di Antonio Mazzeo*

Pagine Esteri, 6 dicembre 2021Il Memorandum d’intesa sulla cooperazione militare tra la Repubblica italiana e la Repubblica islamica del Pakistan fu firmato il 30 settembre 2009. Premier del governo era Silvio Berlusconi e ministro della difesa Ignazio La Russa ma fu ratificato dal Parlamento solo nel novembre 2012, durante il governo presieduto da Mario Monti e con ministro l’ammiraglio Giampaolo Di Paola. “La ratifica dell’accordo si inquadra in una fase particolarmente positiva dei rapporti tra i due Paesi, confermata anche dal recente incontro tra il Presidente Monti e l’omologo pakistano Gilani, in Cina, a margine del Forum dell’Asia a Boao”, riferì il portavoce dell’esecutivo. Al tempo la partnership tra Washington e il regime asiatico si era raffreddata; i report dell’intelligence USA avevano sollevato più di un dubbio sulla fedeltà del Pakistan nella lotta al terrorismo in Afghanistan e così l’Italia approfittò dello spazio di azione, accreditandosi di fronte al regime di Islamabad come un fornitore più stabile degli indispensabili sistemi d’arma.



Come fu lo stesso governo Monti a spiegare, “l’accordo assicurerà anche un’adeguata cornice giuridica e istituzionale per l’ulteriore progresso di programmi di cooperazione industriale, a beneficio dei settori produttivi e commerciali d’Italia e Pakistan”. Amplissimi i settori di cooperazione individuati nel Memorandum: politica di sicurezza e difesa; operazioni di supporto della pace e umanitarie; partecipazioni ad esercitazioni congiunte o multilaterali; organizzazione e gestione delle forze armate; formazione e addestramento militare; politica industriale e approvvigionativa nel settore aeromobili, sottomarini, unità navali di superficie, veicoli corazzati e blindati, sistemi di comunicazione e di difesa; scambi di personale e materiali; visite di navi, aerei e di altre strutture militari. (9)

Il governo e i vertici militari italiani non dovettero comunque attendere la ratifica delle Camere per rafforzare il sostegno e i legami con il partner nucleare asiatico. Il 4 ottobre 2012 l’allora Capo di Stato Maggiore della difesa, gen. Biagio Abrate, si recò in visita ufficiale in Pakistan per incontrare le maggiori autorità nazionali. Una ventina di giorni prima, il 12 settembre, un’avaria a un cargo C-130 del 6° Squadrone dell’Aeronautica pakistana e l’atterraggio d’emergenza sull’aeroporto di Brindisi rivelò che i velivoli delle forze aeree di Islamabad volavano con frequenza nello spazio aereo italiano, usufruendo pure della possibilità di sostare negli scali militari nazionali. In quell’occasione il C-130 era partito da Ankara (Turchia) e doveva raggiungere l’aeroporto di Pisa, sede della 46^ Brigata Aerea. (10) Sono rimaste ignote le ragioni di queste rotte e i carichi trasportati o da trasportare.

Con il decreto di rifinanziamento annuale delle missioni internazionali all’estero, nel gennaio 2013 l’esecutivo rese nota l’intenzione di cedere armamenti in surplus all’Esercito al Pakistan, in particolare 500 veicoli trasporto truppe cingolati M-113, prodotti in Italia su licenza USA da OTO Melara. “Si tratta di mezzi non funzionanti che verranno probabilmente cannibalizzati dai pachistani per recuperare pezzi di ricambio”, scrisse  Panorama, il 23 gennaio 2013. Dal 3 al 10 marzo di quell’anno la corvetta di ultima generazione Cigala Fulgosi della Marina militare alternò la sosta a Karachi con l’addestramento nelle acque territoriali pakistane. L’unità prese parte all’esercitazione aeronavale “AMAN 13” congiuntamente agli assetti di 14 nazioni e ad una due-giorni di esercitazioni a fuoco con la fregata “Babur” della Marina pakistana. (11)

Il 20 novembre 2014 una delegazione della Pakistan Air Force venne in Italia per visitare il Centro Sperimentale di Volo di Pratica di Mare (Roma). Dal 2 al 6 marzo 2015 ci fu invece il tour pakistano ad alcune delle più importanti basi e infrastrutture italiane: la Scuola di Volo Elicotteri del 72° Stormo dell’Aeronautica Militare a Frosinone; il Gruppo Missili del 2° Stormo di Rivolto (Udine), polo missilistico d’eccellenza dell’Aeronautica; la 115^ Squadriglia Radar Remota di Capo Mele (Savona), preposta al controllo del sensore RAT31 SL di Leonardo, integrato nella catena radar della NATO. (12) Sempre nel corso del 2015 venne ricevuto a Roma il Capo delle forze terrestri pakistane, gen. Raheel Sharif.

Gli anni tra il 2014 e il 2018 videro alla guida del governo prima Matteo Renzi e poi Paolo Gentiloni, ma la ministra della difesa fu sempre la stessa, Roberta Pinotti (Pd), che seguì in prima persona l’evoluzione delle relazioni d’affari militari con il paese asiatico. Il 26 luglio 2016 la ministra ricevette a Roma il Segretario del Ministero dell’industria per la Difesa, Syed Muhammad Owais, per “rafforzare la cooperazione industriale bilaterale e la collaborazione in campo formativo”. Roberta Pinotti si recò poi a Islamabad il 19 settembre 2016 per incontrare il Presidente della Repubblica Mamnoon Hussain, il Ministro della Difesa Khawaja Muhammad Asif e il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Sohail Aman. “Focus su ruolo strategico del Pakistan nella lotta al terrorismo, Afghanistan, consolidamento a tutto campo dei rapporti bilaterali”, recita il comunicato della Difesa. “I due Ministri hanno formulato la comune volontà di sviluppare progetti di partenariato tra le aziende. L’idea è quella di mettere insieme tecnologia italiana, manifattura e infrastrutture del Pakistan per creare un hub nella regione”. (13)

Nell’ottobre dello stesso anno ci fu un ulteriore passo nella promozione del complesso militare-industriale nazionale: la visita di una delegazione dell’Aeronautica pakistana al Centro Sperimentale Volo e al Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale di Pratica di Mare, dove furono valutate dal vivo le caratteristiche tecniche ed operative del grande velivolo da trasporto C-27J “Spartan” realizzato negli stabilimenti di Alena Aeronautica – Leonardo di Torino Caselle. In verità tra il secondo semestre del 2016 e il 2018 il gruppo Leonardo ottenne importanti commesse in Pakistan: in tutto tre diverse tranche di elicotteri AgustaWestland AW139, comprensive di servizi di supporto logistico e addestramento. Gli AW139 furono consegnati tra il 2017 e il 2019 per essere impiegati per il trasporto personale, la ricerca e il soccorso. (14)

Dal 5 al 9 aprile 2017 ormeggiò a Karachi la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) in versione “antisommergibile” Carabiniere della Marina militare, in Sud Est asiatico nell’ambito della campagna navale di promozione dell’export militare-industriale italiano (sponsor Fincantieri, Leonardo, MBDA Italia, Elettronica, Telespazio e Drass e media partner RTV San Marino e RAI Italia). Con la fregata pakistana FFGH “Almagir”, la Carabiniere ebbe modo di esercitarsi in mare alla “difesa da attacchi asimmetrici e aerei e all’esecuzione di manovre cinematiche ravvicinate”.

A fine aprile 2017 fu l’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Danilo Errico a incontrare il Presidente Hussain e i vertici delle forze armate e visitare l’Heavy Industries Taxila, il maggiore conglomerato di ingegneria per la Difesa del Pakistan e il National Counter Terrorism Training Centre of Excellence. Sempre nel 2017, ad ottobre, la ministra Pinotti incontrò in Italia il neoministro Khurram Dastgir Khan che invitò gli ufficiali italiani a usufruire delle strutture pakistane con “esperienza nella lotta al terrorismo e alle attività anti-IED (Improvised Esplosive Device)”.

Il 27 febbraio 2018 una delegazione della Marina del Pakistan fu ospite del 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare di Sigonella. Agli incontri nella grande stazione aeronavale siciliana a disposizione delle forze USA e NATO, partecipò pure una “nutrita delegazione” della società Leonardo S.p.A. che solo qualche mese prima aveva fornito al 41° Stormo il nuovo pattugliatore marittimo e per la guerra ai sottomarini P-72A. Una decina di giorni dopo, il Capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Valter Girardelli, effettuò una missione a Islamabad, Karachi e alla Stazione navale “Qasim”, quartier generale dei marines pakistani. Contemporaneamente c’era in rada a Karachi la fregata FREMM Margottini, impegnata nell’ennesima campagna navale promozionale del made in Italy, sponsor ancora una volta Fincantieri, Leonardo, Elettronica e MBDA Italia.

Il 21 giugno 2018 prendeva il via in Pakistan la Spedizione Militare dell’Esercito Italiano ai ghiacciai del Gasherbrum IV, nella catena montuosa del Baltoro Muztagh (a oltre 7.900 metri sul livello del mare), sospesa l’11 luglio dopo il tragico incidente in cui perse la vita per il crollo di un costone roccioso il caporal maggiore Maurizio Giordano, in forza al Centro Addestramento Alpino di Courmayeur. A fine ottobre il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito pakistano, gen. Qamar Javed Bajwa, presenziò a un’esercitazione a fuoco nella laguna di Venezia del Reggimento lagunari “Serenissima”, l’unico reparto di fanteria d’assalto anfibio dell’Esercito italiano.

Una seconda campagna promozionale della FREMM Margottini nell’Oceano Indiano si svolse nel febbraio 2019 con sosta a Karachi e partecipazione all’esercitazione aeronavale multinazionale “Aman 2019” di contrasto alla pirateria marittima, promossa dalla Marina pakistana. Sempre a febbraio si svolse in Italia il tour di alcuni ufficiali dell’Aeronautica pakistana, con tappe al 61° Stormo di Galatina (Lecce) e visita alle strutture dedicate all’iter addestrativo dei piloti cacciabombardieri con il velivolo T-346A prodotto da Leonardo; a Pratica di Mare al Centro addestramento equipaggi e piloti per gli aerei da trasporto dell’Aeronautica e degli altri corpi armati dello Stato; al 72° Stormo di Frosinone e alla locale scuola di formazione per piloti elicotteri. (15) L’ultima missione in Italia dei vertici militari pakistani risale al 16 dicembre 2019: in quell’occasione il generale Muhammad Zahid Latif Mirza, responsabile del procurement di armi e equipaggiamenti fu ricevuto dal’allora sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo (M5S).

In questi ultimi mesi, procurement e affari non dovrebbero essere mancati al gruppo leader del comparto bellico nazionale. Secondo quanto rivelato dal sito specializzato statunitense Defense News, a luglio le autorità pakistane avrebbero assegnato a Leonardo il programma di conversione di tre aerei da trasporto Embraer Lineage 1000 in pattugliatori marittimi e per la lotta anti-sottomarini. Il contratto del valore di 190 milioni di dollari prevede anche la fornitura dei sistemi radar “SeaSpray”, anch’essi prodotti negli stabilimenti dell’azienda italiana. Al programma parteciperebbe pure il gruppo industriale sudafricano Paramount per farsi carico della manutenzione, riparazione e revisione degli aerei. (16) A settembre sempre Defense News ha però riferito che il Pakistan avrebbe declassato Leonardo alla mera fornitura degli hardware per i tre neopattugliatori. Ad oggi il management italiano non ha voluto fornire alcun dettaglio sulla commessa.

Qualche nube all’orizzonte per Leonardo anche relativamente ad una maxi-commessa di elicotteri pesanti d’attacco T129 ATAK che l’Esercito pakistano ha affidato nell’estate 2018 al Segretariato per l’Industria della Difesa della Repubblica di Turchia. Il valore del contratto per 30 velivoli si aggira intorno a 1,5 miliardi di dollari, compresi ricambi, addestramento, supporto logistico e munizioni. Secondo quanto riferito da Analisi Difesa l’affaire dovrebbe determinare contratti di rilievo anche per la Divisione Elicotteri di Leonardo. Il T-129 ATAK è infatti una variante dell’AgustaWestland AW-129 Mangusta di Leonardo, prodotto su licenza dalle industrie nazionali turche per il mercato nazionale (viene utilizzato per i bombardamenti in Kurdistan) e per l’esportazione ad i paesi partner di Ankara. “Leonardo produce l’intero sistema di trasmissione dell’elicottero e alcune componenti avioniche ed è possibile ipotizzare che l’ordine pakistano determini produzioni made in Italy per almeno 500 milioni di dollari”, spiega Analisi Difesa. (17)

Né le industrie nazionali turche né i manager di Leonardo hanno però fatto i conti con l’esitazione di Washington ad autorizzare l’esportazione delle licenze USA per i motori da montare a bordo degli elicotteri. Molti esponenti del Congresso degli Stati Uniti d’America sono preoccupati delle maggiori capacità offensive che i velivoli assicureranno alle forze armate pakistane a svantaggio dell’India, potenza nucleare che si oppone allo strapotere cinese in Asia e con cui gli USA hanno stabilito eccellenti relazioni diplomatico-militari-industriali. (18) Nell’attesa dell’ok di Washington all’invio dei motori in Turchia, il governo pakistano ha accordato alle industrie turche una proroga per la produzione e la consegna dei T129 ATAK/Mangusta. Inizio moduloFine modulo In caso di ulteriori ritardi la commessa potrebbe essere annullata con gli immaginabili dolori per il Sistema Erdogan e Leonardo. Pagine Esteri

FONTI

9) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-30;242

10) http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/archivio/2012/Pagine/AtterraggiodemergenzaaBrindisiperunVelivoloC130_190912.aspx

11) https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/MarinaMilitare_esercitazioneAman13.aspx

12) http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/archivio/2015/Pagine/20150317_Delegazione-Pakistana-115-Squadriglia.aspx

13) https://www.difesa.it/Il_Ministro/Eventi/Pagine/20160919_Visita_ufficiale_Ministro_Pinotti_Pakistan.aspx

14) https://www.leonardocompany.com/it/press-release-detail/-/detail/aw139-pakistan-elicottero-soccorso-condizioni-ambientali

15) http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/Pagine/visita-delegazione-pakistan.aspx

16) https://www.defensenews.com/air/2021/09/09/did-pakistan-drop-leonardo-as-lead-on-sea-sultan-aircraft-conversion/

17) https://www.analisidifesa.it/2018/07/i-ritorni-italiani-nel-contratto-per-i-mangusta-turchi-al-pakistan/

18) https://www.defensenews.com/global/mideast-africa/2021/03/15/pakistan-extends-delayed-t129-helo-deal-with-turkey-again/#:~:text=ANKARA%2C%20Turkey%2C%20ISLAMABAD%2C%20and,Demir%2C%20told%20reporters%20March%2012. 

*Antonio Mazzeo è un giornalista ecopacifista e antimilitarista che scrive della militarizzazione del territorio e della tutela dei diritti umani. Con Antonello Mangano, ha pubblicato nel 2006, Il mostro sullo Stretto. Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte (Edizioni Punto L, Ragusa). Del 2010 è il suo I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina (Edizioni Alegre).

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