 2014 accadde lo stesso.
Parla anche la Jihad islamica. Il movimento palestinese ha reso nota l’uccisione di un suo alto comandante, Hussam Abu Harbeed, in un bombardamento israeliano e minaccia ritorsioni: missili sulla Knesset e sul porto di Haifa questo pomeriggio.
E mentre monta la protesta internazionale per la debolezza della risposta statunitense ai raid aerei israeliani su strutture civili, il segretario di Stato Usa Blinken ha detto oggi di non aver ricevuto da Tel Aviv prove che dentro l’edificio di 12 piani che ospitava la stampa internazionale (bombardato e raso al suolo sabato scorso) ci fossero uffici o membri di Hamas. Allo stesso tempo però l’amministrazione Biden, secondo il Washington Post, ha approvato la vendita di missili teleguidati a Israele, per un valore totale di 735 milioni di dollari.
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della redazione
Roma, 17 maggio 2021, Nena News – Una notte pesantissima quella appena trascorsa che segue a una giornata, domenica, tra le peggiori da quando è cominciata l’operazione israeliana “Guardiani delle mura”, lo scorso lunedì 10 maggio: dopo l’uccisione di 42 persone solo ieri, nella notte l’aviazione israeliana ha colpito oltre cento volte la Striscia, prendendo di mira campi di addestramento di Hamas, ma anche case, edifici residenziali e un’abitazione di quattro piani vicino all’ospedale al-Shifa, a Gaza City.
L’ospedale più grande della Striscia è pieno, i medici lavorano a ritmi serrati: accanto ai 197 morti finora registrati (di cui 58 bambini e 34 donne), ci sono migliaia di feriti. Tra i morti si registrano anche due medici, Ayman Abu al-Auf e Moean Alalol. Secondo Save the Children ogni ora vengono feriti tre bambini, numeri insostenibili. Secondo Wafa, l’agenzia di stampa palestinese, nella notte sarebbero stati uccisi altri civili, ma è difficile dare un bilancio a causa delle difficoltà a raggiungere i luoghi degli attacchi: le strade sono state bombardate. Anche per questo l’Egitto ha aperto il valico di Rafah al transito di palestinesi feriti, al momento ne sarebbero passati 263.





