Pagine Esteri, 8 giugno 2021 – Sono oltre tremila gli sfollati dopo la serie di attacchi che lo scorso fine settimana ha colpito il villaggio di Solhan e altre località nel nord-est del Burkina Faso, provocando oltre 160 morti. Almeno altre 40 persone sono state gravemente ferite e portate negli ospedali della regione e della capitale Ouagadougou. Le persone in fuga sono arrivate nelle località di destinazione con poco o nulla e l’Unhcr sta allestendo 200 rifugi. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, gli aggressori hanno ucciso civili di tutte le età e dato fuoco alle case e al mercato principale di Solhan, situato vicino ai confini con il Mali e il Niger. Il giorno prima del massacro almeno 14 persone erano morte in un altro attacco armato avvenuto sempre nel nord del Burkina Faso: uccisi 13 abitanti del villaggio di Tadaryat e un militare che era venuto in loro soccorso. Il governo burkinabé ha accusato “gruppi terroristi” riferendosi indirettanente ad al Qaeda e l’Isis. Tuttavia nessuna organizzazione finora ha rivendicato la responsabilità del massacro.  Dal 2015 il Burkina Faso è teatro di attentati che hanno causato molte vittime e migliaia di sfollati. Ne parliamo con la giornalista e africanista Ilaria De Bonis. Pagine Esteri

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