AGGIORNAMENTO 30 DICEMBRE

La Ong Yesh Din riferisce che 45 ulivi appartenenti a famiglie palestinesi di Burin (Nablus) sono stati abbattuti da “sconosciuti”. Negli ultimi mesi, durante la raccolta delle olive, i palestinesi e le Ong per i diritti umani hanno denunciato ripetuti attacchi di coloni israeliani.



AGGIORNAMENTO 12 NOVEMBRE

Oggi coloni israeliani hanno attaccato con pietre e bastoni i contadini palestinesi e alcuni attivisti israeliani che erano sul posto per aiutarli durante la raccolta delle olive nel villaggio di Surif in Cisgiordania. Hanno fatto almeno 3 feriti. Un attivista, Oren Ziv, riferisce che l’esercito era nella zona ma non ha impedito l’aggressione, l’ultima di numerose compiute nelle ultime settimane.

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di Michele Giorgio – 

Pagine Esteri, 27 ottobre 2021 – Le olive e l’olio d’oliva (e i derivati come il sapone) restano un capitolo centrale per la vita di migliaia di famiglie nel nord e nord-ovest della Cisgiordania.
Più di 10 milioni di ulivi su circa 86mila ettari, rappresentano il 47% della superficie totale coltivata. Tra 80mila e 100mila famiglie fondano il loro reddito su questo settore che genera tra 160 e 200 milioni di dollari nelle annate buone.
Negli ultimi due anni altre migliaia di lavoratrici e lavoratori si sono aggiunti alla raccolta delle olive. Circa il 30% dei palestinesi ha perso il lavoro o lo ha visto diventare sempre più precario a causa delle restrizioni imposte dalla lotta al Covid.

 

 

 

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