di Antonio Mazzeo*

Pagine Esteri, 14 settembre 2021 –  America First! Prima l’America! E’ stato lo slogan elettorale di Donald Trump con cui si è giustificata la fuga dall’inferno afgano, però male interpretato un po’ ovunque. Nessuna reale politica “isolazionista” né l’intenzione di concentrarsi sulle disuguaglianze e le ingiustizie socio-economiche che minano gli Stati Uniti d’America. Meglio la declinazione del Prima gli interessi USA, ovunque e comunque, soprattutto se essi vengono messi in discussione dai “nemici” storici, Cina e Russia in testa. Così ecco il via alle negoziazioni sul futuro dei gasdotti euroasiatici con i leader talebani e il trasferimento di comandi, divisioni e sistemi di guerra in quelle aree del pianeta dove si acuisce la lotta per il controllo delle risorse energetiche e naturali, in Artico, nel sud-est Asiatico e nel continente africano.

Negli ultimi tre anni, quelli segnati dalla fine del mandato di mister Trump e dall’ingresso alla Casa Bianca di Joe Biden, il Dipartimento di Stato e il Pentagono hanno scelto di attenzionare alcune martoriate regioni africane sud-sahariane. L’escalation diplomatica-militare è particolarmente evidente in Africa occidentale e nel Golfo di Guinea dove si concentrano buona parte delle riserve di gas e petrolio del continente e una sempre più fitta rete di oleodotti, terminal portuali e raffinerie. L’ultimo atto della ri-penetrazione USA nell’Africa nera si è consumato il 31 agosto scorso ad Abuja, la capitale del più potente e complesso paese del Golfo, la Nigeria. Alla presenza di una folta delegazione del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti e del ministro a capo delle forze armate nigeriane, Bashir Salihi Magashi, gli ufficiali e i contractor di US Africom (il comando per le operazioni USA in Africa) hanno consegnato i primi sei caccia leggeri multiruolo A-29 Super Tucano, acquistati dalla Nigerian Air Force previa autorizzazione del Foreign Military Sales, il programma USA che autorizza e finanzia il trasferimento di sistemi d’arma a paesi terzi. “La Nigeria ha ordinato 12 Super Tucano per un costo complessivo di oltre 500 milioni di dollari e ciò costituisce il maggiore intervento della storia del Foreign Military Sales nell’Africa sub-sahariana”, spiega in una nota il Comando di US Africom. “Esso include la fornitura di pezzi di ricambio per diversi anni e delle munizioni, il supporto logistico operativo dei velivoli e la copertura finanziaria di una parte del progetto di ampliamento della base aerea di Kainji, nella Nigeria centro-occidentale, dove saranno ospitati i 12 Super Tucano”.

La cerimonia di consegna del primo lotto dei caccia è stata l’occasione per ribadire la centralità geostrategica del Golfo di Guinea e la necessità di rafforzare la cooperazione di Washington con i governi e le elite militari dell’Africa occidentale. “L’aeronautica militare nigeriana è uno dei nostri partner chiave e gioca un ruolo fondamentale nel rafforzamento della sicurezza e della stabilità regionale”, ha dichiarato il generale Jeff Harrigian, comandante delle forze aeree degli Stati Uniti in Europa e in Africa. “L’evento odierno simbolizza il rafforzamento della nostra partnership e sottolinea il valore dell’addestramento e del lavoro in comune”. Il generale Harrigian ha pure spiegato la valenza e le finalità operative del sistema di guerra consegnato alla Nigeria: “L’A-29 può svolgere attività d’intelligence, sorveglianza, riconoscimento e di attacco aria-terra di precisione, rafforzando la capacità delle forze armate nigeriane nel combattere il terrorismo. L’A-29 è uno strumento fondamentale per aiutare la Nigeria a lottare contro le organizzazioni estremiste violente compreso l’Islamic State West Africa Province ed è vitale a sostenere la deterrenza. L’intero pacchetto militare incluso nell’accordo, con l’addestramento degli equipaggi, la manutenzione dei veicoli ed altro ancora, mette in risalto la duratura partnership con la Nigerian Air Force e il nostro impegno ad assicurarle i migliori successi”. (1)

Progettato dal gruppo industriale brasiliano Embraer Defense & Security Inc. e realizzato negli stabilimenti statunitensi della Sierra Nevada Corporation, il caccia A-29 Super Tucano può raggiungere una velocità massima di 590 km/h e un raggio operativo di 1.330 km. Il velivolo è stato sviluppato per essere impiegato prioritariamente per compiti di attacco leggero al suolo, ricognizione e antiguerriglia. E’ stato inoltre configurato per utilizzare un’amplissima tipologia di sistemi d’arma avanzati: mitragliatrici calibro 12.7 mm; cannoni da 20 mm; lanciarazzi da 70 mm; fino a 4 missili aria-aria AIM-9L “Sidewinder” ed MAA-1B “Piranha” e aria-superficie AGM-65 “Maverick”; bombe a caduta libera Mk 81, Mk 82 e M-117; le famigerate bombe incendiarie, a grappolo BLG-252 e a guida laser GBU-54, GBU-38, GBU-39 e “Paveway II”, queste ultime già nella disponibilità delle forze aeree nigeriane.

Il trasferimento dei 12 Super Tucano è stato autorizzato nel 2017 dall’allora Presidente Donald Trump, dopo che un primo accordo era stato congelato dall’amministrazione Obama dopo le comprovate denunce di numerose organizzazioni non governative sui bombardamenti dell’Aeronautica militare nigeriana contro un campo rifugiati. I primi sei velivoli sono giunti in volo dagli Stati Uniti il 23 luglio scorso, dopo le soste tecniche in Canada, Islanda, Spagna e Algeria. (2) In precedenza (secondo semestre del 2010) una sessantina tra piloti e tecnici della Nigerian Air Force si erano addestrati con il personale dell’81° Squadrone caccia dell’Aeronautica militare statunitense nella base aerea di Moody, in Georgia, già utilizzata per la formazione dei militari di Brasile e Afghanistan, gli altri due paesi acquirenti dei Super Tucano (per l’ex governo afgano si è trattato di 20 velivoli, consegnati a partire del 2014). I nuovi caccia a disposizione dei nigeriani saranno schierati nella base aerea di Kainji (regione occidentale, nei pressi dell’omonimo lago), attuale sede del 407° Gruppo di Addestramento al Combattimento Aereo dell’Aeronautica nigeriana ma potranno essere impiegati anche dall’esercito e dalla marina militare. Nella base aerea di Kainji è stato avviato a fine agosto 2020, sotto la supervisione del Genio militare di U.S. Army, un progetto di ampliamento infrastrutturale del costo di 36,1 milioni di dollari, con la realizzazione di nuovi hangar per i Super Tucano, magazzini, depositi munizioni, simulatori di volo, un nuovo impianto di illuminazione, parcheggi e l’asfaltatura della pista. “Quello della base di Kainji è il maggiore dei progetti di costruzione che la direzione per la cooperazione dell’Aeronautica militare USA (AFSAC) sta realizzando in tutta l’Africa sub-sahariana”, ha spiegato il generale Brian Bruckbauer, responsabile di AFSAC. Da parte sua, l’US Army Corps of Engineers ha annunciato che continuerà ad operare a Kainji anche dopo la conclusione dei lavori di potenziamento infrastrutturale per supportare le attività addestrative e gli interventi dei reparti nigeriani e la manutenzione dei velivoli.

“Noi riconosciamo il significato crescente che ha il nostro lavoro in Africa per consolidare i nostri obiettivi nazionali”, ha dichiarato il generale Thomas Tickner, comandante della divisone per il nord-atlantico del Genio militare USA. “La decisione di stabilire una presenza permanente in Nigeria è un passo importante per il supporto delle forze armate nigeriane nel quadro dell‘impegno più generale di US Africom a promozione della sicurezza, della stabilità e della prosperità regionale. Avere una presenza permanente nel continente ci consente di sfruttare meglio le nostre abilità a favore degli obiettivi fissati da US Africom e dal Dipartimento di Stato per i nostri partner africani”. Oltre alla realizzazione della nuova base per i Super Tucano e all’istituzione di una missione permanente in territorio nigeriano, l’US Army Corps of Engineers sta coordinando i lavori di costruzione di una rampa per imbarcazioni in Benin “che aiuterà le autorità nazionali nella lotta contro i traffici illeciti di stupefacenti” e una serie di infrastrutture di manutenzione dei veicoli militari in Senegal e Ciad. (3)

Come spiega lo stesso Dipartimento della difesa, la consegna dei nuovi caccia multiruolo segue altri “recenti e importanti eventi” di collaborazione tra le forze armate statunitensi e quelle nigeriane. A febbraio è giunto in visita ufficiale ad Abuja il generale Stephen Townsend, comandante di US Africom, per incontrare il ministro della difesa Magashi e il capo di Stato delle forze armate, Leo Irabor. “La nostra cooperazione militare rafforzerà le capacità della Nigeria a difendere i confini terrestri e marittimi e a combattere il terrorismo in nord-est”, dichiarava per l’occasione il gen. Townsend. Per cinque settimane (giugno-luglio 2021), 25 ufficiali di un’unità speciale della Marina nigeriana si sono invece addestrate con un team delle US Army Special Forces ad un ampio ventaglio di tecniche e tattiche d’intervento anti-terrorismo e di contrasto agli ordigni esplosivi. A Lagos, nel corso della cerimonia ufficiale di fine-corso, la responsabile politico-economica dell’Ambasciata USA in Nigeria, Merrica Heaton, ha inteso precisare come la consolidata alleanza con il popoloso stato africano ha tra le sue finalità quella di “contribuire alla lotta contro il crimine marittimo nel Golfo di Guinea, cooperare alla professionalizzazione delle forze armate nigeriane nel settore anti-terrorismo contro Boko Haram e l’ISIS-West Africa e rafforzare la legalità in tutta la regione”. Merrica Heaton ha poi aggiunto che il governo USA si è impegnato a fornire ulteriori equipaggiamenti e assistenza militare e ad aumentare numericamente e qualitativamente le “opportunità” di scambio e di formazione con le forze armate nigeriane, specie nel settore navale e del controllo costiero. (4)

I primi di agosto, nell’ambito della missione di “monitoraggio” delle acque dell’Africa occidentale, la nave di trasporto marines, supporto anfibio e pronto intervento USS Hershel “Woody” Williams ha effettuato una sosta tecnica in Nigeria, svolgendo poi un’esercitazione con i pattugliatori della Marina militare nazionale e di quella del Ghana. L’USS Hershel “Woody” Williams, gerarchicamente sottoposta al Comando della VI Flotta di stanza a Napoli, è la prima unità da guerra permanentemente assegnata dal Comando di US Africom nell’area di propria responsabilità “a presidio dei comuni interessi di Stati Uniti e dei partner africani, a difesa della sicurezza e della libertà di navigazione nelle acque del continente”. Negli ultimi mesi il cuore operativo dell’unità statunitense è stato il Golfo di Guinea, descritto dal suo stesso comandante, Chad Graham, “come il centro cruciale per lo sviluppo economico e la sicurezza dell’Africa occidentale e la prosperità e l’accesso ai mercati globali dell’intero continente africano”. (5) A marzo l’USS Hershel “Woody” Williams aveva guidato una complessa esercitazione aeronavale nelle acque del Golfo di Guinea (Obangame Express 2021), a cui hanno partecipato ben 32 paesi (Angola, Belgio, Benin, Brasile, Capo Verde, Cameroon, Canada, Costa d’Avorio, Congo, Danimarca, Francia, Gabon, Gambia, Germania, Ghana, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Italia, Liberia, Marocco, Namibia, Niger, Nigeria, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica del Congo, RD-Congo, Sao Tomé & Principe, Senegal, Sierra Leone, Togo e Stati Uniti d’America), osservatori “speciali” ECOWAS (la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale) ed ECCAS (la Comunità economica dell’Africa centrale). (6)

Con i caccia Super Tucano e le molteplici esperienze addestrative, il Pentagono sta fornendo alla Nigeria pure un rilevante numero di sistemi bellici. Nel dicembre 2020 sono state donate alla Marina apparecchiature del valore di 180.000 dollari (radar, sensori, sistemi di telecomunicazione, telecamere e software) per accrescere le funzioni “anti-pirateria” delle unità nigeriane assegnate al Regional Maritime Awareness Capability (RMAC), il centro regionale di monitoraggio delle acque del Golfo di Guinea promosso nel 2006 da Washington in collaborazione con i paesi dell’area (oltre alla Nigeria, Sao Tomé-Principe, Gabon, Togo, Benin, Costa d’Avorio e Sierra Leone). Le autorità nigeriane hanno messo a disposizione di RMAC cinque siti radar (Badagry, Lagos, Formoso, Bonny e Ibaka), quattro centri operativi generali (Lagos, Yenagoa, Calabar e Abuja) e un’installazione per l’addestramento (Apapa), quest’ultima interamente equipaggiata da Washington nel 2019.

Ancora lo scorso anno l’Amministrazione USA ha autorizzato il trasferimento alla Nigeria di tre piccoli aeromobili a pilotaggio remoto “Aerosonde Mk 4.7” prodotti dall’azienda statunitense Textron Systems. Il contratto del valore di 25.610.000 dollari oltre alla fornitura dei mini-droni e dei pezzi di ricambio, include la manutenzione dei veicoli e l’addestramento del personale nigeriano da completarsi entro il 30 settembre 2021. (7) In discussione al Congresso USA c’è infine la possibilità di autorizzare la vendita alle forze armate nigeriane di una dozzina di elicotteri d’attacco AH-1 Cobra progettati e costruiti dalla Bell Helicopter, valore 875 milioni di dollari. L’intenzione del Dipartimento di Stato di concludere la commessa è stata resa nota al Comitato per le relazioni estere del Senato a fine gennaio 2021e la decisione ufficiale è attesa entro la fine dell’anno. Oltre agli elicotteri da combattimento verrebbero forniti alla Nigeria anche 28 motori GE Aviation, 14 sistemi di navigazione Honeywell e 2.000 razzi a guida laser. (8)

 

 

 

*Antonio Mazzeo è un giornalista ecopacifista e antimilitarista che scrive della militarizzazione del territorio e della tutela dei diritti umani. Con Antonello Mangano, ha pubblicato nel 2006, Il mostro sullo Stretto. Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte (Edizioni Punto L, Ragusa). Del 2010 è il suo I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina (Edizioni Alegre).

 

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