di Antonio Mazzeo –
Pagine Esteri, 7 settembre 2023. Droni killer e cacciabombardieri in grado di trasportare ordigni nucleari; missili a corta, media e lunga gittata; milioni di proiettili e finanche munizioni all’uranio impoverito e bombe a grappolo; tank pesanti e super blindati. Amministrazione Usa e alleati Nato continuano ad inviare di tutto e di più alle forze armate di Kiev, con la speranza – assai remota– di spezzare la lunga impasse del fratricida conflitto russo-ucraino. Negli ultimi mesi si sono susseguite le offensive, le controffensive e le contro-controffensive, ma di scarso valore geostrategico sono stati i successi dei reparti al fronte mentre continuano a morire nei campi di battaglia migliaia e migliaia di giovani militari di ambo le parti. Adesso si prova ad imprimere una nuova e più pericolosa escalation al conflitto grazie alla consegna o alla vendita di nuovi e più sofisticati sistemi di morte.
Il 18 agosto il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America ha autorizzato i governi di Danimarca e Paesi Bassi a trasferire all’Aeronautica militare ucraina un numero non specificato di cacciabombardieri F-16 “Fighting Falcon”. Le consegne dei velivoli saranno effettuate tra l’ultimo quadrimestre del 2023 ed il 2025 e comunque non prima che si completi l’addestramento di una sufficiente aliquota di piloti ucraini. Danimarca e Paesi Bassi dispongono rispettivamente di 43 e 45 F-16 modello A/B Block 20 MLU, equipaggiati con ricevitori GPS/INS migliorati e potenti missili a guida radar. (1) Sembra però che non saranno più di una sessantina i velivoli che giungeranno a Kiev, un numero ritenuto del tutto insufficiente dal governo Zelensky. Ad essi dovrebbero aggiungersi però altri “Fighting Falcon” nella disponibilità dell’Aeronautica militare norvegese, secondo quanto assicurato nei giorni scorsi dal primo ministro Jonas Gahr Støre.
L’F-16 è un cacciabombardiere sviluppato in origine da General Dynamics ma prodotto poi dal colosso aerospaziale Lockheed Martin. Il velivolo può raggiungere la velocità massima di 2 Mach (2.410 Km/h) ed utilizzare un’ampia gamma di sistemi d’arma, come ad esempio i missili aria-aria AIM-9 “Sidewinder” e AIM-120 AMRAAM (missili avanzati a medio raggio). Questi velivoli sono pure predisposti al trasporto di armi nucleari tattiche del tipo B61, recentemente ammodernate dalla Nato nella versione B61-12 con potenza regolabile da 0,5 a 50 Kiloton. Alcune di queste bombe sono già presenti nelle basi italiane di Ghedi e Aviano.
A curare la formazione e l’addestramento del personale ucraino alla conduzione dei falconi combattenti è stato chiamato un team di tecnici e piloti provenienti da 11 paesi (Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Canada, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia e Regno Unito). I due paesi europei che consegneranno i caccia all’Ucraina ne garantiranno anche il supporto tecnico e la manutenzione. Secondo quanto ammesso dal ministero della difesa danese il 22 agosto scorso, l’addestramento dei primi 8 piloti ha già preso il via nella base aerea di Skrydstrup; sempre in Danimarca saranno addestrati alla manutenzione e all’assistenza degli aerei 65 tecnici dell’Aeronautica ucraina. (2) Altri due centri di formazione al volo con gli F-16 potrebbero essere avviati anche in Romania e Grecia e, come dichiarato dalla vicesegretaria stampa del Pentagono Sabrina Singh, anche negli Stati Uniti d’America a partire del mese di ottobre presso la Morris Air National Guard Base di Tucson, Arizona, sotto la guida del personale del 162° Stormo della Guardia nazionale aerea. I piloti ucraini riceveranno prima una specifica formazione tecnica in lingua inglese nella base aerea di Lackland a San Antonio, Texas. Gli analisti militari non si sbilanciano sulla data in cui potrebbero divenire pienamente operativi gli F-16 per la guerra contro i russi, ma prima che si concludano i cicli addestrativi saranno necessari non meno di sei mesi. “A lungo termine questi cacciabombardieri insieme ai carri armati avanzati Abrams in dotazione all’esercito saranno di rilevanza cruciale perché Kiev sconfigga la Russia”, assicura il Pentagono. (3)
A onor del vero a fine agosto il segretario di Stato Antony Blinken ha reso noto che Washington invierà un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina del valore di 250 milioni di dollari. Tra i sistemi d’arma sono compresi i missili da “difesa aerea” AIM-9M, proiettili di artiglieria da 155 e 105 mm, oltre 3 milioni di munizioni per armi di piccolo calibro, missili anticarro “Javelin” e “Tow”, razzi da 70 mm “Hydra” per l’impiego da aerei ed elicotteri, mezzi per lo sminamento, cariche esplosive da demolizione, pezzi di ricambio, veicoli di soccorso e ambulanze. Per gli Stati Uniti si tratta del 45° invio di sistemi di guerra dallo scoppio del conflitto, il 24 febbraio 2022; complessivamente il valore delle armi consegnate all’Ucraina ha già superato i 43 miliardi di dollari. (4)
Il potere distruttivo dei pacchetti di aiuti è cresciuto esponenzialmente soprattutto negli ultimi mesi. A inizio giugno l’amministrazione Biden ha varato un maxi-trasferimento del valore di 2,1 miliardi di dollari comprensivo di sistemi missilistici “Patriot” e “Hawk”, mini-droni “Puma” che possono essere lanciati dal palmo di una mano, un imponente numero di proiettili di artiglieria da 105 mm e 203 mm, munizioni per razzi a guida laser. (5) Sempre a giugno Washington ha autorizzato altri due pacchetti di aiuti militari all’Ucraina per il valore di 835 milioni di dollari: tra essi munizioni aggiuntive per i sistemi missilistici avanzati terra-aria “Nasams”, batterie di missili di difesa aerea “Patriot” e lanciarazzi multipli ad alta mobilità “Himars” (gittata fino a 300 km), sistemi missilistici “Javelin” e ad alta velocità anti-radiazioni “Harm”, una trentina di sistemi antiaerei “Stinger”, 45 veicoli da combattimento della fanteria “Bradley”, 10 blindati 8×8 “Stryker”, sistemi anticarro AT-4, oltre 22 milioni di munizioni per armi leggere e granate; apparecchiature tattiche di supporto per comunicazioni, pezzi di ricambio e altre attrezzature da campo. (6) È poi seguito a metà agosto l’ok per l’invio a Kiev di altri sistemi d’arma per 200 milioni di dollari (munizioni aggiuntive per i sistemi missilistici “Patriot” e “Himars”, proiettili di artiglieria da 155 mm e 105 mm, munizioni per carri armati da 120 mm, missili anticarro “Tow” e “Javelin”, 37 veicoli tattici per il traino ed il trasporto di attrezzature, oltre 12 milioni di munizioni per armi leggere e granate, ecc.). (7)
Il 13 luglio, nel corso di un’audizione davanti la Commissione difesa del Senato, il generaleRandy George (tra i papabili ad assumere l’incarico di nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Usa) ha annunciato che saranno consegnati presto all’Ucraina pure i missili tattici superficie-superficie a corto raggio MGM-140 “Atacms” (gittata fino a 200 miglia), spiegando che essi “consentiranno di attaccare le forze russe d’invasione dislocate lontano dalle linee del fronte con una potenza cinetica molto superiore ai sistemi d’arma di precisione oggi presenti negli arsenali di Kiev”. (8) E alla vigilia del summit della Nato a Vilnius (Lettonia) l’amministrazione Biden ha deciso di mettere a disposizione delle forze armate ucraine le famigerate cluster bomb, le bombe a grappolo che dopo il lancio da obici di artiglieria, aerei o elicotteri disperdono decine o centinaia di submunizioni (le cosiddettebomblets) che poi esplodono all’impatto con il terreno oppure si disseminano come mine pronte ad esplodere anche dopo diversi anni. Le cluster bomb statunitensi vanno ad armare i pezzi di artiglieria da 155 mm dell’esercito ucraino e sono composte da submunizioni di tipo DPICM (dual-purpose improved conventional munition), cioè “munizione convenzionale migliorata a doppio scopo” per esplodere a un’altitudine e una distanza ottimali dal bersaglio desiderato (coprendo così un’ampia area geografica) ma con il rischio di precipitare al suolo intatte tra il 6 e il 14% dei casi. (9)
Ad oggi più di 120 paesi hanno sottoscritto la Convenzione internazionale per la messa al bando delle bombe a grappolo, ma dall’accordo sono rimasti fuori Stati Uniti, Russia, Ucraina e alcuni paesi membri della Nato come Estonia, Lettonia, Polonia, Romania e Turchia. Secondo Human Rights Watch l’uso intensivo di queste devastanti munizioni nel conflitto russo-ucraino ha già prodotto la morte e il ferimento di numerosi militari e civili (890 nel solo 2022). “Gli attacchi con razzi con munizioni a grappolo da parte delle forze armate ucraine nelle aree controllate dai russi nei pressi della città di Izium nell’Ucraina orientale tra il marzo e il settembre 2022 ha causato molte vittime tra i civili ucraini”, denuncia l’organizzazione non governativa. “Centinaia di attacchi russi con le cluster bomb hanno colpito almeno una decina di regioni dell’Ucraina dopo l’invasione su larga scala del febbraio 2022. Centinaia di vittime sono state registrate nel corso dei bombardamenti a Chernihivska, Donetska, Kharkivska, Khersonska e Mykolaivska. L’aprile 2022 un missile balistico russo Tochka-U armato con bombe a grappolo ha colpito la stazione ferroviaria di Kramatorsk causando la morte di 58 civili e il ferimento di un altro centinaio di persone, una delle peggiori stragi dall’inizio del conflitto”. (10)
Ma potrebbero finire alle forze armate ucraine anche una parte delle munizioni all’uranio impoverito stoccate negli arsenali di guerra Usa. Secondo l’agenzia Reuters i proiettili, utilizzabili per distruggere i carri armati russi, dovrebbero far parte di un nuovo pacchetto di aiuti militari tra i 240 e i 375 milioni di dollari che sarà presentato nei prossimi giorni. Anche i tank pesanti “Abrams” che Washington ha già iniziato a consegnare a Kiev sono stati rivestiti con corazze all’uranio impoverito per impedire la penetrazione di proiettili ad alto potenziale esplosivo “Heat” (High-explosive anti-tank). Intanto il Pentagono ha confermato che 200 soldati ucraini hanno completato un programma di addestramento all’impiego degli “Abrams” presso la base dell’esercito statunitense di Hohenfels, in Germania. (11)

Ai pacchetti di aiuti di provenienza statunitense si sono aggiunte altre imponenti forniture di sistemi bellici da parte dei maggiori partner Nato. A metà giugno il governo del Canada ha annunciato il trasferimento all’Ucraina di armi per il valore di 500 milioni di dollari (122 blindati leggeri “Roshel”, 288 missili AIM-7 per l’uso nei sistemi di difesa aerea, 10.000 colpi di munizioni da 105 mm, ecc.); inoltre le forze armate di Ottawa si faranno carico dell’addestramento in Europa dei piloti destinati alla conduzione degli F-16 e dell’attivazione in Polonia di un centro di manutenzione dei carri armati “Leopard”. (12) In concomitanza del vertice Nato di Vilnius, il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov (destituito qualche giorno fa dal premier Zelensky a seguito di una serie di scandali sulle forniture alle forze armate ma più probabilmente per i deludenti esiti della controffensiva estiva) aveva annunciato l’arrivo di un pacchetto di aiuti militari da Germania, Australia, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi per oltre 1,5 miliardi di euro, comprensivo di missili da crociera a lungo raggio “Scalp”, carri armati “Leopard” e un’ulteriore partita di missili “Patriot”. A metà luglio è stata la volta della Bulgaria a rendere nota la fornitura di un centinaio di veicoli per la fanteria (cingolati BMP-1PB e ruotati BTR-60PB), mentre la Polonia ha donato all’Ucraina una dozzina di elicotteri da combattimento Mi-24 radiati dai ranghi delle forze armate nazionali. L’1 agosto la Slovacchia ha inviato in Ucraina la prima coppia di obici semoventi calibro 155/52 mm “Zuzana 2”, la cui produzione è finanziata da Danimarca, Germania e Norvegia nell’ambito di un contratto per 16 batterie del valore di 92 milioni di euro. (13) Un centinaio di camion pesanti “Zetros” sono stati consegnati al ministero della difesa ucraino dal gruppo industriale Mercedes Benz con fondi del governo tedesco. Berlino ha fatto sapere inoltre che nei prossimi mesi saranno inviati in Ucraina armi ed equipaggiamenti militari per 700 milioni di euro (40 cingolati da combattimento corazzati “Marder”, 25 carri armati “Leopard” 1A5, 5 carri recupero “Brem Bergerpanzer”, 2 lanciatori per i “Patriot”, 20.000 proiettili d’artiglieria e sistemi anti-drone). Un maxi-pacchetto di aiuti militari da 2,7 miliardi di euro era già stato varato dal governo tedesco a maggio (tra essi una quarantina di semoventi antiaerei “Gepard” con 150.000 munizioni e oltre un migliaio di proiettili da 155 mm per obici). (14)
Germania, Paesi Bassi e Danimarca hanno affidato al colosso industriale-militare Rheinmetall AG pure una commessa per la consegna a Kiev entro la fine del 2023 di 14 carri armati “Leopard”, 20 corazzati “Marder”, sistemi di ricognizione mobile “SurveilSpire” con telecamere diurne e notturne e mini-droni con pilota automatico. (15) I manager di Rheinmetall AG hanno comunicato a metà agosto la prossima messa in opera in Ucraina del drone “Luna NG”. Si tratta di un sistema a pilotaggio remoto per la sorveglianza, il rilevamento e il tracciamento in tempo reale “di obiettivi e di movimenti ostili”. “Luna NG” offre un tempo di volo di oltre 12 ore e con il suo raggio di collegamento dati di oltre 100 km può raggiungere una copertura spaziale di oltre 30.000 km2. (16) Le autorità tedesche hanno pure finanziato la fornitura di 80 droni di sorveglianza e riconoscimento “Heidrun” prodotti dall’azienda “Dynamit Nobel Defense” con sede a Burbach (Germania) ma interamente controllata dalla holding militare israeliana “Rafael Systems. Restano ancora coperti da segreto militare la tipologia, le quantità e il valore delle armi inviate dal governo italiano. L’ultimo trasferimento di apparati ed equipaggiamenti bellici alle forze armate ucraine è avvenuto molto probabilmente il 2 settembre 2023. Secondo quanto documentato dagli analisti di ItaMilradar (sito specializzato che traccia il traffico di velivoli da guerra nei cieli europei e nel Mediterraneo), un aereo Boeing KC-767A dell’Aeronautica Militare italiana è decollato alle ore 7 di mattina dallo scalo di Pratica di Mare (Roma) per raggiungere la base militare di Rzeszow, Polonia, utilizzata dalle forze Nato come hub logistico per lo smistamento di armi e munizioni all’Ucraina. L’aereo da trasporto che è in grado di imbarcare fino a 70 tonnellate di carico è poi rientrato a Pratica di Mare intorno alle ore 14.30. (17)
Ingentissimi pure gli aiuti anti-Russia varati dall’Unione europea. Il 30 agosto l’Alto Rappresentante UE per la politica estera Josep Borrell ha annunciato l’intenzione di attivare un fondo per assicurare sistemi militari a Kiev fino a 5 miliardi di euro annui e l’ampliamento del programma di formazione dei militari ucraini per il 2023 che passerà dagli attuali 25 mila soldati già formati a 30 mila a fine ottobre e 40 mila entro fine anno. Secondo quanto dichiarato dal presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, dallo scoppio del conflitto fino al giugno 2023 l’Unione europea ha erogato a favore del governo di Kiev 70 miliardi di euro circa. “Abbiamo già consegnato oltre 220 mila munizioni e oltre 2 mila missili e ora siamo sulla buona strada per consegnare il milione di proiettili previsti entro i prossimi 12 mesi”, ha aggiunto Ursula von der Leyen. (18)
Anche i più noti gruppi industriali del vecchio continente hanno deciso di avviare contatti con le aziende militari ucraine per sviluppare progetti congiunti o dar vita a vere e proprie joint venture con l’insediamento di stabilimenti produttivi in territorio ucraino. Il maggior complesso ucraino a capitale pubblico Ukroboronprom ha dichiarato di aver promosso dalla fine dello scorso anno diversi progetti con industrie militari provenienti da paesi Nato come Francia, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca e Svezia. In particolare, quattro mesi fa, Ukroboronprom ha stipulato un accordo di cooperazione strategica con la tedesca Rheinmetall che consentirà all’Ucraina di beneficiare del trasferimento completo di tecnologie di difesa e della consegna a breve termine di attrezzature militari dalla Germania. Grazie all’accordo potrebbe essere presto aperto nel paese in guerra uno stabilimento per la produzione, manutenzione e riparazione dei mezzi corazzati tedeschi in dotazione alle forze armate ucraine. (19) Anche la britannica Bae Systems ha annunciato l’apertura di una sede a Kiev che gestirà le trattative per la realizzazione di uno stabilimento industriale dopo la fine delle ostilità dove produrre cannoni leggeri da 105 mm. I militari ucraini hanno nella disponibilità un ampio ventaglio di sistemi prodotti da Bae Systems come ad esempio i carri armati “Challenger 2”, i cingolati da combattimento “M2 Bradley”, “Stormer” e CV90, gli obici trainati M777 e L118 e le munizioni per artiglieria da 155 mm e per mortaio da 81 mm. (20) Nelle scorse settimane anche il gruppo finlandese “Patria”, leader nella produzione di blindati, ha espresso l’intenzione di realizzare un impianto industriale in territorio ucraino.
Nonostante gli affari a dieci zeri del complesso militare-industriale transnazionale e i sempre più massicci trasferimenti di sistemi di morte e distruzione nel teatro di guerra dell’Ucraina, sta crescendo la sfiducia tra ampi settori dell’establishment politico-militare statunitense sulla tenuta militare di Zelensky & C., specie dopo il mancato successo della controffensiva anti-russa lanciata in estate. Il 17 agosto è stato l’autorevole The Washington Post a riportare dubbi e dissensi. “La comunità dell’intelligence degli Stati Uniti d’America è convinta che la controffensiva ucraina non riuscirà a conquistare la città chiave sudorientale di Melitopol”, spiegava il quotidiano. “L’Ucraina ha lanciato l’attacco all’inizio di giugno sperando di replicare il suo straordinario successo nell’operazione dello scorso autunno nella regione di Kharkiv (…) Kiev ha recentemente inviato al fronte più riserve, comprese le unità con gli Stryker e i Challenger, ma non è ancora riuscita a sfondare la principale linea difensiva della Russia. Alcuni membri del Partito Repubblicano adesso esitano davanti alla richiesta del Presidente Biden di un aiuto militare aggiuntivo all’Ucraina per 20,6 miliardi di dollari dati i modesti risultati ottenuti dalla controffensiva. Altri Repubblicani e, in misura minore, i falchi dei Democratici hanno incolpato l’Amministrazione per non aver inviato prima armi più potenti all’Ucraina”. (21) Più recentemente The Washington Post, citando ancora alcuni funzionari della difesa, ha espresso scetticismo che le forze ucraine possano raggiungere il Mar d’Azov per interrompere la rotta terrestre della Russia verso la Crimea prima dell’arrivo dell’inverno. “Probabilmente l’Ucraina non sferrerà alcun colpo decisivo prima della fine dell’anno; ciò significa la continuazione di questa guerra estenuante nel 2024 e oltre, e la continuazione di pesanti perdite e traumi emotivi per entrambe le parti”, aggiunge il quotidiano. (22)
Il 12 agosto dodici deputati del Partito Repubblicano hanno chiesto al presidente Biden di sospendere l’invio di aiuti militari all’Ucraina. “Stiamo scrivendo per esprimere la nostra forte opposizione alla Sua più recente richiesta di stanziamenti supplementari di 40 miliardi di dollari, inclusi 24 miliardi per l’Ucraina”, hanno scritto i parlamentari. “Questa richiesta aggrava la spesa in deficit fuori controllo della Sua amministrazione e aggira l’accordo bipartisan sul tetto del debito”. (23) Il dibattito sul futuro impegno Usa a fianco del governo Zelensky sta pure infiammando il dibattito tra i candidati repubblicani in corsa per le presidenziali del 2024. Il governatore della Florida Ron DeSantis ha espresso la propria contrarietà ad ogni ulteriore aiuto militare a Kiev, ottenendo il plauso di importanti leader del partito come l’ex vicepresidente Mike Pence, l’ex ambasciatore alle Nazioni Unite Nikki Haley e l’ex governatore del New Jersey Chris Christie. Contro ulteriori esborsi finanziari pro-Ucraina anche l’altro candidato per le primarie dei Repubblicani, il giornalista e imprenditore di Cincinnati Vivek Ramaswamy, propenso invece a indirizzare gli “aiuti” per potenziare i dispositivi di controllo e respingimento dei migranti alla frontiera con il Messico. Anche il governatore del North Dakota Doug Bergum ha espresso il proprio disappunto sui nuovi pacchetti di aiuti perorando di contro il rafforzamento del sostegno militare a favore di Taiwan “per difendere l’isola da una potenziale invasione cinese”. (24)
Pochissime novità invece dall’Italia dove è calata l’attenzione mediatica verso il conflitto russo-ucraino e le forze politiche in Parlamento continuano a esprimere fedeltà al sostegno diplomatico e militare del regime Zelensky. I pericoli di escalation ed allargamento geografico dei combattimenti sembrano preoccupare solo pochi osservatori e opinionisti come ad esempio il direttore di Analisi Difesa Gianandrea Gaiani che alla vigilia di ferragosto ha pubblicato un lungo editoriale dal titolo Gli ucraini non sfondano: in Occidente inizia lo scaricabarile?. “Sui fronti di Zaporizhia e Donetsk in oltre due mesi di controffensiva gli ucraini vantano di aver liberato un’area di 360 chilometri quadrati, meno dell’estensione del comune di Ferrara (402 kmq) e una superficie pari allo 0,02% del territorio ucraino controllato dai russi”, scrive Gaiani. “Successi territoriali a dir poco limitati a qualche villaggio raso al suolo nella terra di nessuno dove peraltro i russi hanno riguadagnato posizioni contrattaccando negli ultimi giorni…”.
Il direttore di Analisi Difesa ha ricordato quanto evidenziato dal New York Times il 3 agosto, cioè “il fallimento della controffensiva e dell’addestramento impartito dall’Occidente agli ucraini”; il quotidiano ha inoltre messo in guardia sui “rischi di puntare sul logoramento delle forze russe considerato che Mosca gode di un significativo vantaggio sull’Ucraina in termini di uomini e risorse e che Putin sembra contare proprio sull’esaurimento delle forze e delle riserve di munizioni ucraine per vincere il conflitto”. “Testimonianze e analisi crude appaiono sempre più spesso sui media statunitensi, con minore frequenza su quelli europei mentre in Germania il quotidiano Bild ha rivelato il 24 luglio un documento riservato della Bundeswehr in cui con molti dettagli si esprimono critiche alle forze armate ucraine per la fallita controffensiva”, aggiunge Gaiani. “In particolare i militari tedeschi lamentano la disorganizzazione delle forze di Kiev nonostante l’addestramento ricevuto in Germania (…) Quanto alle critiche per i mancati successi ucraini qualche domanda dovremmo pure porcela anche in ambito Ue/Nato. Possibile che nessuno abbia notato che per armare le reclute ucraine abbiamo svuotato i magazzini di munizioni ma anche di armi e mezzi a volte nuovi e in servizio, più spesso radiati da tempo e a volte in pessime condizioni?”. (25)
Ad accrescere la perplessità generale sulla reale efficienza e preparazione del personale ucraino e sulla qualità e l’efficacia dell’addestramento e dei mezzi forniti dai paesi partner della Nato, hanno contribuito anche l’inatteso siluramento del ministro della difesa Reznikov e due strani incidenti mortali avvenuti a fine agosto ai velivoli da guerra delle forze armate di Kiev. Nella regione di Zhytomyr, nella parte occidentale dell’Ucraina, due aerei da addestramento Aero L-39 “Albatros” dell’Aeronautica militare sono entrati in collisione in volo per poi schiantarsi a terra; nell’impatto sono deceduti tre militari, tra cui Andrii Pilshchykov, soprannominato Juice, celebrato dai media come eroe di guerra, uno dei primi piloti ad aver incontrato il personale Usa in vista del programma di assistenza e formazione alla conduzione dei cacciabombardieri F-16. Secondo alcune indiscrezioni riportate dal portale specializzato Aviation Safety, al momento della collisione i sistemi di difesa aerea ucraini avevano tracciato nelle vicinanze dei due velivoli addestratori un caccia russo “Mikoyan” MiG-31. (26) Un paio di giorni dopo anche due elicotteri Mi-8 ucraini sono precipitati al suolo dopo una collisione in volo durante un’azione di combattimento nella regione di Donetsk. Secondo quanto dichiarato dal portavoce del Gruppo orientale delle forze armate di Kiev, Ilya Yevlash, l’incidente avrebbe provocato la morte di sei militari. (27) Top secret le cause dell’incidente. E l’inutile carneficina nel cuore del vecchio continente continua…
Note:
- https://defensemirror.com/news/34818/U_S__Says_its_Open_to_Training_Ukrainian_F_16_Pilots
- https://www.analisidifesa.it/2023/08/continua-la-saga-degli-f-16-allucraina/
- https://www.militarytimes.com/news/your-military/2023/08/18/ukraine-will-get-f-16-fighter-jets-from-dutch-danes-after-us-agrees/#:~:text=THE%20HAGUE%2C%20Netherlands%20%E2%80%94%20The%20United,the%20almost%2018%2Dmonth%20war
- https://www.analisidifesa.it/2023/08/il-45-pacchetto-di-aiuti-militari-usa-a-kiev/
- https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/3423456/dod-announces-21-billion-assistance-package-for-ukraine/#:~:text=The%20Defense%20Department%20today%20announced,Russia’s%20unprovoked%20war%20of%20aggression
- https://www.defensenews.com/flashpoints/ukraine/2023/06/26/us-to-send-500-million-in-weapons-military-aid-to-ukraine/
- https://aresdifesa.it/nuovo-pacchetto-di-aiuti-militari-statunitensi-alla-ucraina-8/
- http://galaxiamilitar.es/ucrania-se-beneficiaria-de-los-misiles-atacm-segun-un-general-del-ejercito-estadounidense/
- https://www.hrw.org/news/2023/09/05/cluster-munitions-new-use-transfers-challenge-total-ban
- https://www.hrw.org/news/2023/07/06/ukraine-civilian-deaths-cluster-munitions
- https://www.rainews.it/articoli/2023/09/media-usa-invieranno-a-kiev-munizioni-alluranio-impoverito-carri-armati-americani-abrams-armi-perforanti-le-armi-perforanti-per-i-carri-armati-usa-abrams-c2a9272e-8fbe-4352-9153-f6f377360f26.html
- https://aresdifesa.it/il-canada-annuncia-un-pacchetto-di-aiuti-militari-da-500-milioni-di-dollari-per-la-ucraina/
- https://aresdifesa.it/iniziate-le-consegne-alla-ucraina-dei-semoventi-zuzana-2-finanziati-da-paesi-nato-ue/
- https://www.analisidifesa.it/2023/07/nuove-forniture-militari-occidentali-per-sostenere-la-controffensiva-ucraina/
- https://aresdifesa.it/altri-quattordici-leopard-2a4-e-venti-marder-alla-ucraina/
- https://aresdifesa.it/il-drone-da-ricognizione-luna-ng-sara-consegnato-alla-ucraina/
- https://www.osservatoriorepressione.info/ennesimo-invio-armi-italiane-allucraina
- https://www.analisidifesa.it/2023/07/nuove-forniture-militari-occidentali-allucraina
- https://www.defensenews.com/industry/2023/06/15/ukrainian-defense-firms-seek-ties-to-europes-industry/
- https://www.analisidifesa.it/2023/05/bae-systems-aprira-una-sede-in-ucraina/
- https://www.washingtonpost.com/national-security/2023/08/17/ukraine-counteroffensive-melitopol/
- in https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/97036-mosca-avvantaggiata-da-una-lunga-guerra-a-tempo-indeterminato.html
- in https://www.analisidifesa.it/2023/08/gli-ucraini-non-sfondano-in-occidente-inizia-lo-scaricabarile/
- https://www.defensenews.com/congress/2023/08/24/gop-debates-ukraine-rift-previews-congress-upcoming-aid-fight/
- https://www.analisidifesa.it/2023/08/gli-ucraini-non-sfondano-in-occidente-inizia-lo-scaricabarile/
- https://www.avionews.it/item/1253323-ucraina-incidente-aereo-tre-piloti-deceduti.html
- https://www.avionews.com/item/1253401-elicotteri-forze-armate-ucraine-entrati-in-collisione-nella-regione-di-donetsk.html





