Pagine Esteri, 25 ottobre 2021 – “La benzina costa troppo”, gridano i tassisti in sciopero ai giornalisti italiani presenti a Beirut per seguire ciò che sta avvenendo in Libano. Dopo l’esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020 la situazione è precipitata, soprattutto quella economica ma non solo. Le persone scendono in strada per chiedere verità sulle responsabilità e giustizia per le 214 persone rimaste uccise. Gli spari dei cecchini sui dimostranti hanno rappresentato uno shock ulteriore per la popolazione che è presa ad affrontare le enormi difficoltà della vita di tutti i giorni. Intervista, da Beirut a Ivan Grozny Compasso, giornalista freelance che si occupa di temi internazionali, autore di numerosi servizi e reportage.

 

 

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