di Dave Lindorff – Counterpunch

Traduzione a cura di Antonio Perillo

Pagine Esteri, 28 marzo 2022 – Leggendo i resoconti statunitensi a proposito del letale attacco missilistico russo contro il cosiddetto “Centro internazionale per il mantenimento della pace e della sicurezza” nell’Ucraina occidentale, si potrebbe anche pensare che i russi abbiano distrutto una qualche base di una missione per la pace delle Nazioni Unite.



In realtà, come pochi servizi giornalistici statunitensi sull’attacco hanno sottolineato, l’obiettivo dal nome ingannevole è una base militare congiunta Ucraina-Nato posta nei pressi del confine con la Polonia, paese membro della Nato, che specificamente è stata a lungo il luogo dove gli istruttori militari USA e Nato hanno lavorato con le truppe ucraine, insegnando loro i dettagli di utilizzo degli equipaggiamenti letali forniti all’Ucraina da paesi Nato come Francia, Germania, Regno Unito e Turchia. (400 membri della Guardia Nazionale della Florida stavano facendo esattamente ciò prima di essere precipitosamente riportati in Florida mentre la Russia iniziava a minacciare un’invasione in Ucraina qualche settimana fa)

Il giorno prima dell’attacco missilistico, e subito dopo l’annuncio da parte dell’Amministrazione Biden dell’approvazione di un altro pacchetto del valore di 200 milioni di dollari in aiuti militari all’Ucraina, la Russia aveva avvertito che qualsiasi trasporto di armi all’interno dell’Ucraina sarebbe stato (ovviamente!) considerato un obiettivo legittimo per un attacco.
Negli Stati Uniti tale avvertimento è stato descritto in modo tipico dai media sciovinisti e di proprietà delle corporations come un elemento che andava ad accrescere il rischio di un allargamento della guerra, mentre le forniture reali di ulteriori armi letali all’Ucraina da parte degli USA e dei suoi alleati Nato non sono state certo etichettate in quel modo.

La Nato, al contrario, è generalmente descritta come un’organizzazione difensiva di paesi che hanno un patto di assistenza reciproca, che li impegna a intervenire militarmente in soccorso l’uno dell’altro qualora uno qualsiasi dei membri venisse attaccato.

Ma la Nato non è certo una “organizzazione difensiva”.

Sin dalla sua fondazione, la Nato è stata indubbiamente un’alleanza aggressiva costruita per accerchiare l’allora Unione Sovietica e per minacciare di distruggerla con le armi nucleari statunitensi, che erano e sono dislocate nei paesi membri, talvolta in realtà già montate su testate missilistiche e pronte per essere caricate sui bombardieri USA e Nato parcheggiati nella basi aeree di tutta Europa. Oggi quel processo di accerchiamento, a seguito di decenni di ulteriore espansione della Nato dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, comprende l’inclusione di nuovi membri posizionati proprio sul confine russo, come Polonia, Estonia e Lettonia (laddove i missili e gli aerei capaci di trasportare testate nucleari sono solo a pochi minuti da obiettivi critici della Russia come basi aeree e militari, nonché grandi porti).

La Nato fu fondata all’inizio di aprile del 1949, quando l’Unione Sovietica non aveva neppure un’arma nucleare e gli scienziati e gli esperti della sicurezza statunitensi non si aspettavano che potesse ottenerne una nei successivi 5-10 anni. Eppure l’organizzazione fu fondata in un momento in cui gli Stati Uniti, che stavano lavorando giorno e notte per industrializzare la produzione delle sue nuove bombe atomiche, che inizialmente si producevano in maniera artigianale, avevano già assemblato e immagazzinato oltre 200 di queste armi capaci di distruggere una città intera. Un arsenale decisamente eccezionale per un paese che a quel tempo non aveva rivali in quanto a capacità distruttive.

C’è da aggiungere il fatto che gli Stati Uniti erano già a buon punto nella produzione della bomba ad idrogeno, enormemente più distruttiva (un progetto a cui gli scienziati di Los Alamos cominciarono a lavorare immediatamente, subito dopo la resa del Giappone nell’agosto del 1945). Significativamente, alla fine degli anni ‘40 il Pentagono, agli ordini del presidente Truman, aveva riattivato le linee per la produzione dei bombardieri B-29 – l’unico aereo allora in grado di trasportare le armi atomiche – mentre stava anche sviluppando bombardieri pesanti ancora più potenti, come i B-36 e i B-52. Perché questa fretta? Perché esistevano piani per lanciare un un attacco nucleare preventivo sull’Unione Sovietica. Questi piani si aggiornavano man mano che l’arsenale di bombe atomiche statunitensi si espandeva fino a 300-400, numero che gli strateghi del Pentagono che consigliavano Truman pensavano fosse necessario per distruggere l’URSS come società industriale. Ai piani operativi che si succedevano vennero dati nomi imbarazzanti come Operazione Giorno caldissimo, Operazione Bruciatura, Operazione Graticola e Operazione Tiro a segno. (L’unica ragione per la quale questo primo colpo genocida sull’Unione Sovietica non fu messo in atto nei primi anni ‘50, quando il magazzino statunitense raggiunse finalmente l’obiettivo di attacco di oltre 300 bombe, fu che il 29 aprile 1949 l’Urss fece esplodere con successo la sua prima bomba atomica, mettendo sotto shock il dipartimento di guerra americano e portando alla cancellazione di qualsiasi piano di Washington per un attacco anticipato).

Tre anni dopo, il primo novembre 1952, gli Stati Uniti fecero esplodere con successo la loro prima bomba termonucleare, un’arma mille volte più potente della bomba atomica fatta esplodere su Nagasaki.

La creazione della Nato deve essere vista nel contesto della stupefacente potenza degli Usa dell’epoca. Sapendo di possedere le uniche armi atomiche al mondo, cosa che rendeva impossibile opporsi ad essi, il trattato con le nazioni europee occidentali fu chiaramente pensato per consentire agli Stati Uniti di mantenere le proprie truppe in Europa indefinitamente e, cosa ancora più importante, per dislocare le armi nucleari e prepararle al lancio contro l’Unione Sovietica da siti posti a distanza ridotta dalla capitale sovietica e dal cuore delle sue industrie.

Qualsiasi politico americano che sostenga che la Nato sia o sia mai stata una alleanza “difensiva” e “non una minaccia offensiva” per la Russia è un ignorante oppure un bugiardo. E chiamare “centro per il mantenimento della pace” la base militare che è stata appena colpita con missili russi, uccidendo 34 persone e ferendone altre 135, fa ridere allo stesso modo che chiamare “Mantenitore della pace” l’incredibilmente mortale missile MX, con le sue 10 testate nucleari da 300 kilotoni indirizzabili indipendentemente, come fece quell’imbroglione patentato di Reagan.

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L’articolo è stato pubblicato 17 marzo 2022 su counterpunch

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