di Valeria Cagnazzo*

Pagine Esteri, 20 ottobre 2021 – Si inaugura oggi la quarta edizione del NAZRA Palestine Short Film Festival, il festival itinerante di cortometraggi sulla e per la Palestina. Dopo uno slittamento dal 2020 a causa dell’emergenza Covid, il Festival dovrà svolgersi in una forma inusuale e per il momento parzialmente telematica sempre a causa delle misure di sicurezza della pandemia, ma il programma di eventi e proiezioni cinematografiche è ricco e interessante.

Nato nel 2017 come progetto dell’associazione Restiamo Umani con Vik, nella capitale italiana del cinema, Venezia, grazie al supporto e alla collaborazione di associazioni come AssopacePalestina e di università e gruppi come la École Cinéma di Napoli e l’Italian Center for Cultural Exchange-Vik di Gaza, il NAZRA è diventato in pochi anni una realtà internazionale di raro interesse culturale, ed è arrivato ad essere presentato anche alla 75ma Mostra del Cinema di Venezia. Il concorso è un collettore di cortometraggi prodotti in Palestina o fuori dai territori palestinesi, da registi di qualsiasi nazionalità: unico filo rosso è il tema proposto, la Palestina, da affrontare con uno sguardo originale e personale. E’ proprio “sguardo”, non a caso, che la parola “Nazra” significa in arabo: la sfida lanciata ai registi non è semplice. Con quale sguardo raccontare una terra, la Palestina, o meglio un dilemma storico e politico, quello che viene definito come questione israelo-palestinese, in maniera innovativa, avvincente, toccante, in modo tale da incollare agli schermi un pubblico di spettatori internazionali? Il tutto senza scivolare nel pietismo, nel tragico fine a se stesso, nel patetico – e mantenendo anche alta la qualità del prodotto cinematografico? Il Festival, infatti, per quanto centrato sulla Palestina, non è concepito a fini di attivismo: è una competizione culturale di alto livello, il cui scopo è riconoscere i migliori film in concorso grazie a una giuria di artisti, giornalisti e professionisti nel mondo del cinema.

Per l’edizione 2020/2021, la giuria del NAZRA è stata composta dalle giornaliste Paola Caridi, Maria Cuffaro, Simona Maggiorelli, Monica Maurer, Flavia Cappellini (vincitrice del Premio Vittorio Arrigoni dell’edizione del 2019 del NAZRA), ma anche dalla volontaria e attivista Maria Elena Delia, l’artista Franca Marini e il cantautore e voce dei Radiodervish Nabil Salameh, assieme ai registi palestinesi Sahera Dirbas, Hannah Atallah e Rakan Mayasi, alla poetessa di Gaza Fatena al-Ghorra e al traduttore e accademico Wasim Dahmash.

Cinque i premi assegnati dai giurati alle opere in concorso: il premio per la migliore fiction, quello per il miglior documentario, due menzioni speciali e il premio Vittorio Arrigoni, riconoscimento nato dalla collaborazione tra NAZRA e Fondazione Vik Utopia Onlus dedicato al reporter e attivista ucciso a Gaza nel 2011, che viene assegnato al miglior documentario su un progetto di solidarietà per la popolazione palestinese. I film arrivati in finale, tra i quali saranno decretati i vincitori, sono quindici, ma la selezione, come ogni anno, è stata tutt’altro che semplice. Alla redazione del Festival sono arrivate per questa 4° edizione ben 1800 candidature, dalle quali sono stati selezionati 64 lavori regolarmente iscritti al concorso. Un numero di opere altissimo che conferma ogni anno il forte segnale di un cinema palestinese che nonostante la scarsità di mezzi si mantiene vivace e fruttuoso e di un cinema internazionale, perlopiù indipendente, che si dedica alla causa palestinese in maniera prolifica e interessante.

“L’intento del festival è quello di dare una platea a un popolo di invisibili, per dare voce a chi non ce l’ha e mostrare come la cultura e l’arte possono accendere un riflettore su un racconto diverso da quello che siamo abituati a ricevere”, spiega Franca Bastianello, direttrice operativa del Festival. “NAZRA racconta “sguardi” sulla realtà che mai viene svelata, è una narrazione che si fa espressione, istanza, sfogo e terapia di autori che vivono situazioni nascoste e straordinarie di mancanza di diritti. Raccontare la propria realtà come emancipazione da una situazione generale, inaccettabile ed insostenibile”.

Una delle caratteristiche di questo Festival di “sguardi” sulla Palestina era il suo essere “itinerante”, tra città italiane, palestinesi e non solo. Questo significava non solo la possibilità di creare un Festival del cinema palestinese nelle realtà più disparate, proponendo film di alto livello artistico e gli annessi dibattiti che ne potevano scaturire anche a un pubblico poco vicino alla questione palestinese, ma anche l’opportunità di ospitare nei cinema italiani i registi palestinesi e permettere un dialogo artistico direttamente con loro, troppo spesso bloccati in Cisgiordania o a Gaza a causa delle restrizioni alla libertà di movimento imposte alla loro popolazione. Per quest’edizione, purtroppo, alla difficoltà di ottenere un visto dalle autorità israeliane per poter uscire dai Territori Occupati, si è aggiunta la pandemia da Covid19, che continua a precludere agli artisti palestinesi l’occasione di presentare le loro opere finaliste in Italia. “NAZRA”, commenta amaramente Bastianello, “senza ospiti che arricchiscono di umanità e interesse il suo percorso, manca il suo obiettivo principale: far uscire dall’isolamento, far superare i muri e le barriere questi giovani autori pieni di talento”. Nonostante questo rammarico, però, il suo Festival sembra tutt’altro che scarno o impoverito dalle limitazioni imposte dalle questioni logistiche.

Il Festival NAZRA quest’anno avrà una edizione online per le prime tre serate di inaugurazione, che si potranno vedere il 20, 21, 22 ottobre alle ore 21.00 sul sito e sulla pagina Facebook del Festival. Proseguirà poi il suo percorso in presenza, nelle città di Brescia (26), Napoli (28 e dal 3 al 6 novembre), Padova e Gaza City (22 novembre), Siena (dal 24 al 26 novembre), Palermo (dal 25 al 27 novembre). Gli eventi si arricchiranno della partecipazione di ospiti come Saleh Bakri, Nabil Salameh, Farah Nabulsi, Riyad Alastal e altri, oltre che degli interventi in video degli artisti finalisti.  In fase di organizzazione tappe anche in città come Torino, Genova, Bologna, Roma, Bari e Catania. Il programma delle proiezioni e delle serate dal vivo è ancora tutto in divenire e probabilmente si estenderà fino alla primavera del 2022, e chissà che a quel punto i registi non potranno prendervi parte finalmente di nuovo in presenza. Per il momento, non resta che seguire i canali social e il sito del Festival Nazra e a partire da questa sera augurarci buona visione. Pagine Esteri

*Valeria Cagnazzo (Galatina, 1993) è medico in formazione specialistica in Pediatria a Bologna. Come medico volontario è stata in Grecia, Libano ed Etiopia.  Ha scritto di Palestina su agenzie online, tra cui Nena News Agency. Sue poesie sono comparse nella plaquette “Quando un letto si svuota in questa stanza” per il progetto “Le parole necessarie”, nella rivista “Poesia” (Crocetti editore) e su alcune riviste online. Ha collaborato con il Centro di Poesia Contemporanea di Bologna. Per la sezione inediti, nel 2018 ha vinto il premio di poesia “Elena Violani Landi” dell’Università di Bologna e il premio “Le stanze del Tempo” della Fondazione Claudi, mediante il quale nel 2019 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, “Inondazioni” (Capire Editore). Nel 2020, il libro è stato selezionato nella triade finalista del premio “Pordenone legge – I poeti di vent’anni”.

 

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